The Voice 3: i nostri giudizi sulla 11° puntata


Le nostre opinioni sulle performance dei cantanti di The Voice.


 Il primo team ad esibirsi è stato quello dei Facchinetti, a partire da Aj Summers con I Gotta Feeling dei Black Eyed Peas: bella la cornice scenografica e coreografica ma, per la prima volta, il ragazzo non ci è sembrato convincente vocalmente e neanche dal punto di vista della presenza scenica.

Chiara si è cimentata con Rimmel di Chiara Dello Iacovo. Lei è una delle più osannate fino a questo momento, eppure – sebbene abbia una bella presenza e una voce pulita – non troviamo sia così speciale come i coach sostengono. Ha 19 anni e forse dovrebbe recuperare un po’ della freschezza (musicale) della sua età.

Sarah Jane ha affrontato Bang Bang di Jessie J, Ariana Grande, Nicki Minaj. Niente da eccepire su come ha cantato il brano, che però è stato arrangiato in modo meno coinvolgente dell’originale risultando a tratti persino noioso. Poco convincente lei nei panni della femme fatale.

Fabio è stata affidata Hallelujah nella versione di Jeff Buckley. Esibizione partita in un modo che faceva ben sperare, ma poi nella seconda parte ha tradito le aspettative. Nonostante ciò è stato uno dei migliori del suo team.

Team Pelù. Roberta ha eseguito un classico di Patti Smith, Because The Night, e ha superato la prova: misurata, precisa, convinta e convincente. Scelta azzeccata del pezzo da parte del suo coach.

Alessandra si è cimentata in Lady Marmalade, brano che se ben eseguito – come in questo caso – fa fare sempre una gran figura. Condivisibile la scelta di Pelù di farla esibire per una volta senza autoharp.

Ira Green per la prima volta ha affrontato un pezzo in italiano, I maschi di Gianna Nannini, riuscendo comunque a mantenere il suo timbro molto graffiato che abbiamo imparato a conoscere fin dai casting.

Marco ha affrontato Another One Bites The Dust dei Queen. La sua è una di quelle che si definiscono belle performance: il ragazzo è vocalmente dotato, ha una bella presenza scenica e ha tirato fuori anche una notevole carica sensuale.

Team Noemi. Keeniatta ha affrontato la prova in italiano con I Belong To You di Ramazzotti e Anastacia e inevitabilmente ha un po’ perso lucentezza rispetto ai suoi standard.

Thomas è stata assegnata Ordinary People di John Legend: performance elegante e raffinata che ha dimostrato com si possa portare a casa una buona prova anche senza dover urlare e puntare tutto sull’aspetto scenografico.

Andrea si è misurato con Dannate nuvole di Vasco Rossi. Se l’inizio è stato soporifero, la seconda parte è risultata più convincente ed intensa.

Mariané (Call me, Blondie): sebbene pensiamo sia piuttosto anonima, le riconosciamo una buona capacità di stare sul palcoscenico e di divertirsi quando si esibisce.

Infine il team di J-Ax. Lele ha cantato Stai lontana da me di Adriano Celentano: esibizione molto fresca e spensierata, lui perfettamente a suo agio in questo numero dal sapore anni ’60. Convincente come sempre.

Sara Vita ha probabilmente subito la scelta di un pezzo sbagliato per la sua voce, Alfonso di Levante. Esibiizione senza capo né coda, bocciata.

Maurizio (Rather Be, Clean Bandit) continua ad essere una spanna sopra il resto del cast. Sempre convincente sul palco e molto preciso sul cantato. L’unica perplessità riguarda i due atleti che hanno fatto evoluzioni con la bicicletta dietro di lui: qual è il nesso?

Ha chiuso la puntata Carola con Mi sei scoppiato dentro al cuore di Mina e anche questa volta ha impressionato tutti. Vorremmo però sentirla in qualcosa di meno tradizionale.

Qui la diretta della puntata.



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