Dalla tv alla Radio: Minoli come Costanzo, Fiorello, Insinna…


Sempre più personaggi tornano alla Radio quando non hanno impegni in tv


 

E’ il trend del momento: tutti pazzi per la Radio. L’ultimo, in ordine di tempo, a decidere di indossare le cuffie è Giovanni Minoli. Dopo il pensionamento dalla Rai, il conduttore de La storia siamo noi approderà in radio con un programma dedicato all’attualità; ad assicurare uno spazio al giornalista, due ore dalle 9 alle 11 del mattino, è Radio24.

Minoli è l’ultimo di una lunga fila di personaggi a passare dalla tv alla radio; lo aveva preceduto, solo di qualche giorno, Maurizio Costanzo che va a sistemarsi a radio Rtl 102.5 dove, dal 9 settembre, condurrà Radio Costanzo Show. Del resto al momento Costanzo non è particolarmente impegnato sul fronte televisivo, visto che è in video solo il sabato a mezzanotte su Rai1, affiancato da Enrico Vaime in S’è fatta notte; l’appuntamento principale perciò, anche per lui, sarà proprio quello radiofonico, definito “un ritorno alle origini”
Ma la passione per le onde herziane ha fatto, negli anni, molto più proseliti di quanto si possa immaginare. Costanzo e Minoli sono solo due dei tanti volti televisivi che si sono trasformati in speaker radiofonici.

 Se a metà degli anni ‘50 Mike Bongiorno e Corrado passavano dalla radio alla tv, oggi molti volti noti del piccolo schermo compiono il percorso inverso, abbandonando i riflettori e scegliendo la voce in attesa di nuove, o migliori, opportunità lavorative sul piccolo schermo.
Non solo giornalisti dunque; in questi mesi si sono dedicati alla radio, solo per citarne alcuni, Max Giusti, Flavio Insinna, Piero Chiambretti, Lorella Cuccarini e Michele Cucuzza.
Nel 2011 ad esempio, causa alcune sue dichiarazioni, si parlò del caso di Caterina Balivo, passata nelle precedenti stagioni televisive dal pomeriggio di Festa Italiana su Rai1 a quello dell’ Italia sul 2, e poi rimasta esclusa dai palinsesti. In assenza di contratti con Viale Mazzini, la conduttrice venne poi reclutata da Alfonso Signorini per il suo programma su Radio Monte Carlo.
Se di radio si parla però, il caso più celebre è senza dubbio quello di Fiorello che, in compagnia di Marco Baldini, ha dato vita ad un vero e proprio programma cult. Coltivando l’assenza dalla tv e puntando sulla radio, Fiorello ha fatto di Viva Radio 2 un gioiello da cui ha lanciato tutte le sue celebri imitazioni, da Gianni Minà a Camilleri, da Mike Bongiorno a Ignazio La Russa. Una trasmissione che poi, con un’inversione di rotta rispetto alla tendenza generale, è stata anche portata su piccolo schermo con uno speciale su Rai1.
Grazie al successo radiofonico, Fiorello è riuscito a dosare le sue apparizioni televisive, scegliendo la qualità a discapito della quantità.
Certo, non avranno avuto lo stesso impatto di Fiorello a Radio2, ma molti altri colleghi hanno potuto colmare on air l’assenza dalle telecamere. Uno su tutti, Alessandro Greco: le sue tracce si erano perse dai tempi di Furore; le abbiamo ritrovate sulle frequenze di Rtl 102.5. E ancora, andando a ritroso nel tempo, abbiamo potuto ascoltare le voci di Maddalena Corvaglia, ex velina, Raffaello Tonon, Marco Balestri e Vladimir Luxuria.
Anche Luciana Littizzetto, quando non ironizza dalla scrivania di Che tempo che fa, lo fa via etere a Radio Deejay.
Insomma, possiamo dire senza timore di essere smentiti che ormai il trend è assodato: se non riescono a farsi vedere, si fanno ascoltare.



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