Le iene show. i servizi del 5 marzo


Tutte le inchieste della serata realizzate dagli inviati


Partiamo col primo servizio, di Pio e Amedeo. Le due iene sono volate a Los Angeles per seguire Sorrentino.
Dopo esserci cascato alla prima telefonata però, e svegliato nel cuore della notte, il regista non risponde più al telefono.

Le iene show del 5 marzo
Con l’aiuto di un complice che si finge il manager di Di Caprio, Pio e Amedeo riescono a dargli appuntamento, così, «dopo la grande bellezza, la grande delusione». Il neo premio Oscar è visibilmente innervosito.Sorrentino sale in auto e se ne va; le iene intanto, mentre si allontana, si fingono Jack e Rose sul Titanic. In chiusura, l’ultima telefonata mentre il complice di prima finge di essere il manager di Al Pacino.

Secondo servizio, di Giulio Golia: Rovinati dall’ avvocato. L’avvocato in questione è Rosa Federici, comparsa anche in alcune trasmissioni Mediaset. Conosciamo la storia di Cinzia, che ha contattato il famoso legale per una procedimento di fallimento, ma questa  le chiede soldi in continuazione. Quando la donna prova a  retrocedere, l’avvocato le fa temere di perdere tutto: in tutto le dà 105mila euro, tutti richiesti con la scusa delle spese processuali.
Ma Cinzia non è l’unica cliente a non sapere che fine abbiano fatto i suoi soldi. Il modus operandi è sempre lo stesso: la Federici prima crea aspettative dicendo che si possono ottenere grandi risarcimenti, poi fa firmare deleghe in bianco, infine, approfittando dell’ignoranza dei malcapitati in materia di giurisprudenza, finge di portare avanti le cause. Alcuni raccontano di intimidazioni. Molti l’hanno denunciata, tanto che le procure hanno accumulato dati su di lei. L’ordine degli avvocati l’ha sospesa a tempo indeterminato; lo scandalo è arrivato sui giornali la scorsa estate, eppure, complici i lunghi tempi della giustizia, la Federici continua a ingannare clienti. Golia la raggiunge, e la donna ha una risposta per tutto: nega sempre e insinua che i truffati abbiano fatto chissà quali reati. Anzi, dovrebbero stare attenti a quel che dicono. Prima della pubblicità, i conduttori mostrano una carrellata di maschere di Carnevale agghiacciante: il baby Papa Francesco, e va bene, la baby Bélen con farfallina e i mini Fico-Balotelli.

Le iene show del 5 marzo
Terzo servizio, a cura di Pablo Trincia: La storia del tumore di Antonio.
Dopo otto anni con un tumore al polmone e due cicli di chemio, ad Antonio viene diagnosticata una metastasi cerebrale. L’uomo, stanco, aveva scelto di non sottoporsi ad un altro ciclo di chemio, ma viene convinto dal figlio a diventare vegano, in modo da non infiammare ulteriormente l’organismo. Viene accompagnato dalla dottoressa Michele De Petris, nutrizionista encologica. Inizialmente Antonio ha bevuto succhi, poi ha introdotto cibi cotti.
La risonanza magnetica, dopo tre mesi con la cura a base vegetale, non mostra più niente. Si è aiutato inoltre con l’acqua alcalina. Sono passati due anni e mezzo; nessuna traccia di tumore. Per aiutare Antonio, anche il resto della famiglia ha iniziato a nutrirsi come lui per non farlo sentire diverso. Vediamo ora un cena: spaghetti di zucchine al pesto di avocado, insalata con noci, involtini di verza ripieni di verza, dolce di ribes e kiwi. Trincia apprezza molto, ed è impressionato dal fatto che tutto sia partito da una metastasi al cervello: un dolore si è trasformato in una passione per la cucina.Il giorno seguente Antonio ha una visita di controllo: sta bene. L’oncologa spiega che la guarigione potrebbe essere dovuta alla radioterapia fatta in precedenza; l’alimentazione potrebbe aver migliorato la sua vita, ma non ci sono i numeri per affermarlo. Un’altra sua paziente infatti, anche lei con un tumore avuto in precedenza, è guarita senza cambiare alimentazione.
Antonio però continua ad essere convinto della sua tesi. La dottoressa De Petris spiega infine che migliorare l’alimentazione aiuta sicuramente a rendere più efficace la terapia: il cibo è la prima medicina che ci possa essere, ed è obbligatorio mangiare bene. Pubblicità

Quarto servizio di Luigi Pelazza: Abusi edilizi dello Stato.
In un comune in provincia dell’Aquila, sono stati ristrutturati degli edifici utilizzando fondi pubblici. Le irregolarità sono diverse: non sono registrati a catasto, non sono collaudati e per di più costruiti senza rispettare le norme antisismiche.
A differenza di un privato, durante i lavori il Comune può autorizzare un altro progetto in corso d’opera, ma questo il sindaco lo confessa chiedendo di spegnere la telecamera.
Dal geometra la iena viene a sapere che i controlli per sapere se il borgo ristrutturato deve essere demolito o no, sarà effettuata su carta. E finora tutte le verifiche sono state fatte così. Pelazza: «Voi vi dovreste occupare della sicurezza degli immobili». Il costo dell’opera è di ben 800milioni di lire. Ancora pubblicità.

Intervista doppia a Luisa Ranieri e Carla Signoris, che hanno appena recitato nell’ultimo film di Ozpetek, Allacciate le cinture. Entrambe sono mogli di un “pelato”: Luca Zingaretti e Maurizio Crozza. Pubblicità

Si torna con Angelo Duro, Le Olimpiadi dell’illegalità. Candid a Palermo e Lisbona: c’è un portafoglio a terra, come si comporteranno i passanti? A Palermo lo raccolgono e lo consegnano quasi sempre al proprietario, un bambino; in Portogallo invece, la gente passa avanti ignorandolo.

Pablo Trincia si occupa di narcotraffico dal Sudamerica: Vita da infiltrato.
Gianfranco Franciosi si infiltra in un giro di traffico di droga, scontando persino 7 mesi di carcere in Francia nonostante lavori per la polizia italiana.  L’uomo racconta che la sua vita era come Miami Vice; e pensare che era un semplice meccanico navale…Si arriva a un punto, dice, in cui si sanno talmente tanti segreti da non poter tornare indietro; alla fine si agisce senza nemmeno rendersene conto. I trafficanti spagnoli tra cui si era infiltrato erano il tramite con la mafia italiana per lo smercio di cocaina; ora su di lui pende la condanna a morte da parte delle mafie di mezzo mondo. E’ entrato nel programma protezione testimoni ma, non sentendosi sufficientemente protetto, ha deciso di uscirne. Non avendo avuto abbastanza soldi per rifarsi una vita all’estero, è tornato al suo paese d’origine ma,  appena due mesi fa, gli sono stati recapitati due proiettili. Del resto ora, essendo proprio al suo paese,  è facilmente rintracciabile per la criminalità. Gianfranco si è comprato a sue spese un’auto blindata, però è consapevole di essere già «un uomo morto».

Ancora Giulio Golia: Il ricatto del tfr Assentatosi dal lavoro per un anno e mezzo per malattia, il signore intervistato da Golia al rientro ha ottenuto un pugno e niente tfr; ne è seguita una denuncia al capo che, a sua volta, ha promesso il tfr in cambio del ritiro della denuncia. In tutto ciò, il sindacalista che seguiva l’uomo, gli ha consigliato di cedere al ricatto.
Però è bastata la telecamera delle Iene per porre fine alla questione: dopo la visita di Golia, il tfr è arrivato. Ci voleva poco, bastava chiamare la tv.
Pubblicità.

Matteo Viviani si occupa di un caso di affidamento di sottrazione di minori: i servizi sociali hanno tolto i loro tre bambini a Andrea Barlocco e Sabrina Saccomanni.
Gli assistenti sociali sono intervenuti per, ufficialmente, scarse condizioni igieniche: hanno portato via i bambini mentre erano con la baby sitter. La relazione parla di bagno inutilizzabile e di una lavatrice piena di vestiti puzzolenti; i due si difendono spiegando che in una casa di cinque persone, basta non fare la lavatrice per un paio di giorni per ammucchiare vestiti e che, riguardo al bagno, quello è il terzo, e viene usato appositamente per il cane. In questo specifico caso sono stati applicati i criteri in maniera estrema; il confronto con foto scattate in un’altra casa a cui sono stati sottratti i bambini, mostra un ambiente ben peggiore, persino con siringhe lasciate in giro nell’abitazione.
Altro punto critico è che i servizi sociali non si sono preoccupati di cercare parenti a cui affidarli temporaneamente; sarebbe stato meglio lasciarli ai nonni che in una comunità. Uno dei tre bambini ha appena sei mesi. A colloquio con l’avvocato che segue i due genitori, le assistenti sociali sono convinte che la trascuratezza sia uguale al maltrattamento; il problema è che il giudice decide sulla base delle loro relazioni. Il direttore dei servizi sociali infine, Massimo Molgora, ribadisce la linea dura e sostiene che lui a casa sua non vive così.

Nuovo servizio di Filippo Roma sui dipendenti del Comune della capitale: Il sindaco, i fancazzisti e i tornelli.
Insomma, dopo aver minacciato pene severissime, Marino pensa di risolvere il problema inserendo i tornelli all’ingresso.Oppure c’è la soluzione alternativa: indossare una volta la mese una maglia con scritto «amo il Comune di Roma». Di riorganizzazione del personale, di controllo, dei dirigenti non se ne parla. Pubblicità.

Tocca ora ad Andrea Agresti: Lavoro in cambio di sesso. Come risposta ad un annuncio di lavoro, Anna ha ottenuto una proposta di un tizio che vuole una prestazione sessuale; lui vuole indossare la maschera di Batman. I due si danno quindi appuntamento in un albergo; purtroppo per l’uomo, al posto di  Anna arriva Agresti vestito da Robin. L’uomo è in mutande, letteralmente.

 Nadia Toffa sull’inquinamento al nord: Trieste, l’altra Ilva.
La differenza tra la Ferriera e l’Ilva sembrerebbe essere semplicemente il numero dei dipendenti, “solo” 250 a Trieste. A un chilometro dallo stabilimento ci sono le coltivazioni di frutta e verdura.
La Toffa parla con i cittadini che abitano lì vicino: i fumi si sentono solo in rari casi, ma è peggio perché se li senti ti chiudi. La ditta ha riconosciuto un risarcimento, ma gli abitanti continuano ad ammalarsi di tumore e a morire.Dagli studi effettuati, risulta che a Trieste la percentuale di malati all’apparato respiratorio è doppia rispetto al resto d’Italia. Figurarsi chi ci lavora nella Ferriera.
Anche i bambini della scuola conoscono i fumi. I genitori raccontano però che i sindaci non si sono dati da fare, nonostante l’edificio si trovi proprio davanti alla Ferriera.
Non solo: i bambini che abitano lì si ammalano il doppio rispetto ai compagni degli altri rioni. Sono gli stessi operai ad augurarsi che la Ferriera chiuda: uno di loro racconta che i materiali vengono bruciati la notte, in modo che non si veda niente. Un altro invece, rivela come i rifiuti vengano riversati volontariamente in mare. Altri sono disperati perché non saprebbero dove andare a lavorare: meglio ammalarsi un giorno lontano piuttosto che non lavorare e stare male subito.
Ad oggi la Ferriera è commissariata da una cordata di banche.

Ecco l’annunciato servizio di Enrico Lucci sugli ex senatori del Movimento 5 Stelle. La iena intervista Lorenzo Battista che ora, essendo fuori, ripone speranze in un nuovo gruppo: un movimento senza leader in cui ognuno può dire quello che pensa. E in cui si potrebbe dialogare anche con Renzi.
I conduttori mostrano le foto di gente travestita da twerkatore a Carnevale. Eccolo qua, il solito momento trascurabilissimo del twerkatore: tra le vittime, Alessandro Haber, Bruno Barbieri, Cristina Chiabotto, Daniele Bossari, Maurizia Paradiso, Gino Paoli, Paola Perego, Franco Trentalance, Massimo Giletti, Simone Rugiati.

Altro servizio: Sabrina Nobile da Toni Servillo. 

L’attore si defila subito augurandole la buonanotte, accelerando il passo quando la iena fa riferimento alla giornalista di Rai News 24 a cui era stato indirizzato un “vaffa”.

Infine, giusto per continuare a cavalcare l’onda de La Grande Bellezza, rivediamo nuovamente il filmato di Pio e Amedeo con cui è stata aperta la serata. Alla seconda sembra ancora più brutto di prima: un riempitivo inutile. Pubblicità.

La puntata è terminata, stasera sottotono rispetto alle settimane precedenti.
Appuntamento a mercoledì prossimo!



0 Replies to “Le iene show. i servizi del 5 marzo”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*