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Colombo: su Top Crime il tenente diretto da Spielberg

La prima puntata cult della serie con Peter Falk
Anna Mancini

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La prima puntata cult della serie con Peter Falk
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Dunque l’amatissimo tenente Colombo indossa per la prima volta il suo tranch destinato a divenire famoso e sempre più liso con il trascorrere degli anni e delle stagioni della serie, Ma quel che è interessante è la regia di uno Steven Spielberg alle prime armi, un anno dopo l’esordio tv saltuario dietro la cinepresa dei telefilm “Marcus Welby”, “Mistero in galleria” e “The Psychiatrist” (quest’ultimo inedito in Italia. E’ l’anno di grazia 1971, quello di “Duel” al cinema, per intenderci.

A detta degli amanti del genere, quello di stasera è un episodio da incorniciare, il più popolare e celebrato del serial, con la presenza di star di prima grandezza accanto a Falk-Colombo. Oltre agli ideatori Richard Levinson e William Link, l’episodio è firmato da Steven Bochco, incoronato, più tardi, padre dei polizieschi-reality degli Anni ’80 (“Hill Street giorno e notte”) e degli anni  ’90 (“NYPD Blue”).

La storia di “Un giallo da manuale”  racconta un sodalizio letterario che finisce con un omicidio. Ken Franklin (Jack Cassidy) uccide nel proprio chalet sul lago il socio scrittore James Farris (Martin Milner), simulando che Martin sia stato “rapito” dalla malavita.  Ma la scusa non convince Colombo che inizia a sospettare e a indagare a modo suo.

Originariamente l’episodio doveva essere il secondo della serie ma, considerato l’ottima accoglienza, si decise di lanciarlo come puntata d’apertura. In un’intervista rilasciata a Judith Crist, critica cinematografica del “New York Times”, Spielberg ha rivelato di essere riuscito a girare “Duel”, «nonostante fosse impegnato in contemporanea con Colombo».

Se c’è qualcuno che ancora non conosce il tenente Colombo, ecco la storia. Colombo è un detective della Sezioni omicidi del dipartimento di polizia di Los Angeles. A bordo del suo “macinino”, una vecchia e sobbalzante automobile con la capotte che fa acqua da tutte le parti, giunge sul luogo del delitto. Indossando un l’impermeabile sdrucito e logoro scende dalla vettura e lancia un’occhiata in giro. Dopo  essersi grattato la testa e aver lasciato che la cenere del sigaro scadente gli sia caduta sul trench già malridotto, Colombo, con l’occhio buono che gli rimane, cucina a fuoco lento l’assassino.

Mai lasciarsi ingannare  dall’aspetto dimesso, dall’approccio impacciato e umile che Colombo mostra  nei confronti dei sospettati.  Infatti son proprio questi elementi a far sì che il colpevole cada nell’errore di sottovalutare l’investigatore. In realtà il detective ha già teso la trappola: dopo una serie di domande apparentemente innocue se non stupide, inizia a studiare la personalità di chi ha di fronte, ad indagare su moventi, alibi, orari.

Tutti gli episodi seguono un percorso obbligato e collaudato: all’inizio i telespettatori assistono a un delitto quasi perfetto; poi la tenacia del tenente smonta l’omicidio pezzo per pezzo, per arrivare al sospettato numero uno, inchiodato sia dalla minuziosa ricostruzione dei fatti che dall’assillante presenza di Colombo. Ogni puntata diventa così un “duetto”: dopo il sopralluogo di rito l’investigatore inizia un crescendo di botta e risposta con il probabile assassino, fino allo smascheramento finale. Alla fine la vera “vittima” risulta l’assassino.

Ribaltando gli schemi classici del poliziesco, abbattendo il muro del whodunnit (quando il colpevole viene svelato solo alla fine, come in “Ellery Queen”), ogni puntata del serial è un gioco barocco di variazioni sul tema, come disse Omar Calabreseun ‘exercise de style’ alla Queneau”.

Premiato quattro volte con l’Emmy Award, eletto da “Time” come “sbirro televisivo per eccellenza”, Peter Falk presta il volto ad uno dei poliziotti più leggendari del piccolo schermo. Ma forse non tutti sanno che l’attore venne scelto solo dopo alcune vicissitudini: i creatori della serie, i compagni d’università Richard Levinson e William Link, fecero interpretare la prima puntata – in onda all’interno del “Sunday Mistery Hour” – da Bert Freed, quindi da Thomas Mitchell; all’epoca il protagonista non si chiamava ancora Colombo ma Fisher; quando la Universal mostrò interesse nel soggetto, i due ideatori pensarono a Lee J. Cobb e a Bing Crosby, impossibilitati tuttavia per altri impegni.

Nel 1975 l’attore riuscì a strappare un contratto di 125.000 dollari a puntata. Nel 1990 il tenente Colombo ha allungato le indagini a due ore; Falk è diventato altresì sceneggiatore e regista; la produzione ha scelto una strada vincente: pochi episodi ma buoni.

Nel 1992 l’investigatore ha comprato un nuovo impermeabile in una sequenza da incorniciare. Al tema musicale jazz di Dave Grusin che caratterizza la prima puntata del ’68 si è preferito quello che Billy Goldenberg compose per il secondo episodio. Tra i molti produttori esecutivi che si sono succeduti nelle stagioni, firmano, oltre allo stesso Falk: Richard Levinson, William Link, Dean Hargrove, Roland Kibbee, Richard Alan Simmons, Jon Epstein, Peter S. Fischer.

Nel corso della programmazione ricordiamo qualche indagine memorabile: l’episodio con Ray Milland, che tenta di rimettere in scena un “delitto perfetto” alla Hitchcock; le puntate con protagonisti tre volti assai popolari tra i telespettatori, ovvero William Shatner e Leonard Nimoy di “Star Trek” e Patrick McGoohan de “Il Prigioniero”; quella dove il sospettato ha il volto di Vincent Price o quella dove Falk “duetta” con l’amico John Cassavetes.

Fino ad oggi non sono ancora stati svelati due misteri su Colombo: quale sia il suo nome di battesimo e chi sia quella santa donna di sua moglie. Anche se in America quest’ultima ha preso vita nel 1979 in una serie ad hoc (“Kate Loves a Mystery-Mrs. Columbo”, inedita in Italia) con il volto di Kate Mulgrew, si scopre che la dolce metà del tenente – il quale, di riflesso, viene sempre citato ma non compare mai – è una reporter free-lance del “Weekly Advertiser” con l’hobby del giallo. L’altra rivelazione riguarda la sfera familiare della “strana coppia” con l’entrata in scena di Jenny (Lili Haydn), la giovane figlia dei due investigatori sui generis.


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Mi fa piacere pensare di essere apprezzata per tutto quello che scrivo. Ho sempre un solo lettore ideale in mente e scrivo per lui/lei, cercando una voce intima, capace di comunicare emozioni. Donna in carriera, studi classici, grande passione per la lettura, appassionata di buon giornalismo e di televisione.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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