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Alle Galapagos con Attemborough su Sky 3D e Nat Geo Wild HD

Tre puntate nelle Galapagos insieme al grande naturalista ottantaseienne
Biagio Esposito

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Tre puntate nelle Galapagos insieme al grande naturalista ottantaseienne
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Vediamo qual è lo spirito del nuovo programma, nel quale, all’inizio vengono presentate queste spettacolari isole vulcaniche dell’Oceano Pacifico, un paradiso unico al mondo dove la vita si è manifestata, in isolamento dal resto del mondo, in una maniera straordinaria.

Dopo aver realizzato Nel regno segreto delle piante  e The Penguin King 3D, David Attenborough torna con un nuovo documentario per tutta la famiglia. Da domenica 16 giugno alle 20, in prima tv e in contemporanea con Nat Geo Wild HD (canale 409 di Sky), Sky 3D, l’unico canale televisivo in Italia al 100% in 3D, visibile sul canale 150 della piattaforma Sky, trasmetterà in 3 episodi Galapagos 3D.

L’appuntamento è ancor più interessante perchè il naturalista inglese, all’età di 86 anni,  ha intrapreso un viaggio attraverso questo regno selvaggio, misterioso e ricco di meraviglie, per scoprire i segreti delle creature animali e vegetali che le abitano, gli stessi che già 200 anni fa condussero Charles Darwin a formulare la sua teoria sull’evoluzione delle specie per selezione naturale.

“Solo gli ultimi sviluppi della tecnologia ci hanno dato la possibilità di riprendere in 3D l’intera fauna selvatica e il primo luogo nel quale ho voluto provare le capacità delle nuove telecamere sono le isole Galapagos”, dichiara Attenborough. Le isole sono abitate da animali carismatici che, non avendo paura dell’uomo, possono essere facilmente avvicinati e filmati.

ED è proprio utilizzando al massimo le tecnologie stereoscopiche di ultima generazione che Attenborough e la sua equipe hanno saputo sfruttare al massimo le meraviglie naturali che si sono rivelate ai loro occhi: dalle iguane, che si sono perfettamente adattate all’oceano e sputano via il sale dal naso, alle tartarughe giganti che si aggirano liberamente all’interno di vasti crateri vulcanici, alla ricchezza di piante straordinarie, di insetti bizzarri e animali unici, alcuni dei quali non sono mai stati filmati prima d’ora.

Tra questi l’iguana rosa – specie in via d’estinzione che ha avuto origine circa 5,7 milioni di anni fa sull’Isola Isabela, la più grande delle Galapagos – lunga tra i 100 e 120 centimetri per un peso di circa 10 chilogrammi. Attenborough è inoltre riuscito a filmare per l’ultima volta Lonesome George, l’ultimo esemplare di tartaruga gigante dell’Isla Pinta, scomparsa nel 2012 all’età di 100 anni.

Nel primo episodio, Origini, in onda domenica 16 giugno, si va alla scoperta delle origini e della formazione delle Isole Galapagos, nate dalla violenta attività vulcanica nei fondali marini dell’Oceano Pacifico. Dapprima colonizzate dagli uccelli marini, che portavano con sé semi e spore, le isole hanno velocemente attirato, portati dai venti e dalle correnti oceaniche, organismi da ogni parte del mondo, creando un habitat di flora e fauna esclusivo. Tutte queste creature raccolte nel medesimo luogo rappresentano, per gli studiosi, molto più di una semplice e curiosa rarità, bensì il più grande esperimento naturale del nostro pianeta, un crogiolo evolutivo in cui tutto è possibile.

Immagini di milioni di pinguini, strani uccelli dalle zampe blu, cormorani che non sanno volare dimostrano, una volta di più, che le Galapagos sono un vero paradiso terrestre, terra di magia e di scoperta.

Il secondo e il terzo episodio, Adattamento e Evoluzione, andranno in onda rispettivamente domenica 23 e domenica 20 giugno alle 20

In particolare questa la descrizione di quanto accadrà in ogni singolo episodio.

Episodio 1 – Origini.  David Attenborough indaga l’origine e la formazione delle Galapagos, risultato della violenta ed impetuosa attività vulcanica nel fondale marino del Pacifico. Una volta costituito, l’arcipelago – che è ancora una delle zone vulcanicamente più attive della Terra – fu velocemente colonizzato dai primi arrivi: gli uccelli marini che portavano con sé semi e spore nel tentativo di appigliarsi alle barriere rocciose. Questi furono presto seguiti da ondate di organismi provenienti da tutti gli angoli del Pacifico, portati dai venti e dalle correnti oceaniche. Storie di viaggi pericolosi, compagni improbabili e sopravvivenza. Lungo il suo percorso, Attenborough incontra una selezione bizzarra di flora e di fauna: un pinguino residente all’equatore, un uccello danzante con le zampe blu, cormorani che hanno completamente perso la capacità di volare. L’esperto spiega come il raduno di questa miriade di creature insolite e straordinarie rappresenti più di una semplice e curiosa rarità: tale fenomeno, infatti, può essere considerato anche come il più grande esperimento naturale del nostro pianeta , un crogiolo evolutivo in cui tutto è possibile.

Episodio 2 –  Adattamento Il secondo episodio svela le forze che hanno determinato la trasformazione dei nuovi arrivati sulle isole Galapagos. Il motore dell’innovazione è costituito dalle isole stesse, le quali cambiano forma così velocemente da costringere le differenti forme di vita ad adattarsi continuamente e mantenersi al passo.

Le isole giovani e selvagge sono colonizzate da iguane che si evolvono in rettili marini i quali, simili a draghi, si immergono nelle acque dell’oceano e si riconoscono per la particolarità di sputare il sale in eccesso dal naso. I semi dei soffioni, chiamati anche denti di leone, vengono trasportati dal vento e danno vita a piante dalle dimensioni giganti, le scalesie, le quali dominano l’altopiano avvolgendolo di verde. Le grotte sotterranee, invece, diventano calderoni dell’adattamento, in cui insetti e ragni perdono il colore e la vista e assumono sembianze aliene. Le isole più antiche, esposte all’erosione, diventano paradisi idilliaci per i leoni marini e per l’allevamento degli uccelli di mare, tra cui gli albatros.

Attenborough ci rivela come anche i processi che portano alla scomparsa delle isole Galapagos continuino ad influenzare la storia naturale dell’Oceano Pacifico. In particolare ci porta l’esempio del pesce più grande al mondo, lo squalo balena, che utilizza i residui vulcanici sommersi come atlanti stradali durante le sue attraversate epiche del Pacifico.

Episodio 3 –  Evoluzione David Attenborough ci rivela l’ultimo elemento che contribuisce al grande esperimento della natura: l’impercettibile deriva di una placca continentale che ha trasformato la rarità evolutiva delle Galapagos in un paradiso biologico. La tettonica a placche ha fatto sì che le Galapagos diventassero un gruppo di piccole isole, portando la vita ad evolversi in isolamento su ciascuna isola. Le singole specie si sarebbero suddivise in tutto l’arcipelago e in questo ultimo episodio Attenborough esplora questo crogiolo evolutivo. Tartarughe giganti, fringuelli succhiasangue in grado di utilizzare arnesi, lucertole che comunicano l’una con l’altra attraverso piegamenti. Ma queste straordinarie creature rappresentano qualcosa di ancor più spettacolare e profondo nel momento in cui Attenborough disfa gli indizi che Charles Darwin evidenziò nella formulazione della sua teoria sull’evoluzione per selezione naturale. Osservando le tartarughe giganti e i fringuelli, Attenborough ricostruisce i passi di Darwin per trovare una giustificazione alla straordinaria diversità delle Galapagos.

Ma alla teoria di Darwin si aggiunge oggi un elemento che influenza negativamente i processi evolutivi delle isole, l’ultimo arrivato alle Galapagos: l’uomo. L’influenza dell’uomo, ci spiega Attenborough, ha rappresentato un’arma a doppio taglio. Se da un lato la presenza umana ha disturbato e influenzato l’equilibrio naturale dell’arcipelago, dall’altro le isole sono state utilizzate come laboratorio naturale finalizzato ad accrescere la nostra comprensione dei meccanismi della natura.

In questo modo oggi siamo in grado di svelare le prove dell’evoluzione più rapidamente di quanto Darwin avrebbe mai potuto immaginare. E siamo riusciti a scoprire nuove specie come l’iguana rosa, protagonista d’eccezione di questo terzo episodio, filmata per la prima volta per il grande pubblico.


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Esperto di storia dello spettacolo e delle tradizioni popolari. Docente, critico teatrale, scrittore e giornalista. Il mio motto è: Per aspera ad astra.

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Un giorno in pretura 2021 la Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Tutte le anticipazioni sulla puntata del programma ideato e condotto da Roberta Petrelluzzi. Protagonista Raffaele Cutolo.
Massimo Luciani

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Un giorno in pretura 2021- Roberta Petrelluzzi
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Un giorno in pretura con l’edizione 2021, torna sabato 8 maggio su Rai 3. L’appuntamento con la conduttrice e ideatrice storica del programma, Roberta Petrelluzzi, è in seconda serata su Rai 3.

Un giorno in pretura 2021, La Petrelluzzi racconta Raffaele Cutolo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, alle 24.25 su Rai 3, Roberta Petrelluzzi riproporrà la storia di Raffaele Cutolo.  Mafioso italiano, fondatore nonché capo della Nuova Camorra Organizzata, aveva due fratelli, Pasquale e Rosetta Cutolo. Anche loro hanno intrapreso una carriera criminale. In particolare Rosetta ha condiviso le sorti di Raffaele e la sua attività è stata fondamentale per le sorti  della NCO (Nuova Camorra Organizzata).

Dopo una lunga malattia, Raffaele Cutolo è morto lo scorso 17 febbraio 2021 all’età di 79 anni, essendo nato nel 1941. Da tempo era ricoverato nell’ospedale di Parma per le complicazioni legate a una polmonite. E gli erano stati negati gli arresti domiciliari.

Il re della nuova camorra organizzata ha finito i suoi giorni senza più poteri recluso in un carcere di massima sicurezza in regime di 41 bis. E muore con lui una pagina storica della criminalità napoletana. Il suo è stato l’ultimo tentativo di ingabbiare la scellerata e disordinata organizzazione camorristica in un ordine quasi militare tipico della criminalità mafiosa.

Era noto come ‘o Prufessore nonostante avesse solo una licenza elementare. Ed era figlio di un mezzadro e di una lavandaia di Ottaviano, alle falde del Vesuvio.

Il processo più significativo

Nella puntata di Un giorno in Pretura in onda sabato 8 maggio, Roberta Petrelluzzi ripropone il processo più significativo di tutta la vicenda penale di Raffaele Cutolo.  Ovvero quello per l’uccisione di Vincenzo Casillo, amico e braccio destro del boss fuori dal carcere. Un affresco che descrive in maniera mirabile la criminalità organizzata che ha sconvolto il Paese dalla metà degli anni Settanta fino alla fine degli anni Ottanta. Un processo che secondo alcuni è stato il primo tentativo riuscito di insabbiare i patti perversi tra stato e criminalità organizzata.


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Concerto Primo Maggio: la risposta della Rai in merito all’intervento di Fedez

Sul caso Fedez, avvenuto durante il concerto del Primo Maggio, è intervenuto anche l'Amministratore delegato Rai Fabrizio Salini. Ecco le sue dichiarazioni.
Irene Verrocchio

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Intervento Fedez Concerto risposta Rai 3
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In seguito a ciò che accaduto per l‘intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, è arrivata la risposta da parte della Rai.

Ieri sera il rapper, prima dell’esibizione, ha cercato di puntare i riflettori sul Ddl Zan. E’ il disegno di legge contro le discriminazioni di genere. Sostiene che i ritardi della sua entrata in vigore dipendano da alcuni esponenti politici, in particolare della Lega. Ma sul palco del Primo Maggio non ha reso noti i nomi ai quali si riferiva nel discorso.

Una volta però rientrato in albergo sui suoi profili social ha pubblicato un video che in pochi minuti è diventato virale. Ha proposto la registrazione della sua telefonata con la vice direttrice di Rai 3, Ilaria Capuani.

Fedez ha tentato di denunciare il fatto che il Servizio Pubblico abbia tentato di censurare il suo monologo. Ed ha aggiunto che prima di potersi esibire con il monologo ha dovuto inoltrare alla Rai il testo per ottenere l’approvazione.

La Rai però si è subito difesa rendendo pubbliche le dichiarazioni della stessa Capuani. Sulla questione però è intervenuto anche l’Amministratore delegato Rai, Fabrizio Salini.

Intervento Fedez Concerto risposta Rai fabrizio salini

Intervento Fedez Concerto, la risposta dell’ Ad Rai Fabrizio Salini

In merito all’intervento di Fedez ecco le dichiarazioni dell’Amministratore Delegato della Rai su quanto accaduto ieri sera:

“In merito all’intervento di Fedez al Concerto del Primo Maggio, Rai3 ha spiegato di non aver mai censurato Fedez né altri artisti né di aver chiesto testi per una censura di qualsiasi tipo. Questo deve essere chiaro, senza equivoci e non accettiamo strumentalizzazioni che possano ledere la dignità aziendale e dei suoi dipendenti.

In questi tre anni ho sempre cercato in tutti i modi di garantire che in Rai fosse assicurata pluralità di voci e di opinioni perché ritengo sia il principale obiettivo della mission di Servizio pubblico. Lo testimonia la nostra programmazione tutti i giorni su tutti i canali televisivi, in radio e su RaiPlay.

Di certo in Rai non esiste e non deve esistere nessun “sistema” e se qualcuno, parlando in modo appropriato per conto e a nome della Rai, ha usato questa parola mi scuso. Su questo assicuro che sarà fatta luce con gli organizzatori del Concerto, che la Rai acquista e manda in onda fin dalla sua prima edizione, per capire come sia stato possibile soltanto ipotizzare un’aberrazione del genere e se esistano delle responsabilità aziendali.

Ringrazio profondamente tutti gli artisti che ieri si sono esibiti con performance straordinarie studiate appositamente per la Festa del lavoro, che danno lustro al Servizio Pubblico e ci hanno mostrato in modo evidente quanto l’arte sia fondamentale per la rinascita del Paese.”


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Milva è morta, scompare una delle più grandi artiste italiane

E' scomparsa una delle più grandi artiste italiane, da tempo malata. Il ricordo della Pantera di Goro nel mondo della musica e della tv.
Redazione

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Milva morta
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E’ morta a Milano Milva. Lo conferma la figlia, Martina Corgnati, spiegando che la madre era malata da tempo. La grande cantante e attrice, Ilvia Maria Biolcati, aveva 81 anni e viveva a Milano con la segretaria Edith e la figlia Martina, critica d’arte.

E’ morta Milva

Soprannominata “La Rossa” per il colore della sua chioma, Milva ha calcato i palcoscenici di tutto il mondo realizzando più di sessanta album. Nata a Goro, in Emilia Romagna, il 17 luglio 1939, nel corso della sua carriera ha partecipato 15 volte al Festival di Sanremo, un record di presenze che detiene insieme a Peppino Di Capri, Toto Cutugno e Al Bano.

Nel 2010 aveva pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato, intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia.

Subito dopo aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico. Nel 2018 era stata premiata al Festival di Sanremo: premio alla carriera ritirato dalla figlia.

Per molti è stata la «Pantera di Goro». Si è spenta ieri nella sua casa milanese dove viveva con Edith, la sua fidata segretaria, e la figlia Martina Corgnati, critica d’arte avuta con il produttore discografico Maurizio Corgnati.

La famiglia in questo momento sta organizzando l’ultimo saluto.

La carriera

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher. Ma anche per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla. Ha interpretato anche le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi ed è approdata sui palcoscenici di tutto il mondo.

La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.

Il 26 marzo scorso Milva, aveva anche ricevuto il vaccino contro il Coronavirus. “Io mi vaccino perché tengo alla mia vita a e alla vita altrui”, aveva scritto sulla sua pagina Facebook, “Fatelo anche voi. Abbiamo bisogno di tornare alla vita di prima, e di abbracciare i nostri cari. Tutti quanti insieme possiamo farcela a sconfiggere questo virus”.

Il ricordo di Franceschini

Così il Ministro della Cultura, Dario Franceschini, ricorda Milva nel giorno della sua scomparsa:

Milva è stata una delle interpreti più intense della canzone italiana. La sua voce ha suscitato profonde emozioni in intere generazioni. Una grande italiana, un’artista che, partita dalla sua amata terra, ha calcato i palcoscenici internazionali, rendendo globale il suo successo e portando alto il nome del suo Paese. Addio alla pantera di Goro”. 

 

FONTE: ANSA


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