Shark Tank, la seconda puntata


Il live del business format in onda su Italia 1


 

Gianluca Dettori, Fabio Cannavale, Mariarita Costanza, Giampietro Vigorelli e Luciano Bonetti: sono loro i cinque che giudicheranno le idee dei concorrenti. 

La puntata inizia con una breve clip riassuntiva. La prima proposta è un’applicazione, Sinba, per pagare senza dover fare la fila alla cassa attraverso un sistema collegato alla cassa. La società è già creata, i due creatori sono in cerca di soci: chiedono 200mila euro in cambio del 15% della proprietà.

Il business viene ritenuto molto oneroso: richiede un ingente investimento, e il tempo dei ricavi è lontano nel tempo. Si fanno avanti Cannavale, che per 200mila euro vuole il 30%, e la Costanza, che per quella stessa cifra chiede il 35%. Mentre i due rifiutano, Dettori a sorpresa rientra nell’affare proponendosi per il 25%, di fatto aggiudicandosi l’applicazione.

Si prosegue con due ragazze siciliane, Enrica e Adriana, che hanno creato un tessuto ecosostenibile prodotto dagli scarti delle arance. Per Orange Fiber, le due chiedono 500mila euro per il 10%. 

Ci si domanda quanto, realizzando ad esempio degli abiti, questi possano essere un oggetto appetibile per il mercato. Il progetto viene reputato interessante, anche per il risvolto “sociale” che può avere un simile tessuto; nessuno però si sente in grado di poter investire, per ciò si chiamano tutti fuori.

La terza proposta è una borsa da viaggio pieghevole. Tra le risate generali degli “squali”, la richiesta è di soli 10mila euro per il 10%: l’interessato spiega che vuole imparare a fare business in Italia. La Wishbag convince sia Cannavale che Bonetti, che si uniscono offrendo il 20%.

Marco Cavagna regala un momento piuttosto ridanciano con una culla dell’amore di sua creazione, in quanto il tradizionale letto sarebbe superato. La struttura prevede una sorta di motore interno che la muove, e se l’oggetto sembra ben definito, il suo fondatore non ha la più pallida idea di come distribuirlo.

Giovanni De Lisi presenta Green Railstruttura ecosostenibile per le traverse ferroviarie: chiede 1milione di euro in cambio del 3% della società. Il brevetto è stato già ratificato negli Stati Uniti, ed entro luglio 2015 lo sarà in altri 40 Paesi. Finora però, nessuno lo ha ancora acquistato.

L’investimento è oneroso, perciò Cannavale lo offre sol in cambio del 20%. Ritiratosi dietro le quinte insieme al collega Lorenzo,  Giovanni decide di rinunciare. I due andranno avanti con i contratti che riusciranno a firmare.

Si parla di birra con Tony Apollaro, dentista che ha ideato un processo per produrre birra senza glutine utilizzando malto d’orzo, cioè la materia prima che viene impiegata per la classica birra. Al momento viene distribuita solo attraverso un sito: per 170mial euro in cambio del 10%, Apolalro punta a creare un luxury brand e pubblicizzare la sua “creatura”. L’avventura imprenditoriale del signor Apollaro va avanti da diversi anni, e gli è costata soldi e affetti.

Gli squali ragionano su come si potrebbe collocare la birra nel mercato, osservando che l’idea manca dell’aspetto razionale, dato che l’idea divenderla a 14 euro a bottiglia è improponibile. Si tirano tutti fuori; Tony Apollaro constata il suo fallimento, dichiarando la fine della sua impresa.

Si prosegue con Dis, una linea di scarpe da uomo personalizzate. Un artigiano marchigiano realizza le calzature in base alle ordinazioni del cliente, che sceglie i materiali e la linea. Per ora il business è online; i 300mila euro richiesti verrebbero utilizzati per la promozione. Tutti i cinque si dimostrano interessati, ma vogliono il 30% della proprietà anziché il 10%. Andrea Carpineti, che è in studio a presentare Dis, telefona agli altri soci: rientra accettando.

Vigorelli si trattiene ora da gesti scaramantici davanti allo “Scrigno del cuore“. Si tratta di una bara di legno diversa dalle altre, da cui le persone possono portare a casa i “cuoricini” presenti sulla superficie. Bocciata.

I Flowerssori invece, sono “mobili sensoriali” a prova di bambino: concepiti senza spigoli da Hans e Angelica, hanno delle superfici studiate per essere tutte superfici principali. Possono inoltre essere composti l’uno con l’altro. Ispirati dal metodo Montessori, mettono il bambino al centro del progetto. 

Dettori e Cannavale si uniscono in cordata, offrendo 500mila euro per il 35% al posto del 20%. L’affare si conclude al 32%, accettando la controproposta di Hans e Angelica.

 Meladaj è una bibita frizzante che i cinque squali trovano problematica già a partire dal packaging, dove il nome è cccompagnato da punto interrogativo. Dettori la trova una “cavolata gigatonica”, mentre la Costanza trova il nome maschilista.

Safe beach è un bauletto da spiaggia: collegato a un braccialetto, si adatta agli ombrelloni e impedisce che vengano rubati gli oggetti al suo interno. Filippo Gigliotti, che rappresenta la sua società nel loft,  punta a ricavare con la pubblicità, fornendo il dispositivo agli stabilimenti. Disposto a rivedere il business model e dunque a vendere il safe beach, l’uomo non accetta peròle alte quote di proprietà.

Risveglia l’attenzione degli squali Andrea Pastina, con la sua Pubster: un’applicazione per offrire da bere. Entrando nei locali convenzionati, si accumulano punti che  consentiranno di bere gratis in futuro: lo scopo è quello di creare fidelizzazione nel circuito di pub iscritti. Il business viene considerato troppo ristretto; per Vigorelli si tratta più che altro di un’iniziativa promozionale. Ma a tradire Andrea Pastina, è soprattutto aver confessato un precedente fallimento.

Il prossimo è Stefano Guerrera, ideatore di Se i quadri potessero parlare, pagina Facebook che conta oltre 1milione di like. Utilizzando quadri famosi, vengono inserite didascalie divertenti: dato il gradimento riscosso in rete, adesso l’intento è commercializzarne le magliette. Si tirano tutti fuori tranne Cannavale: l’imprenditore offre 85mila euro per il 35%, però l’investimento è sulla persona più che sulle t shirt.

Giuseppe e Angela Lo Pinto infine, mostrano una lavagna interattiva per una nuova esperienza di apprendimento dei bambini. Dettore conclude l’affare: offre 250mial euro a frotne del 25%, mentre la richiesta originaria consisteva in 200mila euro per il 15%.

Scorrono i titoli di coda.



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