The Voice 2: i coach parlano della nuova edizione


I quattro mentori di "The Voice" parlano a pochi giorni dall'inizio della seconda stagione.


Noemi rompe il ghiaccio e appare serena sulla sua poltrona: «La prima edizione è stata di rodaggio per tutti, quest’anno ci sono le carte in regola per giocare sul serio, sono ancora più coinvolta e mi divertirò maggiormente. Sono felice ci sia J-Ax a rappresentare una realtà musicale di grande successo nel nostro panorama musicale. Preparatevi perché sarò più diretta con i ragazzi!». «E’ diventata tremenda» ribatte la Carrà, che del nuovo arrivato dice: «Si è più volte commosso durante le audizioni, è una Carrà con i pantaloni!». E proprio il rapper prende la parola per ringraziare i colleghi che da subito lo hanno messo a suo agio e precisa che il rap in realtà è importante da metà anni ’90 ma la stampa finora non se ne era accorta. Piero Pelù invece confessa di sentirsi ancora un esordiente: «L’arrivo di J-Ax ha cambiato molto le cose. Il gioco è imprevedibile e mi piace per questo. Quel che amo di “The Voice” è che non è né un talent né un reality, è musica e mi interessa che vengano promosse le voci».

 Noemi a The Voice 2

Tra le critiche che l’anno scorso vennero mosse alla trasmissione una delle più ricorrenti era l’atmosfera di buonismo che regnava in studio, specie nel momento dei giudizi. Raffaella tuona: «Non usate ancora questo termine, si tratta solo di buona educazione. Se ogni tanto eccediamo nell’uso dei superlativi per commentare le performance è per affetto e compartecipazione. Noi sappiamo bene quanto sia difficile questa strada». «È un programma molto emotivo ma non cadiamo nei piagnistei da reality» le fa eco il rocker fiorentino e Noemi aggiunge: «La nostra educazione fa da contraltare al mondo della rete che offende senza esclusioni di colpi».

Raffaella Cvarrà a The Voice 2

 

Se televisivamente parlando la prima edizione di “The Voice” è stata un successo non si può dire lo stesso sul fronte musicale. A parte Veronica De Simone che quest’anno abbiamo visto a Sanremo («Sono felicissima che la mia pupilla abbia calcato quel palco, anche se ancora le manca il pezzo giusto» ammette la Carrà), degli altri concorrenti si sono momentaneamente perse le tracce: «Se un artista non ha successo è perché le canzoni non sono adatte» sentenzia l’ex frontman degli Articolo 31. «I giovani devono avere il coraggio di uscire dal proprio recinto e intraprendere un percorso di ricerca, come ha fatto Noemi di recente» sostiene la Raffa nazionale riferendosi alla trasferta londinese dell’artista che risponde con un consiglio: «Bisogna mettersi alla prova e non avere paura di essere se stessi». In chiusura Piero Pelù che lancia un’idea ai vertici della rete: «Sarebbe bello creare un programma per autori di canzoni, un po’ come sta facendo “Masterpiece” per aspiranti romanzieri. La forza di “The Voice” deve ancora essere metabolizzata dagli Italiani e chi esce da questo programma deve cantare qualcosa di diverso da ciò che si trova nel mercato nostrano».

 

I magnifici quattro sono pronti, non ci resta che scoprire per quali voci schiacceranno il pulsante e quali saranno i talenti che riusciranno a convincerli fase dopo fase.



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