Il meglio d’Italia: la cronaca della seconda puntata


Il resoconto della puntata del programma di Enrico Brignano andata in onda il 7 marzo.


Il primo monologo del comico è incentrato sulla lingua italiana e le sue difficoltà. Un excursus storico che parte dal greco e dal latino, da Brignano definite “lingue morte”. Saranno anche morte, ma ogni tanto bisognerebbe ricordare l’eredità culturale (viva e ricca) che esse ci hanno lasciato. Segue una riflessione sui dialetti, utilizzati dagli Italiani in misura maggiore rispetto alla lingua “ufficiale”. A questo punto si inserisce l’imitazione dei principali dialetti da nord a sud presentati in rapida successione dal conduttore. Un momento piacevole anche se forse un po’ lungo. 
 Il primo ospite della serata è Renzo Arbore che manda in onda un video girato a New York, dove era andato per presentare un suo disco e Brignano per uno spettacolo. Per le strade di Manhattan i due hanno fatto un esperimento: provare a parlare tra di loro in americano, mentre i veri Americani ridevano del loro accento, ed ora ripropongono una cosa simile in studio, ma in italiano. Perché? In seguito Arbore si esibisce sulle note di “Smorz’ ‘e llights”. Segue poi il racconto dei suoi primi anni vissuti a Roma, quando arrivò lì dalla città natale Foggia, e proprio alla città laziale dedica “Tanto pe’ cantà”. 
 
Congedato Arbore, torna Liz Solari. Se prima sfoggiava un outfit semplice ma pazzesco, ora precipita nel baratro con un tremendo vestito blu stile Sirenetta. I due introducono il tema del cibo e i vari modi – anche gestuali – che noi Italiani abbiamo per esprimere il nostro appetito. 
 
Dopo la pubblicità il conduttore propone il secondo monologo: i temi sono le automobili e il design. L’accento viene posto soprattutto sui modelli più bruttini lanciati nel corso della storia dal nostro Paese, prima di ricordare i personali viaggi di famiglia in auto. Dalle quattro si passa alle due ruote con la Vespa di Corradino D’Ascanio, immortalata anche da film quali “Vacanze romane”. Ecco infatti che Brignano, vestito da Gregory Peck, monta su una Vespa per un numero musicale insieme a Serena Autieri nei panni di Audrey Hepburn. Finita l’esibizione i due attori aprono una parentesi sul cinema, ricordando naturalmente l’ultimo Oscar di recente conquistato dall’Italia. Brignano e la collega sono anche stati doppiatori di “Frozen” che ha vinto ben due statuette quest’anno. “Ti piacerebbe ricevere un Oscar?” le chiede il conduttore, e parte la scenetta noiosa dell’attrice che viene premiata come se fosse alla cerimonia americana, con tanto di discorso di ringraziamento.
 
Entra in scena Michele Placido, che ricorda i David di Donatello vinti nella sua carriera. Dal cinema alla televisione, vengono ripercorse alcune tappe della sua lunga vita artistica. “Qual è la morte più bella che hai interpretato sul set?” gli chiede il comico. “Quella ne La Piovra” risponde l’ospite. Brignano si fa dirigere da Placido in una scena di morte. Pubblicità.
 
Al rientro Brignano parla delle donne e dell’idea di bellezza canonica da cui spesso si lasciano condizionare. “A noi uomini piace semplicemente la donna così com’è, pregi e difetti”, questo è il messaggio del conduttore che si cimenta in una serenata dedicata al mondo femminile, proprio a poche ore dalla festa dell’8 marzo. Dal fondo della scena entra Alex Britti intonando “Una su un milione”, un suo bel successo di qualche anno fa. I due si sfidano in un botta e risposta a suon di stornelli e canzoni dello stesso Britti. Viene indagato il rapporto del cantautore con la chitarra. Al termine Britti canta “Baciami (e portami a ballare)”. Pubblicità.
 
L’ultimo blocco inizia con Brignano che recita un testo incentrato sulla violenza sulle donne. Liz Solari insieme al corpo di ballo propone un balletto ispirato al film “La dolce vita”. Il conduttore parla poi dell’opera lirica, fiore all’occhiello della cultura italiana e della sua non sempre facile comprensibilità a causa di un uso impostato della voce da parte degli artisti. Un lungo siparietto viene dedicato alla figura del soprano, riletta dal comico in chiave ironica immaginandola interpretata da donne corpulente. Entra in scena la tutt’altro che corpulenta Laura Giordano, soprano che esegue un’aria tratta da “La traviata” di Giuseppe Verdi.
Successivamente i due danno vita a un duetto del “Rigoletto”. La Giordano saluta il pubblico e torna in scena Liz Solari che viene interrogata dal conduttore sulla patente a punti. Successivamente arriva il momento della facile polemica con un monologo che ha come protagonisti Francesco Schettino e governanti che negano le proprie colpe. Dopo tanto impegno e infervoramento, il programma si chiude con un numero musicale con il comico di nuovo attorniato (come all’inizio) dalla ballerine, questa volta agghindate da sexy marinarette. 


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