The Voice of Italy 5 | le performance delle Battle | i nostri giudizi


The Voice of Italy 5 | le performance delle Battle | i nostri giudizi. Tutte le esibizioni ascoltate nel corso della puntata del 3 maggio con i giudizi sulle interpretazioni dei concorrenti.


E’ andata in onda, giovedì 3 maggio su Rai2, la settima puntata di The Voice of Italy 5. I coach Al Bano, J-Ax, Francesco Renga e Cristina Scabbia, in queste Battle sono stati messi ancor più alla prova. Le Battle ed i Sing Off hanno decretato i quattro finalisti, uno per squadra, che si sfideranno per la vittoria giovedì prossimo.

Sfide all’ultimo sangue, non importa più con chi ti sei confidato e allenato per arrivare fino alla fine, conta solo vincere. I componenti di ogni squadra si sono scontrati tra loro per arrivare all’agognata finale del 10 maggio.

I parte: le Battle

TEKEMAYA vs RAIMONDO – “Reach out I’ll be there”, Four Tops

Tekemaya canta da vera Drag americana, ma interpreta solamente il brano senza aggiungere un po’ di sè.

Raimondo incarna il vero soul, ma sgrana sempre troppo la voce. Ricorda il primo Mengoni.

ELISABETTA vs LAURA – “Sisters Are Doin’ It for Themselves”, Eurythmics + Aretha Franklin

Elisabetta è un mix di eleganza e classe. Sembra la reincarnazione di Aretha Franklin e le rende onore con la sua voce grintosa e virtuosa.

Laura ha sempre una grande energia, ma sembra un po’ spenta stasera in confronto ad Elisabetta. Sulle note basse esce fuori, ma il pezzo non l’aiuta.

ANDREA vs ANTONIO – “More than a feeling”, Boston

Andrea ha la freschezza ed energia dei giovanissimi. Una voce particolarissima che raggiunge picchi davvero strani e particolari, questo lo rende multigenere.

Antonio punta sulla potenza, ma spara sempre tutto subito. L’acuto non vuol dire sempre buona melodia.

MARICA vs ASIA – “Ciao”, Vasco Rossi

Un arrangiamento un po’ lento che però si adatta bene a Marica, perchè la sua voce è leggera e delicata.

Asia combatte sul ring un colpo dopo l’altro. Non l’aiuta il pezzo lento, perchè non può graffiare come al solito e liberare la sua calda voce.

MARYAM vs MARA – “Skyfall”, Adele

Maryam trova un vestito adatto a lei con “Skyfall”. Forse si ispira proprio ad Adele, ci porta nei cieli stellati con la sua voce.

Mara trova uno scoglio sulla sua strada. Va bene urlare, ma a volte graffiare non basta. La penalizza la poca estensione vocale.

ANDREA vs ALESSANDRA – “Così sbagliato”, Le Vibrazioni

Andrea è melodia e dramma. In lui si rispecchia la tradizione musicale italiana, che diventa modernità.

Alessandra è la peperina di The Voice, una voce frizzante ma intensa, che ti entra dentro. Una Paola Turci 2.0.

RIKI vs BEATRICE – “I’ll be missing you”, Puff Daddy

Riki è la strada, è un ottimo rapper, ma in un’intera esibizione si perde. Ha dentro il vero hip hop ed ha fame di mostrarsi.

Beatrice illumina l’esibizione con la sua energia. Non si riusciva a staccarle gli occhi di dosso, ma su un pezzo rap la vocalist viene sempre penalizzata. E’ normale che chi rappa abbia i riflettori puntati.

MIRCO vs DEBORAH – “La risposta”, Samuel

Mirco si avvicina a Samuel. Molto adatto ad un pubblico giovane, ma quando partono le tonalità alte viene penalizzato. Nel parlato ha una voce che, legata al suo sguardo, lo rende magnetico.

Deborah ci prova con tutta sè stessa, si sente la carica e l’impegno. Con la sua voce può fare qualsiasi cosa ed anche se penalizzata dalla canzone la rende sua.

II parte: Sing Off

TEAM ALBANO

Tekemaya – “Quizas quizas quizas”, Nat King Cole

Tekemaya dimostra ancora una volta il suo talento da regina dello spettacolo e del palco, portandoci ogni volta nei fumosi anni 50.

Maryam – “E’ la mia vita”, Albano

Canta un brano di Albano, questo denota quanto il coach punti su di lei. Sale il pezzo, sale la sua voce, come una melodia amara ma condita di una felicità sommersa. Estasia il pubblico.

TEAM CRISTINA

Elisabetta – “Rome wasn’t built in a day”, Morcheeba

I ritmi soul funky sono i suoi, forse questo la potrebbe limitare discograficamente, ma poi quando tira fuori i suoi acuti pieni di lotte intestine e di guerre, stende tutti facendo uscire quella parte primordiale che è in lei.

Andrea – “Dentro Marylin”, Afterhours

Lui ti fa emozionare appena canta, così raffinato che sembra canti in playback. Sembra quasi finto. Poi il brano cresce e cresce lui, cambia voce e diventa un baritono all’improvviso.Sembra sempre controllato, pacato ed in pace con il mondo e questo traspare dalle sue esibizioni.

TEAM DELUXE

Antonio – “Who’s lovin’ you”, Jackson Five

Forse risulta a volte troppo presuntuoso e rimane schiavo della sua voce, ma su questo pezzo sembra il gemello nascosto di Michael Bolton. Quando lo senti cantare ti immagini che potrebbe essere perfetto per un cd di Natale.

Beatrice – “Nessun dolore”, Lucio Battisti

E’ una bomba ad orologeria. Si lascia andare al primo ritmo giusto, entra sempre in modo sinuoso negli accordi. Beatrice punge come un’ape e si muove come una farfalla sul palco. Canta “Nessun dolore” in modo così attuale e sbarazzino da farti innamorare.

TEAM RENGA

Asia – “Careless whisper”, George Michael

Bravura, bellezza e tormento. Il pezzo di George Michael le dà quell’agrodolce estivo che diventa allegria e spensieratezza. Lei ha delle tonalità afro assopite, che ogni tanto vengono fuori dandole quel quid in più.

Mirco – “Piccola anima” di Ermal Meta

Sussurra sempre Mirco, come per confessarsi e poi conquistarti, ammaliarti. Buca lo schermo, i giovani sono il suo mercato e lui gli strizza l’occhio. A fine pezzo si commuove caricandolo ancor più di significato.



0 Replies to “The Voice of Italy 5 | le performance delle Battle | i nostri giudizi”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*