Sanremo 2019 | I duetti di venerdì 8 febbraio | Prima parte


Sanremo 2019 | I duetti di venerdì 8 febbraio | Prima parte. Abbiamo provato ad immaginare quali connubi di musica e versi potremmo sentire nella quarta serata del Festival dedicata ai duetti. Ecco una prima parte della nostra ricognizione sulle collaborazioni.


Le canzoni sono quel congegno in cui testo, melodie e interpretazione diventano inscindibili, per cui provare a capire come potrebbero essere i duetti conoscendo solo le liriche è certamente poco più che un azzardo. Eppure, una volta letti i nomi delle collaborazioni, abbiamo iniziato a chiederci come sono nate e quali emozioni potrebbe regalarci la quarta serata.

In ordine sparso, quella che segue è una prima parte dei duetti su cui ci siamo concentrati.

Achille Lauro con Morgan

Un duo difficile da inquadrare. Lauro nasce rapper/trapper, poi una veloce apertura a più generi musicali: il suo ultimo disco “Pour l’amour” è lì a parlarne. Il talento, pure a sprazzi, lo ha mostrato, ma il testo di “Rolls Royce” non è eccezionale. Una sorta di esaltazione della vita rock’n roll, fatta di eccessi e opulenza, con spunti buoni e altri che lasiciano più a desiderare.
Morgan torna al Festival dopo la partecipazione fuori fuoco con i Bluvertigo del 2014.  Non ha mai nascosto la sua voglia di riaffacciarsi all’Ariston né l’apertura ai nuovi linguaggi musicali, lui che si è sempre dimostrato musicalmente onnivoro e con pochi pregiudizi. Ma cosa abbia portato alla collaborazione proprio con Achille Lauro a Sanremo 2019 ancora non lo sappiamo.

Considerando il profilo dei due artisti, è lecito immaginare che non ci saranno vie di mezzo: o tireranno fuori il coniglio dal cilindro o sarà un duetto non proprio entusiasmante. L’unica cosa certa è che Morgan ama rivoluzionare le canzoni interpretate, dunque è probabile che ascolteremo una versione di “Rolls Royce” completamente diversa.

Federica Carta e Shade con Cristina D’Avena

Una canzone che nel testo scimmiotta i problemi amorosi tra due giovanissimi (a giudicare dal linguaggio scelto, che nemmeno gli rende giustizia). “Senza farlo apposta” sembra creata in laboratorio per gli adolescenti e la partecipazione di Cristina D’Avena in trio a Sanremo 2019 – oltre che nell’album – lo conferma. La cantante sta vivendo un periodo di rinnovata notorietà proprio tra i più giovani, non tanto per i progetti artistici in cantiere, quanto come personaggio. Cosa aspettarsi? Poco, però magari ci sorprenderanno.

Nek con Neri Marcoré

All’apparenza è la classica coppia cantante-attore, dietro potrebbe esserci qualcosina in più. Un po’ perché Neri Marcoré se la cava bene anche come cantante (in questi anni si è fatto conoscere per i progetti legati a Giorgio Gaber), un po’ perché, con l’estro di Marcorè a disposizione, Nek si potrebbe giocare qualche carta che vada oltre la semplice riproposizione della canzone.
Certo, “Mi farò trovare pronto” è il solito concentrato – dall’inizio alla fine – di lotta tra un amore travolgente e la necessità di tenere testa alla vulnerabilità che ne consegue, reso senza guizzi e con metafore abusate.

Ultimo con Fabrizio Moro

I vincitori di Sanremo dello scorso anno, insieme. Nel 2018, Ultimo ha vinto la sezione Giovani, Moro ha portato a casa il premio riservato ai big, in coppia con Ermal Meta.

Uno dei duetti più scontati di quest’anno, dopo che i due si sono dichiarati più volte stima e affetto reciproci. Anche se appartengono a generazioni diverse, se Fabrizio Moro è già affermato da anni e Ultimo ha appena iniziato la carriera, se utilizzano linguaggi solo in parte sovrapponibili. Questo perché è stato creato da subito un parallelismo tra le loro storie difficili di ragazzi emersi con purezza d’animo dal quartiere romano di San Basilio.
Puntano entrambi sul forte coinvolgimento emotivo del proprio pubblico e c’è da aspettarsi che facciano qualcosa in tale direzione, con una versione speciale di “I tuoi particolari”.

Simone Cristicchi con Ermal Meta

Ermal Meta è l’altra faccia della coppia vincitrice lo scorso anno e il duetto con Simone Cristicchi potrebbe rivelarsi interessante. Siamo di fronte a due cantautori diversi tra loro: dove Ermal Meta ci tiene – per colpire l’ascoltatore – a ostentare sentimenti ed estro poetico in ogni immagine evocata nei testi, Cristicchi è più un giocoliere che con le parole costruisce un crescendo in grado di accompagnare l’ascoltatore in un viaggio fino alla compiutezza del tema di cui parla.
Anche se quello di “Abbi cura di me” non è il testo più illuminato scritto da Simone Cristicchi, si tratta ugualmente di uno dei migliori di quest’anno. Sarà curioso capire come lavoreranno i due.

Anna Tatangelo con Syria

Anna Tatangelo cantò una canzone di Syria in uno dei suoi primi provini. Chiamarla per duettare a Sanremo 2019 è, in qualche modo, il compimento di un cerchio e il modo di iniziare quella che la cantante di origini ciociare ha definito come l’inizio di una nuova fase artistica.

Anna Tatangelo

Stando a quanto detto dalla diretta interessata, ascolteremo una versione molto diversa di “Le nostre anime di notte”, che però ha un testo piatto. Parla di due innamorati che si allontanano, ma in fondo rimangono sempre legati. Se state pensando alla sua storia con Gigi D’Alessio, è perché probabilmente parla proprio di quello.

Patty Pravo e Briga con Giovanni Caccamo

Una coppia sorprendente che diventa ancora più imprevedibile con l’ingresso in terzetto di Giovanni Caccamo. Difficile capire quale potrebbe essere il trait d’union tra Patty Pravo, l’ex concorrente di Amici e il cantautore siciliano.

Il testo di “Un po’ come la vita” è un altro di quelli, di fatto, piuttosto ordinari ma sarà interessante vedere come riusciranno ad allinearsi intorno a quelle parole tre sensibilità – e stature – artistiche  così diverse.

Loredana Bertè con Irene Grandi

Il messaggio sembra chiaro: sul palco saliranno due cantanti legate dal modo di esprimersi diretto, dagli atteggiamenti fuori dall’orinario anche al costo di pagrne le conseguenze. Due delle artiste femminili che hanno dimostrato, negli anni, il talento necessario per interpretare canzoni che certe cose le hanno nel DNA.
Visto che il testo di “Cosa ti aspetti da me” parla di dubbi, rapporti ed esistenze tormentate – anche se lo fa in maniera fin troppo ridondante – chissà che non possa essere un duetto azzeccato.
Per Irene Grandi, tra l’altro, è un ritorno dopo qualche tempo all’ombra dei riflettori.



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