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I 90 anni della Radio: Bandiera gialla

Il programma che lanciò la coppia Arbore- Boncompagni e andò in onda dal 1965 al 1970
Giancarlo Leone

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Il programma che lanciò la coppia Arbore- Boncompagni e andò in onda dal 1965 al 1970
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Bandiera Gialla iniziava con la sigla, T-bird, cantata dall’allora sconosciuto Rocky Roberts che fece fortuna a seguito di questa trasmissione, stabilendosi definitivamente in Italia. Ricordate la nota sigla del 1967 del varietà tv, Sabato Sera, Stasera mi butto? La cantava questo bel ragazzone alto, dinoccolato con gli occhiali da sole.

Andò in onda tutti i sabati pomeriggio, dal 16 ottobre 1965 al 9 maggio 1970, dalle 17.40 alle 18.30, ma era sempre registrata nei giorni precedenti negli studi di Via Asiago a Roma, più esattamente nel mitico Auditorio A. Dopo questa sigla ad effetto, lo speaker annunciava con voce ufficiale: “A tutti i maggiori degli anni 18, a tutti i maggiori degli anni 18, questo programma è rigorosamente riservato ai giovanissimi…”. 

Il concetto era che si trattava di una zona di quarantena (batteva bandiera gialla come le navi che arrivano in porto infettate dal colera) per “malati di musica”, non frequentabile da adulti, neanche dai giovanotti. La trasmissione era dedicata alle novità mondiali della musica e destinata, per l’appunto, ad un pubblico giovanile. La prima ideazione del programma fu di Boncompagni, che propose come titolo Sound (Suono), richiamando le origini angloamericane della musica giovane allora all’avanguardia.

{module Google richiamo interno} La dirigenza Rai, nella fattispecie Luciano Rispoli, allora responsabile con Maurizio Riganti della programmazione radiofonica, pensò di chiamare la trasmissione Bandiera Gialla, collegando tali generi musicali, all’epoca banditi dalla radio italiana, al simbolo della quarantena per epidemia, appunto la bandiera gialla. Così il Maestro Giulio Razzi, all’epoca direttore della Radio, accordò il consenso alla messa in onda.

Il meccanismo della trasmissione era molto semplice: venivano proposte quattro gruppi di tre canzoni, quasi sempre straniere ed il pubblico di giovanissimi presenti si sgolava con urli ed applausi, votando con delle bandierine gialle. Alla fine, la canzone che aveva un effetto più chiassoso (sempre con il giudizio insindacabile di Boncompagni) e che in ciascuna terna otteneva più voti entrava tra i finalisti e il vincitore assoluto tra i quattro finalisti veniva proclamato “Disco giallo”, anche detto “canzone regina”. Le case discografiche poi provvedevano a mettere la fascetta (ovviamente gialla) sulle copertine dei brani fortunati negli scaffali dei negozi di dischi.

Il pubblico veniva selezionato tra i liceali che avevano tempo di aspettare fuori gli studi radiofonici di Via Asiago, da un addetto Rai, che ne faceva entrare in studio un numero limitato. Presentava, come anticipato, Gianni Boncompagni, mentre Renzo Arbore era il “complice” silenzioso: ma a lui, alla sua notevole cultura musicale e al suo interesse per il mondo musicale americano – jazz, blues, rythm & blues – si doveva l’impostazione musicale del programma, che lanciò in grande stile in Italia la musica nera americana dell’epoca, ovviamente in Italia del tutto sconosciuta, con nomi di tutto rispetto come Aretha Franklin, Wilson Pickett, Otis Redding, Rocky Roberts.

Anche se era un programma radiofonico e non venivano ripresi, i ragazzi di Bandiera Gialla vestivano in maniera beat e ballavano sui dischi trasmessi; non era, dunque, un pubblico passivo. Alcuni dei ragazzi che passarono negli studi della trasmissione erano già dei personaggi noti o lo sarebbero diventati successivamente: Mita Medici, Loredana Bertè, Giuliana Valci, Renato Zero, Giancarlo Magalli, Valeria Ciangottini.

Bandiera Gialla per quegli anni rappresentò un vero e proprio fenomeno di costume tra i giovanissimi, perché introdusse scelte musicali totalmente nuove rispetto al gusto corrente, presentando novità discografiche provenienti dall’Inghilterra e dall’America, senza ovviamente trascurare gruppi ed interpreti dell’ondata beat. Solo in un anno, i dischi presentati e selezionati da Arbore e Boncompagni furono 672. Il programma diede una grossa spinta promozionale ai brani presentati, spesso incentivandone la rapida pubblicazione in Italia, che altrimenti avrebbe tardato rispetto al mercato internazionale.

Una curiosità: il titolo della trasmissione ispirò il testo italiano dell’omonimo brano cantato da un giovanissimo Gianni Pettenati, Bandiera Gialla, cover di The Pied Piper di Artie Kornfeld e Steve Duboff.               


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Game of Games cambia collocazione: ecco i motivi

Il nuovo show di Simona Ventura viene temporaneamente sospeso in attesa di nuova ricollocazione a causa dei bassi ascolti.
Irene Verrocchio

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game of games cambia collocazione Rai 2
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Game of games, il programma condotto da Simona Ventura in prima serata su Rai 2 cambia collocazione. Dopo le tre puntate già andate in onda, delle sei previste, la Rete ha deciso di sostituire gli appuntamenti del 21 e del 28 aprile con due film. Sono rispettivamente Tutta colpa dell’amore e La risposta è nelle stelle. Ecco i motivi della scelta.

game of games cambia collocazione giochi

Game of Games cambia collocazione, le motivazioni

Dalla prossima settimana Games of games viene temporaneamente sospeso. Il nuovo format di Simona Ventura, non andrà infatti più in onda in attesa di una nuova collocazione. Secondo alcune indiscrezioni dovrebbe essere spostato al martedì al termine dello show di Enrico Brignano Un’ora sola vi vorrei, previsto il 18 maggio.

Il programma della Ventura è ispirato all’omonimo format statunitense di Ellen DeGeneres che è stato esportato in tutto il mondo. E in Italia ha debuttato su Rai 2 lo scorso 31 marzo. I protagonisti dello show sono sei personaggi del mondo dello spettacolo che si alternano nelle sfide al posto dei veri concorrenti che sono invece persone comuni.

Il Vip vincitore di ogni manche permette a chi lo ha scelto di accedere alla semifinale. Ma solo un concorrente può partecipare allo step finale, Gioco dei Giochi, dove può vincere il montepremi se riesce ad indovinare alcuni volti noti con pochi secondi a disposizione.

Lo show però non ha molto convinto i telespettatori in quanto ha registrato bassi ascolti. La Ventura ha anche risentito della presenza su Canale 5 della fiction Svegliati amore mio con Sabrina Ferilli, della soap turca Daydreamer con Can Yaman. In Rai invece ha dovuto confrontarsi con Chi l’ha visto e con Il Commissario Montalbano che continua a registrare ottimi ascolti nonostante le repliche.

Gli ascolti delle prime tre puntate

Sono sei le puntate previste per la prima edizione di Games of games. Ma la Rai ha optato per la sospensione dopo il terzo appuntamento a causa degli ascolti insufficienti.

La puntata d’esordio di Game of games del 31 marzo ha registrato 1.267.000 telespettatori con 5.1% di share. Ma negli appuntamenti successivi l’indice di gradimento è nettamente peggiorato.

La seconda invece si è fermata a 915.000 spettatori con 3.7% di share. Nell’ultima, è tornata lievemente a salire soffermandosi sui 930.000 telespettatori con 3,9 % di share. Ancora pochi, però, per assicurare al programma la permanenza in video.

Con Game of games Simona Ventura era riuscita a tornare su Rai 2 dopo l’esperienza di The Voice of Italy. Le aspettative erano tantissime sullo show che, invece, non è molto adatto alla platea italiana, come i numeri dell’Auditel hanno dimostrato.

 

 


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Salotto Salemi Mediaset Play, il talk show in streaming di Giulia Salemi

A partire dal 16 aprile, Giulia Salemi conduce Salotto Salemi, un talk show in esclusiva per il servizio in streaming online Mediaset Play.
Lorenzo Mango

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Salotto Salemi Mediaset Play
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Salotto Salemi è il nuovo talk show condotto dall’influencer Giulia Salemi, in esclusiva streaming per il servizio Mediaset Play. A partire da venerdì 16 aprile alle 19.00, la Salemi conduce per sei settimane consecutive il suo primo programma.

Salotto Salemi è prodotto da MNcomm in collaborazione con Brand On Solutions, l’area dedicata alle iniziative speciali di Mediamond, e con Naj Oleari Beauty e Mikado. Il programma è scritto da Silvia Rossi, mentre il Product Placement è a cura di Hub4Brand.

Salotto Salemi Mediaset Play, un format nato durante il lockdown

Giulia Salemi è dunque al suo esordio come conduttrice in solitaria di un programma Mediaset; probabilmente, anche in virtù del successo riscosso durante l’ultima edizione del Grande Fratello Vip, alla quale ha partecipato. La modella e influencer italo-persiana è attivissima sui social da sempre, tanto da meritare a pieni titoli la definizione di influencer. Su Instagram, la Salemi può infatti vantare oltre 1 milione e cinquecentomila followers, ma i numeri sono in continua crescita.

L’idea di Salotto Salemi nasce proprio sui social, durante il lockdown dello scorso anno. La Salemi in quell’occasione aveva organizzato uno show casalingo nel corso del quale dava consigli di make-up, cucina e salute, spesso in compagnia di amiche e amici ospiti. Il medesimo format è ora riproposto, con nuovi accorgimenti su Mediaset Play. Come avveniva sui social della Salemi, però, la conduttrice parlerà con i suoi ospiti di gossip, strappando loro confidenze e opinioni sorprendenti il più possibile. Il tutto in un clima amichevole e rilassato.

In passato, la due volte partecipante al Grande Fratello Vip ha già co-condotto due programmi televisivi; prima Ridicolousness Italia su MTV, dove lavorava insieme a Stefano Corti e Alessandro Onnis. E poi, Disconnessi on the road su Italia 1, insieme a Paola Di Benedetto e Paolo Ciavarro. 

Anteprima: gli ospiti confermati di Salotto Salemi

La prima ospite confermata di Salotto Salemi è Dayane Mello, modella e influencer. Anche la Mello ha partecipato, insieme a Giulia Salemi, all’ultima edizione del Grande Fratello Vip. 

Oltre a chiacchierare con lei, nella speranza di farle rilasciare dichiarazioni scottanti e qualche gossip in esclusiva sulla sua vita privata, la conduttrice propone alcuni beauty tips all’amica e collega. Tra una confidenza più intima e una chiacchiera, Dayane Mello fa quindi da modella di make up per la Salemi.

Tuttavia, sono molti gli ospiti vip la cui presenza è già stata confermata. Nel salotto di Giulia Salemi, nel corso di sei puntate, si avvicendano Paola di Benedetto, giovane show-girl e modella; Veronica Ferraro, una delle fashion blogger più seguite di Instagram, nonché grande amica di Chiara Ferragni.

E ancora, Gaia Zorzi, la sorella del noto influencer, anche lui ex “gieffino” Tommaso Zorzi. Inoltre, Martina Hamdy, modella, ex meteorina del TG4 e oggi presentatrice ufficiale dei programmi Meteo di Mediaset. Infine, Arianna Cirrincione, modella e influencer fidanzata con Andrea Cerioli, che ha conosciuto nel corso della trasmissione Uomini e Donne.

Si tratta, quindi, di ospiti giovani e molto noti sul panorama televisivo e sul Web, come influencer con milioni di followers sui social più diffusi come Instagram, Facebook e YouTube. 

 


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Le Iene Alessia Marcuzzi salta la puntata del 13 aprile 2021

Alessia Marcuzzi salta l'appuntamento di martedì 13 aprile con la conduzione de Le Iene Show. Suo marito è risultato positivo al Covid.
Lorenzo Mango

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Le Iene Alessia Marcuzzi
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Alessia Marcuzzi salta l’appuntamento del 13 aprile 2021 con Le Iene Show su Italia 1. Lo ha annunciato la conduttrice stessa per mezzo di una storia pubblicata su Instagram. 

Le Iene Alessia Marcuzzi, di nuovo in quarantena

La conduttrice de Le Iene Show Alessia Marcuzzi ha reso pubblica in una storia sul social Instagram la notizia: non sarà presente nel corso della puntata del 13 aprile 2021. Come ha scritto lei stessa, infatti: “Purtroppo mio marito la scorsa settimana è risultato positivo al tampone molecolare. Ovviamente si è subito auto isolato e per ora sta bene.”.

Anche la Marcuzzi, intanto, sta bene, e ha rassicurato i fan della trasmissione aggiungendo che: “Io sono fortunatamente risultata negativa (ho già effettuato due tamponi molecolari). Ma come da protocollo sono cautelativamente in casa in attesa di ulteriori controlli. Con molto dispiacere, a tutela delle persone che mi stanno accanto, e per rispetto della prassi, non potrò essere presente a Le Iene che comunque seguirò da casa. Un bacio a tutti”.

Alessia Marcuzzi era già stata assente in passato dalla trasmissione, precisamente a ottobre 2020. In quell’occasione, però, era stato un suo tampone rapido a risultare positivo. Sta di fatto che, comunque, per il momento la Marcuzzi è dovuta tornare in quarantena, nel pieno rispetto della normativa per il contenimento del Covid. Perciò, Nicola Savino resta “solo” alla conduzione del programma; ovviamente, in compagnia delle voci dei membri della Gialappa’s Band.

Le anticipazioni per la puntata del 13 aprile

Intanto, sono già state pubblicate le prime anticipazioni per uno dei servizii in onda nella puntata de Le Iene Show di martedì 13 aprile.

Un operaio dell’azienda ArcelorMittal è stato licenziato dopo aver condiviso sul suo account Facebook privato un invito ai colleghi. Nel post l’uomo aveva condiviso un invito a vedere la serie “Svegliati amore mio”; nota per aver riportato all’attenzione del pubblico e dei media i rischi dell’inquinamento ambientale per la salute dei cittadini. I vertici dell’acciaieria non avrebbero apprezzato il gesto, che ha portato al licenziamento dell’operaio; giustificato, a loro dire, dai “contenuti denigratori e altamente lesivi dell’immagine dell’azienda.” presenti nel post.  Il servizio è a cura della Iena Alessandro Di Sarno. 

L’autore del servizio ha cercato di contattare in merito il responsabile delle risorse umane dell’azienda: Arturo Ferrucci. Che, pare, si sarebbe negato ai microfoni delle Iene in più occasioni. Così, il videomessaggio che la Iena Di Sarno avrebbe voluto mostrare al responsabile, è stato proiettato sulla facciata dell’azienda tarantina. 

Nel videomessaggio, è Ricky Tognazzi, uno dei registi e sceneggiatori di Svegliati amore mio, ad esporsi in difesa dell’operaio.Meglio mettere al rogo il film che mandare per stracci una persona, un uomo con famiglia e figli. Arrestateci tutti, arrestate noi, fermateci. Siamo dei potenziali terroristi che abbiamo causato, in qualche modo, il licenziamento di un povero operaio. Grazie ArcelorMittal per aver fatto quello che la censura non è riuscita a fare in cent’anni”. afferma Tognazzi.

 


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