TGR: la settimana della legalità dal 16 marzo


tutte le iniziative per sottolineare limportanza della legalità nel nostro paese


Quella degli infiniti problemi reali, e non solo delle dichiarazioni di principio, che nel bene e nel male hanno a che fare con la realtà della Legalità. Oggi nella sede Rai di viale Mazzini questa iniziativa – non nuova, ma ormai alla quinta edizione – è stata annunciata, alla presenza del Direttore Generale Rai Luigi Gubitosi, di Vincenzo Morgante Direttore del TGR, di Raffaele Cantone Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione, di Federico De Rao Procuratore della Repubblica di Reggio Calabria e di Daniele Marannano dell’Associazione ‘Addio pizzo’.

Nelle varie realtà locali, si dovrà toccare con mano il cammino della Legalità, attraverso non solo i percorsi nelle scuole e nelle Università, nel mondo delle associazioni e dei movimenti sorti spontaneamente fra i cittadini, ma nella concretezza dei rapporti economici sui luoghi di lavoro, nelle esperienze singole. Insomma attraverso la concretezza della lotta giorno per giorno  ai privilegi, alle clientele, alle raccomandazioni, in base al recente rapporto della Direzione  Investigativa Antimafia, specie nella vita e nei piani di aziende pubbliche e private.

Toccheremo con mano i protagonisti e le storie del territorio, nel bene e nel male, nelle buone e nelle cattive pratiche di amministrazioni pubbliche, gruppi professionali – sport incluso – aziende e associazioni. Sì, perché il cittadino, più che di affermazioni teoriche, tende a vivere dei risultati  delle azioni quotidiane e della realtà spesso spicciola.

{module Google richiamo interno} E, in questo caso, le regole di principio, vengono rispettate? Le teche Rai ricorreranno ai loro tesori di cronache del quotidiano, per dimostrare se giustizia è stata fatta, o i torti dell’amministrazione pubblica verso il singolo sono rimasti tali, se le persone danneggiate hanno avuto soddisfazione o al danno subìto si è unita anche la beffa dell’insabbiamento.

Verrà richiesta la partecipazione diretta degli ascoltatori, invitati a informare di accadimenti personali con denunce, foto, racconti. Il Direttore Generale Gubitosi raccomanda al TGR la sensibilizzazione al problema,  la forza della denuncia, il necessario incoraggiamento al cittadino. Ed il direttore del RGR Morgante, confermando che i servizi saranno in italiano, in tedesco, il ladino nelle singole aree linguistiche, riferisce che l’ultimo giorno sabato 21 marzo avremo un’edizione speciale del settimanale di TGR dalla mattina, da Roma al resto dell’Italia, specie a Bologna per la manifestazione nazionale di ‘Libera’.

Vincenzo Morgante ribadisce che saranno coinvolte le Forze dell’Ordine, la Magistratura, le Associazioni, i Movimenti. Raffaele Cantone insiste sulla tanta legalità del nostro paese, dove la parte buona prevale sulla corruzione e l’illegalità (vedremo se il singolo confermerà questa fiducia), ricordando quel che ha fatto il sacerdote don Peppino Diano contro la camorra nella terribile cittadina di Casal di Principe nel Casertano, ed anche l’operato di Don Puglisi. 

Il Procuratore De Rao, pur  lodando la presente iniziativa per l’enorme valore dell’informazione sui fatti, non può fare a meno di ricordare che in tante parti dell’Italia del sud la ndrangheta è tale e quale 30 anni fa, come se lo Stato in certi luoghi non avesse mai messo piede. E viene infine ascoltato il giovane Daniele Marannano: quanto alla vita di questa  Associazione, egli afferma che il coraggio che essa dà al cittadino denunciante, ad essa torna raddoppiato, quando ad esempio il singolo riferisce di aver sentito elementi mafiosi manifestare timore per coloro che si affidano ad ‘Addio pizzo’.

E ribadisce che proprio le singole azioni coraggiose contro forme di sopraffazione, solitarie, non appariscenti, insomma antieroiche, sono quelle che  portano avanti la grande lotta. Torna sul tema il Procuratore De Rao avvertendo che la strategia della mafia oggi non è più, specie al nord, quella stragista: ma quella odierna dell’ ‘inabissamento’, cioè del suo silenzioso calare nel fondo della corruzione pubblica fondendosi con essa, senza più  sparare né uccidere. È questa la nuova forma di rinascita della mafia e quindi della nostra odierna lotta.
                                                           



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