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Voyager, la puntata del 18 agosto

La diretta del programma di Rai Due condotto da Roberto Giacobbo
Irene Natali

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La diretta del programma di Rai Due condotto da Roberto Giacobbo
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Il viaggio inizia dalla “Collina del Diavolo“: si tratta di una struttura artificiale di 115 metri in cui sono stati riversati i resti di macerie di Berlino.

Per cinque anni, ogni giorno 80 camion hanno trasportato materiali fino a formare una collina. Da qui si riuscivano a intercettare le informazioni dei soldati e raccogliere informazioni importanti; Giacobbo si avventura in un bunker segreto.

Un testimone, ex militare, sostiene di sapere cosa si nasconde in un pozzo coperto dalla montagna di detriti; nel pozzo vi è un ascensore che è stato bloccato. Il vincolo durerà fino al 2022.

Prosegue la visita della “Collina del Diavolo”, stavolta vediamo alcune sfere-radar; il conduttore continua a sottolineare di aver avuto un permesso speciale per entrare nei vari luoghi, ma non si può fare a meno di notare che sia nel bunker che fuori, i muri sono pieni di murales.
Parallela, vi è la “Collina del Drago”, anch’essa nata dall’accumulo di macerie.

palazzo nazisti

Dopo la distruzione di Berlino e il loro abbattimento, la topografia del terrore ci rivela i luoghi in cui sorgevano i palazzi del potere nazista.

Viene poi raccontata la storia di un fotografo che riuscì ad ingannare Goebbels, Ministro della propaganda. Nell’immagine scattata infatti, era ritratta una bambina dai perfetti tratti “ariani”, ma era ebrea. L’uomo, se scoperto, avrebbe rischiato la vita: la foto veniva spedita alle famiglie come perfetta rappresentazione della purezza ariana.

Terminata la seconda guerra mondiale inizia la Guerra Fredda, durante la quale viene costruito il muro: in una sola notte, al mattino Berlino Est si sveglia limitata da un muro.

Prigioni Stasi

La Stasi è stata fondata nel 1950, ispirata ai servizi segreti sovietici: era un apparato che controllava e decideva le sorti dei cittadini. La Germania dell’Est viene definita uno Stato paranoico, perché si temeva che il contatto con la cultura occidentale l’avrebbe portata alla rovina. Microspie e microfoni erano ovunque; venivano intercettate telefonate e comunicazioni postali.

Il rapporto con le armi era costante: la società veniva militarizzata, tanto che nelle scuole della Germania dell’Est, la Repubblica Democratica Tedesca, ai bambini veniva insegnato come lanciare le granate.

La East Side Gallery, il tratto più lungo del muro di Berlino, è monumento protetto dal 1992: ora è dedicato alla libertà, grazie alle opere di artisti da tutto il mondo.
Per vivere un tuffo nel passato, Giacobbo è alla guida di una Trabant.

Vediamo ora una delle stanze in cui la Stasi interrogava i prigionieri; ci addentriamo quindi nelle prigioni, dove si trovavano il letto più corto, un secchio per i bisogni e cavi elettrici alti: per costringere le persone a parlare infatti, le stanze venivano riempite d’acqua.
I prigionieri non lavoravano, ma vivevano nell’attesa dell’interrogatorio. L’obiettivo della Stasi era ridurre l’autostima al punto più basso; per raggiungere tale scopo, il primo passo era l’isolamento totale in cella. . Non solo non bisognava incontrare nessuno, ma neppure sentire cosa accadeva all’esterno.
Prima di essere arrestati, i detenuti erano stati spiati, dunque i loro carcerieri li conoscevano bene.

Il numero ufficiale di morti nel tentativo di attraversare il muro, è di 136, a cui però andrebbero aggiunte tutte quelle persone decedute durante i controlli di frontiera. La prima vittima ufficiale fu una donna di 58 anni, che cercò di saltare dalla finestra di casa sua prima che le finestre che davano su Berlino Ovest venissero murate.
Giacobbo ci racconta alcune storie di gente che è riuscita nell’impresa: c’è chi si è fatto cucire uniformi sovietiche salutando davanti al posto di blocco, mentre una ragazza, in treno, si è rinchiusa all’interno di due valigie sistemate l’una al fianco dell’altra.
La fuga più spettacolare fu quella di un ferroviere, che decise di attraversare il confine con il suo treno: sfondò tutti gli sbarramenti, fuggendo così nella Germania occidentale. La più appassionante però, è quella di due famiglie, scappate grazie a una mongolfiera cucita in casa.
Vi è poi il “Tunnel 57”, grazie a cui fuggirono 57 persone.

tunnel degli italiani

Giacobbo ci mostra l’ultimo tratto di muro intonso: solo 200 metri su 250 chilometri della lunghezza totale, lasciato così com’era.
È poi la volta del “Tunnel ’29“, nella cui impresa erano coinvolti due ragazzi italiani: i due stavano lavorando segretamente allo scavo di un tunnel. Nel frattempo,coincidenza, i due vennero a sapere che l’emittente Nbc voleva realizzare un film sullo scavo di un tunnel. Fu così che i due ricevettero i mezzi necessari per proseguire la loro costruzione: contattando la produzione e permettendo alle telecamere di riprendere le operazioni.
Grazie alle testimonianze dei protagonisti, viene ricostruita la vicenda: per l’evento dell’uscita dal passaggio, erano stati indossati i vestiti migliori. Una donna racconta addirittura di avere addosso il suo abito da sposa.

 Dopo il parco giochi abbandonato in cui si sente un sinistro cigolio della ruota panoramica, Giacobbo lancia un servizio che si chiede se siamo davvero liberi. La risposta la dà uno studio di neuromarketing sui consumatori: tutte le esigenze che pensiamo di avere, deriverebbero dai media. Di positivo però, c’è che possiamo difenderci se sappiamo di essere bersagliati da simili campagne.

La puntata di Voyager si conclude qui; l’appuntamento con Roberto Giacobbo è lunedì prossimo.

 


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Marchigiana, sarda per metà e romana d’adozione, si laurea in comunicazione alla Sapienza con una tesi triennale sulla satira televisiva e la chiusura del Decameron di Luttazzi. La tesi specialistica è ancora sulla televisione, stavolta sul ruolo di Al-Jazeera nella “primavera araba”. Collabora con alcune testate giornalistiche e siti web, è stata analista televisiva del programma di RaiTre TvTalk, condotto da Massimo Bernardini. La partecipazione ad una serie di trasmissioni televisive, le ha consentito di conoscere a fondo tutto quello che ruota intorno al mondo del piccolo schermo. Ama scrivere e disegnare, soprattutto fumetti.

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Le Iene Alessia Marcuzzi salta la puntata del 13 aprile 2021

Alessia Marcuzzi salta l'appuntamento di martedì 13 aprile con la conduzione de Le Iene Show. Suo marito è risultato positivo al Covid.
Lorenzo Mango

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Le Iene Alessia Marcuzzi
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Alessia Marcuzzi salta l’appuntamento del 13 aprile 2021 con Le Iene Show su Italia 1. Lo ha annunciato la conduttrice stessa per mezzo di una storia pubblicata su Instagram. 

Le Iene Alessia Marcuzzi, di nuovo in quarantena

La conduttrice de Le Iene Show Alessia Marcuzzi ha reso pubblica in una storia sul social Instagram la notizia: non sarà presente nel corso della puntata del 13 aprile 2021. Come ha scritto lei stessa, infatti: “Purtroppo mio marito la scorsa settimana è risultato positivo al tampone molecolare. Ovviamente si è subito auto isolato e per ora sta bene.”.

Anche la Marcuzzi, intanto, sta bene, e ha rassicurato i fan della trasmissione aggiungendo che: “Io sono fortunatamente risultata negativa (ho già effettuato due tamponi molecolari). Ma come da protocollo sono cautelativamente in casa in attesa di ulteriori controlli. Con molto dispiacere, a tutela delle persone che mi stanno accanto, e per rispetto della prassi, non potrò essere presente a Le Iene che comunque seguirò da casa. Un bacio a tutti”.

Alessia Marcuzzi era già stata assente in passato dalla trasmissione, precisamente a ottobre 2020. In quell’occasione, però, era stato un suo tampone rapido a risultare positivo. Sta di fatto che, comunque, per il momento la Marcuzzi è dovuta tornare in quarantena, nel pieno rispetto della normativa per il contenimento del Covid. Perciò, Nicola Savino resta “solo” alla conduzione del programma; ovviamente, in compagnia delle voci dei membri della Gialappa’s Band.

Le anticipazioni per la puntata del 13 aprile

Intanto, sono già state pubblicate le prime anticipazioni per uno dei servizii in onda nella puntata de Le Iene Show di martedì 13 aprile.

Un operaio dell’azienda ArcelorMittal è stato licenziato dopo aver condiviso sul suo account Facebook privato un invito ai colleghi. Nel post l’uomo aveva condiviso un invito a vedere la serie “Svegliati amore mio”; nota per aver riportato all’attenzione del pubblico e dei media i rischi dell’inquinamento ambientale per la salute dei cittadini. I vertici dell’acciaieria non avrebbero apprezzato il gesto, che ha portato al licenziamento dell’operaio; giustificato, a loro dire, dai “contenuti denigratori e altamente lesivi dell’immagine dell’azienda.” presenti nel post.  Il servizio è a cura della Iena Alessandro Di Sarno. 

L’autore del servizio ha cercato di contattare in merito il responsabile delle risorse umane dell’azienda: Arturo Ferrucci. Che, pare, si sarebbe negato ai microfoni delle Iene in più occasioni. Così, il videomessaggio che la Iena Di Sarno avrebbe voluto mostrare al responsabile, è stato proiettato sulla facciata dell’azienda tarantina. 

Nel videomessaggio, è Ricky Tognazzi, uno dei registi e sceneggiatori di Svegliati amore mio, ad esporsi in difesa dell’operaio.Meglio mettere al rogo il film che mandare per stracci una persona, un uomo con famiglia e figli. Arrestateci tutti, arrestate noi, fermateci. Siamo dei potenziali terroristi che abbiamo causato, in qualche modo, il licenziamento di un povero operaio. Grazie ArcelorMittal per aver fatto quello che la censura non è riuscita a fare in cent’anni”. afferma Tognazzi.

 


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Report Lo sterco del diavolo questa sera su Rai 3, gli altri servizi

Le inchieste e i reportage di cui si occupa Sigfrido Ranucci nel corso della puntata. In primis gli scandali in Vaticano.
Stefano Della Felce

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Report Lo sterco del diavolo
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Report propone oggi l’inchiesta dal titolo Lo sterco del diavolo. Va in onda lunedì 12 aprile alle 21.30 su Rai3 e su RaiPlay. Al timone come al solito Sigfrido Ranucci che promette rivelazioni esplosive.

Report Lo sterco del diavolo questa sera su Rai 3

Report riparte con l’inchiesta esclusiva “Lo sterco del diavolo” di Giorgio Mottola con la collaborazione di Norma Ferrara e Giulia Sabella.

Il reportage documenta come gli scandali all’ombra del Cupolone non si fermano nemmeno davanti ai Santi. Da anni Papa Francesco ha avviato una battaglia interna al Vaticano per portare trasparenza nei conti della Santa Sede. Ma la resistenza interna continua a essere forte: troppi sono gli interessi finanziari in ballo.

Questa sera viene raccolta una denuncia inedita dalla trasmissione. All’interno della Congregazione per le cause dei santi, la commissione vaticana che gestisce i processi di canonizzazione, un alto funzionario avrebbe chiesto una tangente per avviare il processo di beatificazione di un candidato molto noto e amato.

Una vicenda avvenuta mentre il prefetto della Congregazione per le cause dei santi era il cardinale Giovanni Angelo Becciu, l’ex sostituto della Segreteria di Stato dimessosi lo scorso settembre dopo le accuse di peculato.

Con documenti inediti e testimonianze esclusive Report ricostruirà gli investimenti finanziari realizzati dalla Segreteria di Stato negli ultimi anni.

A partire dall’acquisto degli ex magazzini Harrod’s di Londra, un palazzo costato al Vaticano oltre 400 milioni di euro e che oggi varrebbe non più di 290 milioni. Dietro agli investimenti opachi fatti con i soldi dei fedeli, si nasconderebbero uomini d’affari spregiudicati, faccendieri, religiosi corrotti e una guerra all’interno dei servizi segreti italiani.

Gli altri servizi

Tra gli altri servizi: Il triangolo della censura con una discussione e un approccio sul mancato aggiornamento del piano pandemico.

Si chiude con Sputnik il vaccino che viene dal freddo. 

Efficacia dichiarata altissima (92%), prezzo contenuto (10 dollari a dose), scarsi effetti collaterali, queste le caratteristiche del vaccino. Mentre in Europa mancano i vaccini e le dosi arrivano con al rallentatore, tutti parlano di Sputnik V. Il siero russo però in Europa non arriva e la sua autorizzazione si sta trasformando in un giallo.


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Reazione a catena 2021 con Marco Liorni ecco quando inizia

Tutte le notizie sulla nuova edizione del gioco condotto ancora una volta su Rai 1 da Marco Liorni. Come partecipare.
Serena Angelucci

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Marco Liorni 2021 Reazione a catena
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Arriva Reazione a catena con l’edizione del 2021. Il programma di giochi e connessioni sulla lingua italiana, riprende il proprio posto nel palinsesto estivo di Rai 1. Sarà presente sempre nella fascia preserale della prima rete e prende il posto di L’Eredità condotto da Flavio Insinna.

Reazione a catena 2021 con Marco Liorni

Intanto, per il terzo anno consecutivo è confermata la presenza, al timone del programma, di Marco Liorni. Il conduttore è attualmente padrone di casa del contenitore del day time pomeridiano di Rai 1 Italia Si. Per un determinato periodo sarà presente contemporaneamente nei appuntamenti. E quindi in onda tutti i giorni, visto che Reazione a catena, così come L’Eredità non si ferma nel fine settimana e va avanti sette giorni su sette.

Il quiz è nato nel 2007 e fino al 2009 il quiz è stato condotto da Pupo. Successivamente ne ha preso il posto dal 2010 al 2013, Pino Insegno. E’ stata la volta, poi, dal 2014 al 2017 di Amadeus. Per un solo anno, nel 2018, è arrivato Gabriele Corsi. Infine, dal 2019 Marco Liorni ne ha preso il timone.

Il format è un susseguirsi di giochi tutti legati alla lingua italiana che ricorda molto La settimana Enigmistica. In tutti i giochi i concorrenti devono scoprire assonanze tra parole e frasi con lo scopo di completare una “catena di parole”, in base a significati comuni, proverbi, aforismi, titoli di film o di libri e così via. Si tratta de Le catene musicali, Una tira l’altra e L’Ultima catena.

Il programma richiede dunque ai concorrenti una buona cultura generale ed una valida padronanza della lingua italiana. Il gioco più importante è L’intesa vincente che decreta il vincitore della puntata.

Come partecipare

Ecco come partecipare ai casting e quello che dice il regolamento Rai

A partire dall’8 febbraio 2021, tutti gli aspiranti concorrenti al programma potranno candidarsi al provino di Reazione a Catena solo attraverso il portale del Casting Rai www.rai.it/raicasting, previa iscrizione al sito, compilando l’apposito form di iscrizione.

Durante la fase di iscrizione, a ciascun candidato verrà chiesto di scegliere il nome della propria squadra. O, qualora fosse già stata denominata e individuata in precedenza da un componente della squadra stessa, di indicare l’esatta denominazione della squadra di appartenenza, composta
da tre unità.

Quando inizia Reazione a catena 2021

La data di inizio confermata a meno di ulteriori slittamenti, è il 7 giugno 2021. Il programma resta in onda fino al 26 settembre. Per poi cedere il posto di nuovo a L’Eredità di Flavio Insinna.

Nella prima puntata torna la squadra che deteneva in titolo di campione nell’ultima puntata andata in onda nel settembre 2020. Si tratta delle Ricongiunte, ovvero Giulia Rita e Donata, tre amiche alle quali era toccato il compito di battere I tre alla seconda che sono stati presenti per ben 26 puntate all’interno del programma.

 


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