Jane Alexander: io doppiatrice, attrice e conduttrice

L'intervista all'attrice, conduttrice e doppiatrice per la sitcom di Comedy Central


 

Quella di I live with models è la sua prima esperienza come doppiatrice?
No, io sono cresciuta doppiando. Mio padre era un direttore di doppiaggio, in inglese però, quindi io doppio sin da quando ero piccola. Mi è capitato di doppiare in italiano, ma raramente un’altra persona; stavolta mi sono divertita molto, perché si tratta di una commedia.

Ha dunque intenzione di proseguire lungo questa strada professionale?
Ma magari! A me piacerebbe moltissimo.

Lei ha lavorato come attrice e conduttrice, ora come doppiatrice: in quale veste lavorativa si vede in futuro?
Veramente non ho tutta questa gran voglia di scegliere…a me piace sia recitare che condurre e doppiare, quindi se potessi continuare, mi piacerebbe realizzarmi in ognuno di questi settori..

Il doppiaggio spesso è  criticato ferocemente, perché molti sostengono che svilisca il prodotto originale. Lei che ne pensa?
Questa per me è una domanda complicata, nel senso che io, essendo proprio figlia di un direttore del doppiaggio, ho sempre doppiato. Però lo facevo in inglese per i film in  inglese, quindi personaggi che non parlavano bene la lingua: lo scopo perciò era migliorare la loro prestazione. Mio padre mi raccomandava sempre di mantenere la loro respirazione, di non cambiare niente.
Nel doppiaggio italiano, almeno per quello che ho avuto modo di osservare, la situazione è un po’ diversa. I doppiatori italiani sono delle star; nei Paesi anglosassoni invece, tranne ad esempio casi di attori famosi che prestano voce ai cartoni, meno si sa che un prodotto è doppiato, meglio è.
In definitiva, non so bene come rispondere alla sua domanda…diciamo che non l’ho apprezzato troppo, ma ormai mi sono abituata. Ammetto che Sky lo guardo in inglese, ecco.

Lei è stata protagonista di Mistero. Come mai quest’anno il programma sembra slittato a data da definirsi?
Io non ci sono questa volta, di conseguenza non ne so niente. Comunque mi sono sempre trovata molto bene con la famiglia di Mistero, tanto che considero il servizio da me realizzato nei sotterranei di Parigi; una delle esperienze più emozionanti della mia vita. Spesso mi capita ancora di sognare l’odore della terra bagnata di quelle buche.

Però ha fatto parte della squadra per quattro stagioni. Mistero è un programma che cavalca molto il paranormale: lei ci crede davvero?
Effettivamente ho visto molte cose strane. Magari non ci credo ciecamente, perché ho bisogno di vederle con i miei occhi; non mi basta un semplice racconto.

A che si riferisce quando parla di “cose strane”?
Ho parlato con una donna che era convinta di aver partorito degli alieni. Mentre lo raccontava piangeva, aveva la pelle d’oca: mi ha colpito perché non stava recitando, era davvero convinta.

Ci svela qualche progetto lavorativo in cantiere?
Sto valutando delle proposte, di cui però non parlo perché da un anno a questa parte sono diventata particolarmente scaramantica.

Lei è anche un’attrice affermata. La sua opinione sullo stato della fiction in Italia?
L’Italia è capace di fare grandissime fiction, come hanno dimostrato recenti prodotti di Sky. Peccato però che non se ne facciano abbastanza.



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