Mala Vita: il carcere protagonista di una fiction


presentazione del cortometraggio fruibile anche sulla piattaforma web


I due protagonisti sono Luca Argentero e Francesco Montanari. Argentero è Antonio, un delinquente che entra ed esce dal carcere, ma ogni volta torna nella sua solita cella che considera oramai la sua “stanzetta”. Questa volta, però, è diverso. Infatti  si trova dinanzi ad una sgradevole sorpresa: dovrà dividere la cella con Rocco, boss della camorra arrogante e violento che deve scontare solo tre anni, essendo riuscito a eludere le pene più gravi. Il coinquilino farà di tutto per rendergli la vita difficile.

Noi vi avevamo già anticipato tutti i contenuti della fiction che avrebbe dovuto andare in onda giovedì 19 marzo.

Il direttore di Rai Fiction Tinni Andreatta spiega: “Stavolta i carcerati e la vita dietro le sbarre sono al ecntro del racconto, abbiamo mutato approccio e punto di vista. Come in ‘Braccialetti rossi’ non raccontiamo i ragazzi ma diamo loro voce, così qui diamo voce ai detenuti. Non ci sono né distacco né giudizio. Per noi si tratta non solo del primo vero progetto Rai multipiattaforma ma anche del capofila di una serie di progetti in collaborazione con il premio Goliarda Sapienza”.

  Intanto è già pronto il racconto del prossimo anno che diventerà un’altra fiction, anticipa il responsabile del progetto Pino Corrias: “Si tratta di un lavoro tutto al femminile, che sarà scritto da Monica Rametta e diretto da Anna Negri. Il soggetto è centrato su una giornata di libertà di una detenuta di un carcere femminile”.

Insomma, continua Corrisa, ‘Mala Vita’ è l’antesignano di un lungo percorso multi- piattaforma con cui vogliamo raccontare un mondo che non si vede. Ma vogliamo realizzare questo progetto nella maniera più possibile antiretorica e senza alcuna retorica”.

Mala Vita, nel carcere

Il progetto ha il patrocinio del Ministero della Giustizia, del Ministero dei Beni e della Attività Culturali e del Turismo e della Presidenza del Consiglio dei Ministri. Inoltre, è condiviso dall sottosegretario alla giustizia Cosimo Maria Ferri  che sottolinea: “Il servizio pubblico accende le luci su un mondo molto complesso come quello delle carceri”.

Il capo del Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria Santi Consolo parla di “un’iniziativa molto importante e di un’operazione culturale”.

  I due due protagonisti:, Argentero e Montanari esprimono la loro soddisfazione per i ruoli a cui sono stati chiamati.  Sottolinea  Luca Argentero “queste fiction offrono la possibilità ad un attore di interpretare ruoli che, altrimenti, non avrebbe. Spero che la piattaforma Ray offra nuove prospettive a registi e sceneggiatori, che sia una testa d’ariete per far emergere nuove storie”.

Montanari, in collegamento Skype dalla Puglia dove sta girando, sempre per la Rai “Questo è il mio paese”  ribadisce:  “abbiamo girato in un vero carcere che oggi è un museo. Quando entri in quegli ambienti che trasudano l’umanità di chi c’è stato, non puoi non emozionarti”. Il direttore di Raitre Andrea Vianello conclude affermando che “Mala Vita” “è pienamente nella missione di Raitre nella quale anche l’intrattenimento cerca di avere sempre una valenza sociale”.



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