Vocazione Servizio Pubblico, alla Sapienza la “Pallacorda” della Rai


L'Università La Sapienza dà il via a un ciclo di seminari per riflettere sul ruolo del Servizio Pubblico


                                                                                        

L’occasione è ancora una volta la scadenza, prevista nel 2016, della concessione del Servizio Pubblico Radiotelevisivo. Occorre dunque un ripensamento della Rai alla luce dei cambiamenti socio-culturali che stanno attraversando il Paese: il Dipartimento di Comunicazione e Ricerca Sociale (CoRiS) inaugura oggi un ciclo di seminari che costituiranno una sorta di “Pallacorda dell’audiovisivo” in cui interverranno addetti ai lavori, giornalisti, ricercatori e studenti.

A partire dalle 10.30 di questa mattina  l’Aula Oriana del CoRiS ospiterà i contributi del sociologo e direttore Mario Morcellini, Augusto Preta (CEO, IT Media Consulting), Fabio Bassan (Docente di Diritto Unione Europea, Terza Università di Roma), Piero De Chiara (Esperto telecomunicazioni e media) e Angelo Guglielmi (intellettuale e dirigente televisivo).
Oltre alle loro relazioni inoltre, sono previste le proiezioni di video in cui studenti e laureandi si esprimeranno riguardo alla loro percezione della Rai.
La prima giornata di studi è intitolata Dalle criticità alle proposte. Verso una ridefinizione delle priorità per un nuovo Servizio Pubblico; la seconda invece, che si terrà a settembre, sarà dedicata al Servizio Pubblico come innovazione. Gli argomenti dei prossimi appuntamenti invece, verranno comunicati domani.
L’obiettivo di Vocazione Servizio Pubblico, questo il nome del ciclo di seminari, è quello di creare un momento di dibattito aperto che proceda di pari passo con le eventuali riforme politiche, rispetto alle quali si propone di mettere a disposizione quanto emerso dai numerosi studi del Dipartimento.
Condividere la conoscenza per individuare le ragioni della crisi e quali saranno gli elementi su cui puntare per uno sviluppo della Rai.
Alla luce dell’importanza del ruolo della Rai infatti, è necessario pianificare un modello di lungo periodo che sia valido nel tempo, consentendo alla televisione di
rispondere ai bisogni dei suoi molteplici pubblici e, nel frattempo, intercettarne i gusti in continua evoluzione.

La Convenzione con lo Stato, come già ricordato, scadrà a maggio 2016. Verrà rinnovata perciò a distanza di ben 22 anni dall’approvazione della normativa attualmente vigente in materia di diritti, doveri e modalità di gestione del Servizio Pubblico.

Per quanto riguarda la televisione dei prossimi anni, Marida Caterini, aveva già individuato cinque linee guida fondamentali su cui lavorare. Innanzitutto una maggiore attenzione ai minori e ai giovani, spesso target di trasmissioni non di formazione ma di illusione; poi una divulgazione scientifica e culturale che non sia relegata solo in seconda e terza serata; più accortezza nei talk show, presentati come spazi di approfondimento e invece, spesso, teatri di scontri verbali che nulla aggiungono allo spettatore. Infine, fiction e investimenti sul web.
Noi seguiremo i lavori e vi terremo informati.



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