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Amore criminale, parla Barbara De Rossi

Barbara De Rossi spiega i motivi che l'hanno convinta ad accettare la conduzione di Amore criminale
Marida Caterini

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Barbara De Rossi spiega i motivi che l'hanno convinta ad accettare la conduzione di Amore criminale
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 Crede che riuscirà a immedesimarsi in atmosfere così drammatiche?

Quando si è presentata l’opportunità di condurre Amore criminale, ho lottato per diventarne la padrona di casa.E’ una trasmissione che ho sempre seguito, fin dalla prima edizione. E, poi, da anni aiuto le donne in difficoltà attraverso una mia associazione.

Riesce a entrare nel modo di pensare e di agire di donne che poi vengono assassinate dai loro uomini?

Sto proprio cercando di fare questo: entrare nella psicologia di donne che pensano di vivere un grande amore nei riguardi di uomini dai quali, invece, sono brutalmente maltrattate. Spero di poter dare un contributo importante ad un programma che è già molto forte e vuole insegnare come si comprendono e si percepiscono i segnali di allarme fin dall’inizio. Ci metterò tutto il mio cuore e la sensibilità, perchè è un dramma che sta assumendo dimensioni enormi.

Può una semplice trasmissione televisiva incidere in maniera determinante per evitare queste stragi?

Intanto cominciamo a inculcare nell’animo femminile, il dubbio di non essere oggetto di un amore sano ma, al contrario, di un sentimento malato e pericoloso. I segnali di allarme ci sono sempre e vanno colti in tempo. Nel 2012, ad esempio, sono state 124 le donne uccise dall’uomo che affermava di amarle. Una ogni tre giorni, un numero che fa davvero rabbrividire.

Ci spiega come si svolgeranno le singole puntate di Amore criminale?

Innanzitutto, come in passato, daremo voce alle donne che, purtroppo, non ci sono più. Ma, in apertura di programma, ospiteremo quelle che invece, sono riuscite ad accorgersi del pericolo, a venirne fuori e si sono così salvata la vita. Racconteranno, in studio, la loro drammatica esperienza, e cercheranno di rappresentare una voce di speranza per tutte coloro che si trovano in situazioni difficili e magari, non hanno la forza di uscire dal labirinto di terrore nel quale sono imprigionate.

Ci sarà anche una presenza maschile, nella trasmissione, come segno di solidarietà per questo sofferente universo femminile?

Come era già avvenuto nell’edizione precedente, in ogni puntata, un attore rappresenterà, simbolicamente, il punto di vista maschile, leggendo una pagina degli atti giudiziari legati alla storia raccontata. Ci saranno Enrico Brignano, Giobbe Covatta, Enzo Decaro, Massimo De Francovich, Giulio Scarpati e Nicolas Vaporidis.

Lei è un’attrice, non una conduttrice. Cosa può aver convinto gli autori a volerla al timone del programma?

Matilde D’Errico, autrice di Amore Criminale insieme a Maurizio Iannelli e Luciano Palmierino, mi hanno semplicemente detto “ci sembri la persona giusta, quella che può rappresentare l’amica, la vicina, la compagna in grado di far sentire la propria voce e la propria vicinanza alle donne” Io mi sono sentita gratificata e subito ho capito di volere assolutamente questa conduzione. Inoltre, proprio agli autori si deve l’aver capito l’importanza e la forza della televisione nel raccontare questo tema che sarà affrontato sotto ogni punto di vista: violenza fisica, psicologica, economica.

Ci racconta le storie delle donne protagoniste delle puntate?

La protagonista della puntata d’esordio è Antonella di Solofra (Salerno) che cerca di difendere la madre da un compagno geloso e possessivo. L’uomo per sbarazzarsi di lei, le spara sei colpi sul viso. Poi ci spostiamo a Carpi (Modena) dove Giuseppina, moglie e madre, viene ammazzata a coltellate da un marito gelosissimo che aveva persino riempito l’appartamento di telecamere per controllarla: avvertiva la possibilità di essere abbandonato. Alice era di Torino: separata con due figli si innamora di un uomo molto più giovane di lei. Si accorge però che questo legame, per il bene dei figli, non può andare avanti. Il suo giovane compagno rifiuta di lasciarla e l’ammazza colpendola alla testa con una chiave inglese.
 Barbara, 36 anni, italo-somala, abbandonata dalla madre a due anni, pensa di aver trovato l’uomo che può renderla felice, un collega affascinante e colto. Ma purtroppo lui la accoltella in piena notte. Debora, una giovane operaia della provincia di Biella, viene tormentata da un ex fidanzato per anni, con appostamenti e telefonate notturne. Da lui viene accoltellata dinanzi alla fabbrica in cui lavorava. Adriana, studentessa di 19 anni di Sora (Frosinone) è uccisa dal fidanzato che pensa sia stato da lei tradito. Particolarmente tragica la sorte di due fratelli transessuali Aha e Valentina che si trasferiscono a Torino per rifarsi una vita. Ma entrambi vengono ammazzati dai rispettivi compagni. L’ultima puntata ha per protagonista Maria Rosaria, aspirante giornalsita di Cosenza, dove lavora in una tv privata. La giovane viene ingannata da un compagno del quale si fida che la massacra in macchina con 14 coltellate.

 

 

 

 


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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