Rai Storia, dal 27 giugno I diari della grande guerra


anticipazioni sul programma con i commenti di Carlo Lucarelli per ricordare il primo conflitto mondiale


                                                                                 

L’impatto che questo conflitto ebbe sulla popolazione, sugli uomini, sulle donne e sui bambini di tutta Europa, fu terribile ed inimmaginabile. Attraverso la corrispondenza e gli scritti dei quattordici protagonisti del programma, si ripercorrono le principali tappe del conflitto, soffermandosi in particolare sugli stati d’animo, la paure e le speranze. Una docu-fiction in cui le storie messe in scena si alternano a materiali d’archivio in gran parte inediti.
Persone esistite realmente, che vissero gli anni terribili della guerra senza conoscerne l’esito o la fine – rinascono attraverso le lettere e i diari che scrissero, testimonianze dirette che si intrecciano alle decisioni politiche e alle strategie militari di chi stava al comando. Sono soldati che combattono nel fango delle trincee, sono casalinghe che si improvvisano operai, sono bambini e infermiere al fronte.

La quattordicenne russa Marina Yurlova, il piccolo Yves Congar, il soldato austriaco Karl Kasser, l’italo-americano Vincenzo D’Aquila, sono solo alcuni dei personaggi che in ogni episodio, secondo un progetto di valenza internazionale, incarnano i destini di Russia, Francia, Austria-Ungheria, Italia, Germania e Gran Bretagna.
Un team di ricercatori e autori ha selezionato – in quattro anni di lavoro – le lettere e i documenti ritrovati negli archivi, al fine di ricostruire le quattordici storie della serie. I ricordi personali rimasti su carta e ingialliti dal tempo consentono di capire le paure, le speranze e i sentimenti di chi visse il conflitto in prima persona. Quali erano le convinzioni iniziali? E come sono cambiate queste, man a mano che i giorni passavano e la fine del conflitto sembrava allontanarsi sempre più?
. Una coproduzione internazionale all’interno della programmazione che Rai Storia dedica al centenario della Prima Guerra mondiale, per comprendere e ripercorrere fatti, personaggi, cultura e società del tempo da un punto di vista storico condiviso.

Questo è quanto vedremo nella prima puntata dal titolo “Il Baratro”, in onda venerdì 27 giugno.:
L’Europa nell’anno 1914. Il continente è armato. Quarant’anni dopo l’ultima guerra tra Germania e Francia in Europa dominano rapporti di inimicizia e rancore.  Tramite un sistema di alleanze, i governi cercano di tenersi sotto controllo gli uni con gli altri. La maggior parte delle persone, però, conosce la guerra solo dai libri di scuola o dai giornali. Quando a Sarajevo vengono assassinati il pretendente al trono austriaco, l’arciduca Francesco Ferdinando, e la moglie, il sistema delle alleanze comincia a fare il suo gioco. Comincia la guerra e, con entusiasmo ingenuo, i soldati partono per il fronte.
La 14enne Marina Yurolova segue il padre, l’ufficiale dei cosacchi Yurlov, su di un treno verso il fronte. L’artista Kaethe Kolliwitz e suo marito Karl, devono accettare che il figlio 17enne parta volontario per il fronte. L’Austriaco Karl Kasser viene mandato a combattere nonostante una vecchia ferita. Il piccolo Yves Congar abita a Sedan e ha dieci anni, crede in una vittoria veloce della Francia. Si sente sicuro a casa con la famiglia, finché i tedeschi non arriveranno davanti alla sua porta.
“A Natale si torna a casa”, credono i soldati. Ma in realtà alla fine dell’anno sono già un milioni i caduti e ancora di più sono i feriti e i prigionieri. Nessuno avrebbe immaginato battaglie così violente.



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