The Voice of Italy 5 | le performance dell’ultima fase dei Knock Out


Si chiude la seconda fase di The Voice of Italy: i Knock Out giungono al termine. La tensione cresce, i talenti sono sempre meno ed i coach si preparano alle scelte finali prima delle Battles.


E’ andata in onda, giovedì 26 aprile su Rai2, la sesta puntata di The Voice of Italy 5. La scorsa settimana i coach Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e Cristina Scabbia hanno diviso i loro team ed hanno scelto i primi semifinalisti; adesso, nell’ultima fase dei Knock Out, i giudici hanno preso le ultime decisioni e rimarranno con 3 talenti per squadra – più un ripescato, che potranno scegliere tra i concorrenti scartati dagli altri coach.

Pianti, contrasti ed attesa per i ripescati. In questa puntata di The Voice of Italy 5, un’emozione tira l’altra, un acuto dietro l’altro. Il rock, nella seconda fase dei Knock Out, la fa da padrone. Il team Cristina è quello che risalta di più e traina tutta la serata, grazie agli arrangiamenti spinti della Scabbia che condiscono di dark il talent show. Ci sono però le voci da angelo, di Renga ed Albano soprattutto, che bilanciano la serata rilassando l’atmosfera. I coach sono sempre più messi a dura prova e stanno affilando i coltelli in vista della semifinale: i cavalli scalpitano pronti a sfidare gli avversari degli altri team.

Team Deluxe

Uramawashi “The one I want”, Grease OST

Il pezzo di Grease grazie a loro diventa un pezzo indie. Gli Uramawashi ci portano in un mondo fatato, i due sono veramente un prodotto già pronto per funzionare. Molto scenici, a tempo e preparati. Con l’aumentare del ritmo del pezzo diventano forse troppo bravi e quindi appaiono un po’ finti.

Kimberly – “Maria Antonietta”, Priestess

Rappa come se non ci fosse un domani, ammicca e coinvolge il pubblico e rende sensuale un pezzo patinato.

Roberto – “Power of love”, Huey Lewis and the News

Un vocione quello di Roberto, che attualizza un pezzo anni 80, molto complicato da replicare perchè la semplice interpretazione rischia di renderlo banale. Il pop rock americano potrebbe essere una strada discografica azzeccata per le sue corde musicali.

Beatrice – “Beautiful”, Christina Aguilera

Beatrice rende suo un pezzo molto famoso e quindi facile da sbagliare, lei ha un’energia vocale impressionante e si cala nel ruolo della vocalist americana alla perfezione. Fa emozionare Ax ed il pubblico.

Team Albano

Angela – “Bird set free”, Sia

Angela ha un controllo vibrato della voce che colpisce, riesce a sfasare ogni parola e cambia tonalità in continuazione. Molta tecnica, ma forse rimane un po’ anonima.

Raimondo – “It’s a Man’s Man’s Man’s World”, James Brown

Un soulman 2.0, fa venire i brividi quando alza la tonalità. Forse il più bravo del Team Albano, in lui alberga l’anima di Prince e l’energia di James Brown. Chapeau.

Simona – “Power”, Little Mix

E’ una vera performer, spacca il palco, a volte è sopra le righe, ma la sua esuberanza è talmente coinvolgente che non ci si fa caso. Stupisce.

Stefania – “Monna Lisa”, Ivan Cattaneo

Ecco la sorpresa di The Voice, l’anima rock blues di Stefania esce fuori stasera ed aggiunge un’altra freccia al suo repertorio. Ascoltandola sembra di vedere una Monna Lisa rock.

Team Cristina

Asja – “Starships”, Nicki Minaj

Asja sembra troppo semplice sul palco. E’ brava quando accellera il parlato, ma quando il pezzo della Minaj esplode le manca la teatralità e la sensualità e si perde.

Mara – “Cornflake girl”, Tori Amos

Sembra una Skin dalla voce meno graffiante. Parte piano e molto composta, forse può risultare un po’ strana, troppo rinchiusa nel suo personaggio malinconico. Si sente già arrivata.

Andrea – “Amore che vieni, amore che vai”, De Andrè

Ti porta in viaggio con la sua voce impressionante. Intonato come pochi, la vera scommessa del Team Cristina. Un De Andrè reinterpretato non si sente spesso, secondo me invece rendere più pop gli autori classici a volte è un bene e con Andrea la scelta paga.

Graziana – “Living after Midnight”, Judas Priest

Energia pura. Un’amazzone rock, la femminilità le esplode da dentro ed attrae tutti. Si scatena dando tutto quello che ha dentro, è una band in un’unica voce.

Team Renga

Michelangelo – “She’s on my mind”, JP Cooper

L’impatto televisivo è molto forte, adatto al pubblico teen. Michelangelo è completo, sembra il leader di una boyband alle prese con la carriera solista dopo il fugace successo.

Mirko – “How you remind me”, Nickelback

Sprigiona grinta il ragazzo, in ogni frase del pezzo. Sempre al massimo come il brano, va dritto per la sua strada mantenendo il livello vocale alto. Sembra però una copia del Renga dei Timoria.

Marica – “Senza fare sul serio”, Malika Ayane

Marica è bella da vedere, mette gioia, ma stona le note alte e non ha la grinta che il pezzo dell’Ayane richiede. La gioia dell’inizio purtroppo si trasforma in noia.

Annalisa – “Tutta colpa mia”, Elodie

La voce di Annalisa è come un oceano, ti avvolge e ti trasporta verso quell’amore perduto o andato via. Lei accende una luce di speranza sul palco.

Team Albano

Virginia – “No roots”, Alice Merton

Comunica davvero tanto grazie alla sua semplicità, si scopre anche molto intraprendente nell’esibizione, rendendo suo un pezzo sì orecchiabile, ma molto complesso.

Selenia – “Albachiara”, Vasco Rossi

Alle prese con Vasco non si deve esagerare mai, infatti lei si mantiene tra gli alti ed i bassi del pezzo per non dare tutto subito.

Maryam – “Leave a light on”, Tom Walker

Ha una voce infinita, in lei ci sono tutti i generi: pop, rock, soul..Ha tutto per sfondare: tecnica, potenza e quell’anima ferita che vuole riscattarsi. Questo si evince in lei talmente tanto da far commuovere.

Michele – “Altrove”, Morgan

Per cantare Morgan ci vuole follia, non basta recitarlo. Il carisma conta, ma non quando si interpretano brani di artisti sopra le righe.

Team Cristina

Ylenia – “Un amore così grande”, Claudio Villa

Troppo cupa, rimane piatta all’inizio del pezzo e l’arrangiamento rock di un pezzo così classico la mette in difficoltà.

Marco – “Girl you’ll be a woman soon”, Urge Overkill

Marco fa la guerra al mondo, quando canta, e a se stesso. In lui ci sono le sfumature del grunge americano, sorprende per la sua voce così grattata e rauca.

Alessio – “Walk on water”, 30 second to Mars

Sembra sforzarsi mentre canta, ha paura di sbagliare e si nasconde troppo dietro alla sua presunta grinta.

Alessandra – “Quali alibi”, Daniele Silvestri

Lei è il manifesto della scena musicale italiana che si sta affermando oggi, il cantautorato di strada di una vita di live nei pub, nei locali di cinque o dieci persone alticce che ti vengono ad ascoltare, ma che a volte ti premia per averci provato e non aver mollato, portandoti sul palco di The Voice. Complimenti.



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