La tv sotto analisi: l’esordio del GF 13


L'esordio della tredicesima edizione del padre di tutti i reality


Eppure, in un epoca in cui ormai chiunque attraverso i social network può “sbirciare” liberamente nella vita degli altri e scegliere di mostrare praticamente tutto della propria, il Grande Fratello stimola con difficoltà quei piccanti pruriti e le futili curiosità d’un tempo. Per questo gli autori, sono evidentemente costretti a ricorrere a sempre più articolati e macchinosi espedienti.

Infatti Alessia Marcuzzi, sempre molto carina e briosa, scherzosamente ma senza pudore comincia da subito a cercare di stimolare relazioni intriganti tra i concorrenti. Sebbene la scelta di tenere momentaneamente divisi gli uomini dalle donne per questa prima settimana, sembri indicare il contrario, in realtà, in diversi modi, la produzione cerca già di suscitare aspettative, dubbi, intrecci e interessi sui concorrenti, tanto tra di loro quanto da parte del pubblico che segue da casa. I quindici concorrenti di questa edizione inoltre formano davvero una variegata e improbabile compagnia, salvo una relativa omogeneità di età e sebbene domini un’estrazione culturale piuttosto bassa, quasi popolare, che in alcuni casi per la sua spudorata franchezza e dabbenaggine suscita quasi una certa tenerezza.

In questa edizione non solo si sono moltiplicati ambienti e spazi in cui i concorrenti si devono muovere, ma anche i mezzi attraverso i quali i ragazzi dovranno portare avanti la loro vita nella casa si complicano.  Per avere l’acqua calda, ad esempio, dovranno pedalare, nel vero senso della parola, dovranno infatti produrre energia attraverso due cyclette poste in giardino.

Il GF 13 vorrebbe proporsi come una trasmissione giocosa, allegra, ma anche avvincente e intrigante, però finisce ancora una volta col restare un contenitore vuoto in cui autori, produzione e conduttrice disperatamente tentano di offrire qualcosa di nuovo e divertente ma riescono solo a far proliferare banalità e stupidaggini. Perché la debolezza di questo format sta proprio nella povertà dei contenuti generati che necessariamente esigono una artificiosa preparazione da parte degli autori tanto nella scelta e nella combinazione dei concorrenti quanto nella creazione di situazioni assurde e più possibile critiche: tutto questo per dare dinamismo ad una trasmissione che rischia continuamente di spegnersi.

Infine già dall’ingresso dei concorrenti in casa la Marcuzzi ha messo molto l’accento sull’aspetto competitivo della trasmissione, come se si trattasse di una vera e propria gara, sebbene l’ambito del confronto continui a restare assai oscuro.



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