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The Voice: parlano i quattro finalisti

Elhaida Dani, Silvia Capasso, Timothy Cavicchini e Veronica De Simone parlano della loro esperienza a The Voice.
Marida Caterini

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Elhaida Dani, Silvia Capasso, Timothy Cavicchini e Veronica De Simone parlano della loro esperienza a The Voice.
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Bilancio, per Rai2, sicuramente positivo visto che la rete è riuscita a incollare allo schermo una media di 3 milioni e 280 mila spettatori con buon successo presso i più giovani e con Lombardia, Marche e Puglia a guidare la classifica delle regioni più generose in termini di pubblico televisivo. Molto attivi si sono rivelati anche gli utenti dei social network: su Twitter i followers di “The Voice” sono passati dai 3200 del 7 marzo ad oltre 38000 seguaci e gli apprezzamenti sulla pagina Facebook da 5500 sono diventati 54000.

I quattro ragazzi si sono detti soddisfatti del percorso svolto all’interno del programma, descritto da Silvia come un fulmine a ciel sereno che le ha permesso di arrivare a un gran numero di persone a casa. Per Elhaida è stata un’esperienza totalmente diversa da quelle vissute precedentemente, dal momento che per la prima volta si è trovata da sola in un altro paese (la 19enne è infatti di origine albanese). Veronica ammette di avere iniziato The Voice per gioco, ed ora che si è guadagnata la finale è diventata una bella sfida da affrontare: «La mia vita è stata stravolta! Comunque andrà io ho già vinto avendo avuto l’opportunità di realizzare il mio sogno e di cantare e ballare con un’icona come Raffaella Carrà. Questo programma è stato per me il posto giusto nel momento giusto». Grande entusiasmo anche per Timothy, unico esponente di sesso maschile a gareggiare per il titolo: «La mia è una vittoria “uoma”» – scherza con il parterre – «Durante il programma sono stato sempre me stesso, non ho mai provato ad essere qualcun altro».

Parole di profonda stima anche per i coach che hanno dispensato consigli ai loro protetti: Raffaella Carrà ha insegnato a Veronica a stare sul palco in senso fisico e senza paure («Forza sulle ginocchia e chiappe strette!»), Noemi è riuscita a trovare una vena rock nel canto di Silvia, inizialmente in difficoltà nell’approcciarsi a questo genere dato che fino ad oggi si era sempre ritenuta una cantante soul e blues; Pelù ha dato modo al bel rocker veronese di esternare la propria personalità, Cocciante invece ha compreso la grande sensibilità di Elhaida aiutandola a trasmetterla a chi ascolta.

Prima di approdare al programma di Rai2 alcuni di loro avevano già giocato la carta del talent, come nel caso della giovane di Tirana che in patria ha vinto “Star Academy” nel 2009, mentre qui da noi è stata scartata alla prima audizione di “Amici”. La stessa sorte era toccata alla Capasso, che si è sentita dire di no anche a “X Factor”: «“The Voice” è il talent che fa la differenza, non ci porta a diventare persone aride e a farci litigare». Cavicchini sottolinea come in realtà questo non sia un talent, ma un live show che si avvale di una band che suona dal vivo, prova e costruisce i brani insieme ai concorrenti, i quali durante l’esperienza televisiva continuano a vivere liberamente la propria vita, mantenendo i rapporti con il mondo esterno senza dover “congelare” il presente. «Avevo una brutta opinione dei talent show, ma questo non lo è. The Voice” è una grande opportunità per i giovani che vogliono fare musica oggi» ribadisce la De Simone.

 

A chi chiede loro quali piani abbiano una volta finita questa esperienza, tutti rispondono che se ci sarà un seguito nel mondo musicale avverrà con naturalezza, dimostrando così di avere i piedi ben piantati a terra, ma ciò non toglie che possano avere diverse idee in cantiere. Elhaida rivela che il rapporto professionale con Cocciante non si limiterà all’inedito che presenterà come da regolamento in finale – firmato dallo stesso coach e per il quale si sta pensando anche ad una versione in italiano -, ma che ci sarà anche qualcos’altro. Chi si sbilancia di più è Timothy che non ha intenzione di sparire dalla circolazione dopo un paio di brani: «Voglio lavorare ad un progetto a lungo termine. Le personalità forti vincono!», dice. Intanto l’unica che in finale porta un inedito firmato di proprio pugno è Veronica, l’inconfondibile caschetto biondo di questa edizione: «Ho scritto Nati liberi qui a “The Voice”, nella mia camera d’albergo. Sono molto contenta del risultato, perché è una canzone vera, sincera. L’esperienza vissuta in queste settimane e le persone che hanno messo la loro esperienza e professionalità al mio servizio mi hanno ispirato a scrivere».

Inevitabile chiedere un pronostico su chi vincerà questa prima edizione e la vittoria di quale concorrente non lascerebbe l’amaro in bocca agli altri: «Non ragioniamo in questi termini, abbiamo già vinto tutti, siamo i vincitori delle rispettive squadre!», è la perfetta chiusa di uno show più volte etichettato come un po’ troppo buonista.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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