I diari della grande guerra, su Rai Storia


la puntata è dedicata al desiderio e alla nostalgia del tempo passato


                                                                                                           

Matrimoni, fidanzamenti e rapporti familiari sono affidati a lettere sbiadite scritte per rivivere i tempi passati. L’artista berlinese Kathe Kollwitz ha perso suo figlio Peter, morto nei primi giorni della guerra – come uno dei 200.000 morti della cosiddetta “prima battaglia delle Fiandre”.  In lutto, torturata dai sensi di colpa per avergli permesso di partire volontario, scrive: “oggi è passato un anno dal sacrificio del nostro Peter. Il nostro bambino è andato in guerra con una solennità quasi sacra. Ha lasciato il mondo in completa comunione con le sue convinzioni.  È passato come un soffio di vento. Siamo noi a portare il peso di essere ancora vivi”.
 La 24enne Marie Pireaud soffre la lontananza del marito Paul. L’unica consolazione sono le sue lettere, perché il Comando dell’esercito francese vieta ai soldati di avere contatti diretti con i familiari. “Paul, amore mio. Noi due, insieme, siamo la cosa più bella che esiste, niente impedisce la nostra felicità. Ma poi mi sveglio, e sono triste e sola. Quando saremo di nuovo insieme?”. Ma la lontananza e la fatica fanno preoccupare gli uomini che scrivono dal fronte, tormentati dalla gelosia e dalla paura che le compagne possano dimenticarsi di loro. “Nei miei sogni, ti vedo con un altro uomo, ed è insopportabile!” scrive Paul. ”E se le lettere tardano ad arrivare, l’attesa diventa straziante: “Carissimo, Paul! Che strazio vedere che anche questa mattina non c’è nulla per me! Mi sento perduta. Mi nascondo, e piango. Non ho più forza. Prega che non sia troppo tardi. Si muore anche di tristezza.” Nell’imminenza della morte il rimorso del “non vissuto” incute paura e speranza, Marie decide allora di partire per il fronte, desidera avere un bambino dal suo Paul.
Elfride Kuhr festeggia nel frattempo il suo 14esimo compleanno. A Schneidemuehl  c’è un centro di formazione per giovani ufficiali dell’aeronautica e Elfriede si innamora del tenente Waldecker che morirà in un volo di esercitazione. “Ripenso al suo viso, ai suoi occhi splendenti, alla sua risata beffarda, ai fili d’oro dei suoi capelli sotto il berretto inclinato. Ora è tutto a pezzi, fracassato, coperto di sangue? La sua testa è ridotta così?” Aveva deciso che il giorno seguente, lei gli avrebbe dato il primo bacio.
Le battaglie e la carneficina abbattono il muro della moralità e del buon costume: i nemici e la sifilide sono alle porte.
In Francia, poco alla volta, si stabilisce una convivenza tra gli occupanti e i francesi rimasti dall’altra parte del fronte. Le relazioni amorose tra nemici sono considerate un tradimento, ma il desiderio di calore umano è più forte, : il soldato tedesco Ernst Junger si incontra segretamente con una donna francese, Jeanne Sandemont.
L’orrore e la violenza della guerra acuiscono la necessità di sentirsi legato ad un corpo umano sia fisicamente che spiritualmente. Anche Marina Yorlova è arrivata al fronte alla disperata ricerca del padre. Pur non avendolo trovato, è rimasta in guerra. Il Comandante Rossinskj le fa delle avance. Ma per Marina, che sente forte la spinta del dovere in battaglia, non è ancora il tempo per l’amore.



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