TecheTecheTè 2018 | motivi e rischi di un successo al di sopra del 23%


TecheTecheTè 2018 | I motivi e i rischi del successo. L'amarcord è diventato oramai un punto di riferimento nelle reti televisive. Rai 1 lo sfrutta oramai da anni nel programma in onda ogni giorno nella fascia dell'access prime time.


L’amarcord televisivo è il piatto forte di Rai 1. La prima rete oramai da anni propone in estate nella fascia dell’access prime-time il programma di immagini e filmati tratti dalleTeche Rai il cui titolo è proprio TecheTecheTè. Il successo dell’edizione 2018 supera di gran lunga il gradimento di pubblico del passato.

Ogni sera una lunga puntata del programma amarcord occupa la fascia dell’access prime time in sostituzione del game show L’Eredità.

Rai 1 soprattutto quest’anno sa come catturare e coinvolgere i telespettatori non più giovanissimi. Quella fascia di pubblico cioè che al di sopra degli “anta” rivive nelle immagini dei filmati pezzi, della propria gioventù e le emozioni ad essa collegate.

Soprattutto quest’anno TecheTecheTè è costruito in maniera furba ed intelligente. Quella terza età così bisognosa di tornare indietro nel passato e rivivere, attraverso i miti di 50 anni fa, la propria gioventù, è la più fedele. Ed è in grado di assicurare a Rai 1 ascolti quasi pari al game show invernale. Stiamo parlando di cifre che partono da un minimo del 18% di share ed arrivano persino al 22%. Addirittura le Teche sono riuscite a contrastare lo strapotere dei Mondiali di calcio e recentemente hanno sfondato il tetto del 23% di share.

Così ogni sera passano sugli schermi di Rai 1 giovanissimi Gianni Morandi, Claudio Baglioni, Edoardo Vianello, Bobby Solo e Rita Pavone solo per citare alcuni dei fenomeni canori dell’epoca. Personaggi che artisticamente vivono ancora oggi ma che le Teche Rai hanno immortalato in un’eterna gioventù.

L’appuntamento con TecheTecheTè si estende fin quasi alle 21:30. Ed è realizzato in modo da proporre un continuo e quasi instancabile susseguirsi di immagini strappate ad un passato oramai cristallizzato nell’immaginario collettivo del pubblico. Solo verso la fine, arrivano personaggi più legati alla modernità, tra cui ad esempio una Laura Pausini ed un Eros Ramazzotti freschi vincitori della sezione Nuove Proposte del Festival di Sanremo.

Rivedere continuamente le medesime immagini, che tra l’altro sono già passate in video infinite volte, può generare un sentimento di malinconia. Soprattutto fa pensare a come la tv di oggi sia assolutamente priva di idee, incapace di proporre sperimentazioni e nuovi format che possano essere messi alla prova nei mesi estivi per testarne il gradimento del pubblico.

Ricordiamo che L’Eredità nasce proprio da una sperimentazione estiva, voluta dagli allora responsabili di Rai 1. Il programma superò la prova del gradimento del pubblico ed è stato promosso a pieni voti.

Stesso percorso per Tale e Quale Show, nato proprio come banco di prova per una nuova idea trasformatasi poi in una trasmissione campione di ascolti per Rai 1.

Non sempre l’amarcord produce un approccio positivo. Lo sfruttamento intensivo di immagini e filmati, oramai riproposte anche in altre trasmissioni tv, può innescare un processo di rigetto. Ripiombare nel passato spesso significa non voler guardare al presente ed al futuro. Vale soprattutto per gli autori che hanno mano facile nel rimestare nell’amarcord per proporlo in tutte le salse ai telespettatori.

Le Teche Rai sono un bene prezioso ma, se continua così, alla fine i suoi telespettatori ne conosceranno ogni immagine ed ogni frame e non ne riceveranno più alcuna emozione.

Potrebbe arrivare un giorno in cui telespettatori non avranno più il desiderio di rivedere immagini già passate in video per l’ennesima volta.

In medio stat virtus” dicevano i latini. La virtù cioè sta in un sapiente utilizzo dei mezzi a disposizione. La Rai sta oramai approfittando troppo delle sue Teche che si sono intrufolate persino in un programma come Quelle Brave Ragazze… in onda ogni mattina dalle 10:00 alle 11:30 su Rai 1.



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