La compagnia del cigno | polemiche e proteste dopo il grande successo

La compagnia del cigno | le polemiche dopo il grande successo. La serie dai grandi ascolti ha suscitato però il disappunto di molti telespettatori e anche di alcune scuole di musica.


La severità rigorosa ed implacabile del maestro ha suscitato molte polemiche che dal web si sono estese fino ad interessare alcuni conservatori di musica.

Anche i nostri lettori si sono espressi negativamente a proposito della estrema severità che rasentava spesso la ferocia del maestro Luca Marioni. Intanto abbiamo ricevuto proteste di lettori indignati per l’incredibile aggressività mostrata dal personaggio interpretato da Alessio Boni al di fuori si ogni tipo di educazione scolastica, anche la più severa.

Intanto anche il Conservatorio Cesare Pollini di Padova che si è espresso negativamente sul comportamento del docente e con un post sulla pagina Facebook prende le distanze dalla serie.

Ricordiamo che La compagnia del cigno è ambientata nel Conservatorio Giuseppe Verdi di Milano dove si sono svolte prevalentemente le riprese.

Anche i nostri lettori si sono dimostrati indignati. In particolare sottolineano come la Rai trasmetta una fiction diseducativa.Riportiamo alcuni commenti.

Maria Classe sottolinea: «sono incredula per tanta brutalità narrativa e interpretativa del personaggio Marioni. Pazzesco! Non riesco a capire come la Rai possa mandare in onda un prodotto simile».

Carlo Grosso invece scrive: «L’intenzione di raccontare gli studi e le passioni di un gruppo di “bravi ragazzi” in un ambiente senza dubbio elitario, è probabilmente encomiabile e rassicurante, ma la fiction scritta da Ivan Cotroneo non è completamente convincente. Il tentativo di avvicinamento al musical americano, con brani cantati in inglese e sottotitolati, appare piuttosto forzato e la fruibilità della narrazione, già abbastanza articolata visto il numero dei giovani protagonisti, non ne risente in modo positivo».

Inoltre sottolinea: «Vorrei sottolineare che il personaggio interpretato da Alessio Boni è troppo “gridato”, e quindi piuttosto inverosimile. Essere molto severi con i ragazzi, anche in considerazione della intuibile sofferenza provocata da una perdita familiare, non necessita di un modo di parlare sempre aggressivo e urlato: una persona intelligente e colta, come dovrebbe essere il professor Marioni, non può parlare costantemente in modo alterato, sputando in faccia a qualsiasi interlocutore parole rabbiose».

Infine conclude: «Per quanto riguarda, invece l’interpretazione del gruppo di giovani attori, direi che il giudizio è abbastanza positivo, con un particolare apprezzamento per Leonardo Mazzarotto (Matteo), Fotinì Peluso (Barbara) e Francesco Tozzi (Rosario)».

Non tutti però sembrano pensarla in maniera negativa. Infatti la serie ha collezionato nella prima puntata il 24% di share con oltre 5.800.000 telespettatori.

Vedremo come reagirà ulteriormente il pubblico dopo il secondo appuntamento andato in onda ieri sera.



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