Royal Baby: per i media è febbre da gossip


Tutte le tv impazzite per la nascita dell'erede al trono d'Inghilterra


L’erede di casa Windsor sta per nascere, e i media sono in preda all’eccitazione da “royal baby”. Televisioni, testate, siti di gossip e non, si interrogano, oramai ininterrottamente, sul pargolo reale: sarà maschio o femmina?, come si chiamerà?, la mamma tornerà dai genitori o lo affiderà alle tate reali?, il papà al momento della nascita telefonerà alla regina oppure manderà un messaggero come da protocollo?  E ancora quali regole infrangeranno stavolta William e Kate? Inoltre c’è la proposta di riforma della legge di successione al trono: se il royal baby fosse femmina, anche avendo fratelli maschi, salirà comunque al trono.

E’ solo un bimbo -o bimba, ancora non si sa- ma il marmocchio britannico sembra più una malattia infettiva che si contagia di tg in tg, di salotto in salotto televisivo. Venerdì 5 luglio SkyUno ha trasmesso persino un documentario intitolato William & Kate-Bebè in arrivo. Il canale di Murdoch ha sviscerato immagini storiche ed episodi legati all’infanzia di Elisabetta II, ai suoi figli e nipoti, ricostruendo l’atmosfera che si respira a Buckingham Palace in attesa della nascita.
Questa attenzione verso la gravidanza della duchessa di Cambridge potrebbe stupire in un primo momento, ma solo se non si tiene conto dei precedenti. In realtà il trend, confermato ora dall’attesa del “royal baby”, era già evidente ai tempi del matrimonio reale, quando le televisioni e i giornali avevano impostato il racconto mediatico ripetendo, fino allo sfinimento, che si trattava del matrimonio del secolo, o meglio della favola del principe che sposa la ragazza normale, e facendoci notare che questa ragazza normale ricordava l’indimenticabile Lady Diana.
Sfruttando inoltre la somiglianza fisica di William con la madre e il viso acqua e sapone di Kate, i media poi hanno presentato la coppia come vicina alla gente chiamandoli colloquialmente “William e Kate”, senza nessun altro appellativo, come fossero due qualsiasi  novelli sposi che chiunque di noi potrebbe invitare a pranzo la domenica.
Il 29 aprile 2011, data dell’evento, le nozze vennero addirittura trasmesse in diretta su diverse reti: Rai1 e Canale5 per le generaliste, SkyUno e Cielo per il digitale, mentre le altre emittenti dedicavano al matrimonio approfondimenti e speciali in diverse fasce orarie. 


Molti avevano seguito la diretta, altrettanti ne avevano letto: il giorno dopo tutti ne parlavano.
L’attenzione dei media su William e Kate non è mai scemata: dai servizi sulle tazze per la colazione con la foto della coppia, alle visite ufficiali, dall’abbigliamento della Middleton che in tempi di austerity dava il buon esempio mostrandosi due volte in pubblico con gli stessi abiti, fino alle voci su presunte gravidanze. Poi la Middleton incinta c’è rimasta davvero, e i media, avendo a disposizione tutta la linfa vitale che un erede al trono d’Inghilterra può fornire al gossip, hanno semplicemente proseguito su quella strada tracciata da anni.
Intanto, mentre la regina pare abbia dato ordine di non essere svegliata in caso di parto notturno, noi comuni  mortali dall’altra parte della Manica subiamo “dolenti o nolenti” questa favola moderna. Anche perché, in casa nostra, al massimo si spettegola sulle prestazioni post parto di Belén Rodriguez o su Balotelli che non vuole vedere la figlia Pia, e c’è davvero poco a cui appassionarsi. Nella nostra tv, di “sovrano” c’è solo lo squallore dei soliti pettegolezzi da talk show pomeridiani



0 Replies to “Royal Baby: per i media è febbre da gossip”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*