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Donna è: l’intervento del Presidente della Rai

Il discorso di Anna Maria tarantola alla due giorni sul ruolo della donna
Anna Mancini

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Il discorso di Anna Maria tarantola alla due giorni sul ruolo della donna
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La RAI, in quanto Servizio pubblico ha la responsabilità, in linea con la sua missione di interesse generale, di proporre modelli, messaggi, opinioni e visioni  che possano “contaminare” positivamente l’immaginario collettivo. La RAI può contribuire al progresso culturale del Paese e all’affermazione dell’equilibrio di genere. Può e deve farlo su più piani: quello aziendale, assicurando alle donne di potersi esprimere accedendo in misura crescente ai processi decisionali; quello editoriale, realizzando una offerta complessiva che garantisca il rispetto della dignità umana, delle minoranze, della figura femminile in tutti i suoi aspetti attraverso una rappresentazione dignitosa, reale, non stereotipata né discriminatoria che rifletta la molteplicità dei ruoli che la donna svolge nella vita sociale, culturale, economia e politica del Paese. E ancora, favorendo una maggiore presenza delle donne all’interno dei programmi d’informazione e di intrattenimento; fornendo strumenti di conoscenza volti a prevenire e contrastare la violenza sulle donne, evitando, in particolare l’uso di immagini e contenuti discriminatori e che possano contribuire alla violenza di genere.
Stiamo lavorando sui linguaggi e sulla promozione di una varietà di figure femminili puntando soprattutto sulle protagoniste delle nuove fiction, tutte dotate di grande personalità, di quotidiana umanità e portatrici di valori etici. Queste nostre azioni stanno  dando alcuni risultati, come emerge dal monitoraggio che, in ottemperanza a quanto previsto dal Contratto di Servizio 2010-2012 ancora in vigore, abbiamo avviato per verificare il rispetto delle pari opportunità tra uomini e donne in video e analizzare quanto l’immagine femminile veicolata dalle trasmissioni Rai corrisponda a una rappresentazione reale. I risultati mostrano luci e ombre. Ampia è la presenza di donne tra i professionisti interni (conduttori, giornalisti, inviati, corrispondenti, ecc.) e questo è un risultato importante che evidenzia l’orientamento aziendale alle pari opportunità.

Emerge anche una  tendenza al bilanciamento di genere nei programmi di intrattenimento con riferimento sia alle celebrità (attori, cantanti, comici, musicisti e altri artisti) che alle persone comuni (concorrenti di giochi, quiz e reality show). Un terzo positivo risultato riguarda le fiction da cui emerge una rappresentazione femminile ampia, , articolata e vicina alla realtà.
Miglioramenti  sono invece necessari con riferimento alle persone di cui si parla o che sono intervistate. Qui la responsabilità della Rai è indiretta, in quanto la situazione riflette sia fattori culturali, che non favoriscono la visibilità delle donne, sia la realtà del paese che vede soprattutto uomini nei ruoli apicali del mondo politico e imprenditoriale.
Altro elemento critico è la scarsa presenza di donne esperte. Stiamo cercando di riequilibrare la situazione anche attraverso la predisposizione di un elenco di esperte nelle varie discipline.
Infine particolarmente rilevante è la sottorappresentazione delle donne nei programmi di sport.
Queste criticità sono oggetto di analisi e di monitoraggio; sulla loro soluzione sono coinvolti tutti i Direttori di rete e di testata perché siamo consapevoli che avere più donne nei vari ruoli è necessario per assicurare una visione più completa dei fenomeni.
La Rai e’ stata il primo media di Servizio Pubblico in Europa a dare attuazione alla ”Convenzione sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica’‘ del Consiglio d’Europa attraverso l’adozione di una policy di genere.
Con la nostra policy di genere abbiamo voluto avviare un percorso virtuoso non solo aumentando il numero di donne in video, ma anche sostituendo l’attuale immagine femminile spesso falsata con una più reale, più vera, più fedele all’universo cui appartiene la donna oggi.
E’un tema sul quale è intervenuto anche il Presidente Giorgio Napolitano. Nel novembre 2013, in occasione della IX Conferenza Internazionale della Comunicazione Sociale, ha affermato: “…la dilagante rappresentazione del corpo femminile come bene di consumo rafforza fuorvianti atteggiamenti possessivi nei confronti della donna” e ha auspicato che “…le donne siano rappresentate con sobrietà e dignità nei media, così come si è impegnata a fare la RAI”.
Migliorare la qualità della rappresentazione è anche un modo per combattere la violenza contro le donne. Ma ovviamente non basta, occorre anche usare linguaggi appropriati e dare rilevanza e dignità alle vittime. Sull’uso ormai comune di chiamare i delitti di madri, fidanzate, mogli, ex, conviventi, amanti, figlie con il neologismo “femminicidi”, concedetemi una breve nota. Il termine può risultare e risulta poco “simpatico”, quasi spregiativo. Nell’immediatezza della formula che sta ad indicare la violenza fisica e psicologica sulle donne, non c’è mai il tempo di chiarire come il termine sia nato in occasione di una strage di donne in Messico. Da allora “femminicidio” riassume in sé una denuncia civile a livello internazionale. Personalmente, tuttavia, preferirei parlare di “donnicidio”, perché si tratta di donne, di donne uccise e violate.

Per concludere  tutti i media, non solo la Rai, possono svolgere un ruolo importante, tenendo viva l’attenzione sul tema dell’equilibrio di genere, fornendo le necessarie informazioni, proponendo approfondimenti e forme di intrattenimento, capaci di accrescere la consapevolezza e di suscitare emozione.
Non si tratta di “insegnare”, ma di informare e rappresentare correttamente, proponendo modelli che aiutino la conoscenza e la crescita socio-culturale e favoriscano un ulteriore progresso sul percorso di bilanciamento della rappresentanza delle donne in ogni ambito sociale.
Non dobbiamo dimenticare i valori che ci accomunano tutti – uomini e donne, ma anche italiani e non italiani, giovani e anziani – e che sono alla base del vivere civile, del rispetto della dignità di tutti, dell’accoglienza. Dobbiamo rappresentare questi valori con equilibrio e attenzione, senza banalizzazioni o eccessive semplificazioni, evitando sia il rischio di svalorizzare le idee a favore delle facili emozioni, sia quello ancor più grave di favorire l’assuefazione e la minimizzazione dei fenomeni. Per questo occorre grande equilibrio nell’affrontare il tema di genere, usare senso critico per sottolineare, con metodo e insistenza, la singolare rilevanza della specifica situazione e i vantaggi connessi alla uguaglianza.
Infine un auspicio: che il sistema della comunicazione contemporanea trovi il modo e il coraggio di trasmettere l’idea di coesione, unione e appoggio; il coraggio di dare rilevanza agli aspetti positivi: ai successi e alle mete raggiunte da tante donne competenti, impegnate e significative come esempio da seguire e da ampliare. Raccontare, parlare con dovizia di dettagli di e con le donne affermate nelle scienze, nella politica, nello sport e in tutti i campi dell’attività umana fornisce modelli utilissimi a trasmettere in altre donne spirito di emulazione e a suscitare fiducia e, in tutti, uomini compresi, rispetto e ammirazione. Raccontare belle storie: ad esempio, il numero davvero molto alto di donne che contribuisce attivamente in ambito universitario e specialistico alla ricerca italiana; del resto l’eccellenza universitaria è in  buona parte costituita da donne.
Come disse la cantante francese Juliette Gréco a 86 anni: “a un certo punto della mia vita ho concluso che la mia forza era quella di essere una donna”. Ecco perché abbiamo coinvolto in questi due giorni di intenso lavoro tante donne, tante eccellenze.


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Mi fa piacere pensare di essere apprezzata per tutto quello che scrivo. Ho sempre un solo lettore ideale in mente e scrivo per lui/lei, cercando una voce intima, capace di comunicare emozioni. Donna in carriera, studi classici, grande passione per la lettura, appassionata di buon giornalismo e di televisione.

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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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Notte degli Oscar 2021 su Sky Cinema Oscar, Sky Uno e Tv8

Tutte le notizie sull'appuntamento più prestigioso che è visibile oltre che su Sky anche in chiaro su Tv8. Le novità
Joele Germani

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Notte degli Oscar 2021
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La Notte degli Oscar 2021, l’appuntamento più atteso dal mondo del cinema, va in onda nella notte tra il 25 e il 26 aprile su Sky in diretta. Si parte dalle 00:15 su Sky Cinema Oscar® (canale 303 di Sky) con tutte le premiazioni. La diretta della 93ª edizione degli Oscar® sarà trasmessa in contemporanea anche su Sky Uno e in chiaro su TV8.

Notte degli Oscar 2021 su Sky Cinema Oscar, Sky Uno e Tv8

Dagli studi Sky Francesco Castelnuovo accompagna gli spettatori per l’intera serata. Commenta i momenti salienti insieme al “Cinemaniaco” Gianni Canova e alla giornalista di Sky TG24 Denise Negri. Ospiti l’attrice Anna Foglietta, la regista e attrice Michela Andreozzi, l’attore Lillo e il giornalista esperto di moda Ildo Damiano.

Ricordiamo che Laura Pausini è candidata agli Oscar® per la miglior canzone Io sì (Seen) per la colonna sonora del film La vita davanti a sé in cui Edoardo Ponti dirige la madre Sophia Loren.

In un’intervista esclusiva a Sky Cinema, ci racconta l’emozione per la nomination e la partecipazione alla Notte degli Oscar®, il suo ricordo di Ennio Morricone e il suo rapporto con Sofia Loren.

Oscars After Dark 2021

E per la prima volta, dalle 5:00 del mattino in diretta dalla Union Station di Los Angeles Oscars After Dark 2021. Un evento che, al termine della cerimonia di premiazione, accompagna gli spettatori dietro le quinte dello spettacolo catturando l’euforia e le emozioni della serata. È qui che si possono seguire le interviste esclusive a tutti i vincitori ed è qui che -alla stazione di incisione-i premiati vedranno per la prima volta il loro nome sull’ambita statuetta.

La Notte degli Oscar® 2021 sarà riproposta integralmente lunedì 26 aprile su Sky Cinema Oscar® a partire dalle 12:15. Mentre in prima serata l’appuntamento con “Il meglio della Notte degli Oscar® 2021” sarà in onda dalle 21:15 su Sky Cinema Oscar® e su Sky Uno e in seconda serata in chiaro su TV8, disponibile anche on demand su Sky e in streaming su NOW.

Tutti gli aggiornamenti sulla programmazione e sul live sono disponibili su tg24.sky.it/spettacolo, sulle pagine Facebook, Instagram e Twitter di Sky e tg24.sky.it/oscar.


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