Il Supplente | 20 giugno 2018 | Le lezioni di J-Ax ed Enrico Mentana


La seconda puntata de Il Supplente, in onda mercoledì 20 giugno 2018 su Rai 2, con J-Ax ed Enrico Mentana, in tempo reale.


Questa sera, mercoledì 20 giugno 2018, andrà in onda la seconda puntata de Il Supplente, il programma di Rai 2, ideato e prodotto da Palomar Entertainment, dove personaggi famosi si trasformano in professori per un giorno.

I protagonisti della seconda puntata saranno J-Ax, che terrà una lezione all’Istituto Tecnico Tecnologico Ettore Molinari di Milano, ed Enrico Mentana, che sostituirà il professore di ruolo al Liceo Ginnasio Statale Virgilio di Roma.

Di seguito, seguiremo la puntata in tempo reale, a partire dalle ore 21:50.

La seconda puntata de Il Supplente è iniziata con l’ingresso di J-Ax in una classe dell’Istituto Tecnico Tecnologico Ettore Molinari di Milano.

Il rapper terrà una lezione di informatica.

J-Ax: “Questa è la mia scuola, dove mi sono diplomato… I ricordi sono un fiume che mi sta travolgendo!”.

Prima di entrare in classe, J-Ax si è confrontato con la professoressa di cui ha preso il posto. La professoressa gli ha fatto conoscere gli studenti più rappresentativi della 5° A.

J-Ax ha ricevuto il registro e ha fatto il proprio ingresso in classe, tra l’incredulità dei ragazzi.

Il rapper ha proceduto con il classico appello.

Tra gli studenti, abbiamo trovato Camilla, ragazza dai capelli azzurri, e Alexandru, che si è autodefinito un “hacker”.

J-Ax: “Interrogherò e l’interrogazione varrà ai fini del voto”.

J-Ax ha deciso di interrogare proprio Camilla. Quest’ultima ha avuto l’opportunità di scegliere un compagno con cui farsi interrogare: la scelta è ricaduta su Marcello.

Le domande hanno riguardato i seguenti argomenti: il database e l’HTML.

J-Ax ha mostrato ai ragazzi un Macintosh del 1985: “E’ l’antenato dei vostri smartphone”.

L’interrogazione di Camilla e Marcello è andata bene.

La lezione di J-Ax è andata avanti con la storia di Alan Turing: “Senza Turing, la guerra sarebbe andata avanti e avrebbe causato altri 21 milioni di morti”.

Turing, perseguitato e condannato per la sua omosessualità, si tolse la vita, mordendo una mela piena di cianuro: “Il simbolo di Apple potrebbe essere ispirato proprio a questo”.

J-Ax ha letto un passo tratto dalla sua autobiografia riguardante il bullismo: “Il dolore è energia, il loro odio è diventato la mia salvezza”.

Reda ha parlato della sua esperienza personale con il bullismo.

J-Ax: “Non sottovalutate il vostro aiuto quando avvengono questi episodi: potete fare la differenza”.

La lezione è continuata con J-Ax che hanno parlato con i ragazzi del concetto di diversità.

Il rapper ha mostrato agli studenti alcune opere di JR, artista esperto in collage fotografici.

J-Ax: “La diversità rende ogni essere umano un’opera d’arte”.

J-Ax, con l’ausilio di alcuni studenti che hanno fatto la “base”, ha cantato Devi morire, canzone contenuta nell’album Comunisti col rolex riguardante proprio il bullismo.

J-Ax: “Il bullismo ti mette dentro odio e sfiducia verso te stesso. La colpa non è mai tua”.

Il rapper ha assegnato ai ragazzi un tema. Prima di iniziare a scrivere, i ragazzi hanno visto il video riguardante lo sfogo di un ragazzo “bullizzato”, Keaton.

La traccia del tema è stata la seguente: “Cosa direste a Keaton?”.

A metà lezione, J-Ax ha fatto il punto della situazione con la professoressa: “Li hai toccati molto, sei stato bravissimo”. J-Ax: “Il mio terrore era quello di dare il cattivo esempio”.

J-Ax è tornato in classe insieme alla professoressa per leggere i temi appena scritti.

I temi più interessanti sono stati letti in classe direttamente da chi li ha scritti, Riccardo, Camilla, Reda (che ha scritto un tema in rima) e David. Quest’ultimo ha raccontato la propria esperienza con il bullismo.

La professoressa ha mostrato a J-Ax una delle sue vecchie pagelle.

Alessandro Aleotti, vero nome di J-Ax, è stato interrogato dalla professoressa. Il rapper, tranne qualche titubanza sull’algoritmo, è riuscito a cavarsela.

J-Ax ha assegnato ai ragazzi un compito da fare a casa: inventarsi uno slogan contro il bullismo.

La lezione è terminata con un selfie-ricordo.

La puntata riguardante Enrico Mentana è iniziata con il suo arrivo al Liceo Ginnasio Statale Virgilio di Roma.

Il giornalista terrà una lezione di storia alla 5° C.

Mentana: “Speriamo che siano disciplinati. Se penso a come trattavamo i supplenti, 40 anni fa…”.

Anche il giornalista si è confrontato con il professore di cui ha preso il posto, prima di entrare in classe. Anche Mentana ha ricevuto un'”anteprima” riguardante gli studenti.

Enrico Mentana è stato accolto con un mix di stupore e perplessità. Il giornalista: “Non guardatemi come se fossi un alieno!”.

Mentana ha proceduto con l’appello. Una ragazza di nome Amber non lo conosceva.

Enrico Mentana ha interrogato Gea che ha scelto di farsi interrogare insieme a Riccardo.

La prima domanda ha riguardato le origini della Prima Guerra Mondiale. La seconda, invece, ha riguardato la Guerra di Libia. L’interrogazione si è rivelata soddisfacente per entrambi i ragazzi: 7 e mezzo.

I ragazzi hanno descritto il loro professore come un anarchico. Enrico Mentana: “Da giovane, ero un anarchico anch’io…”.

Il giornalista ha dato libertà di scelta ai ragazzi circa l’argomento della lezione: la scelta è ricaduta sull’Unità d’Italia e il Fascismo.

Enrico Mentana ha mostrato agli studenti alcune immagini del film di propaganda nazista, Il trionfo della volontà.

I ragazzi sono soddisfatti, fino ad ora, della lezione del giornalista.

Mentana ha intervistato Lorenzo, lo studente più “politicizzato” della classe che si è dichiarato di sinistra. Fulvia, invece, ha ammesso di non avere passione per la politica.

Mentana: “La passione politica non è un obbligo. E’ come la passione calcistica”.

Il discorso si è spostato da Hitler all’Inter!

Il giornalista ha mostrato ai ragazzi le immagini del match leggenda di Muhammad Ali contro Foreman.

Enrico Mentana ha svelato ai ragazzi di non essere laureato: “Non mi sono mai laureato, ho iniziato a fare il giornalista al primo anno di Scienze Politiche e ho mollato. Non lo rimpiango. Faccio il mio mestiere con grandissima passione”.

E’ arrivato il momento del tema: gli studenti hanno dovuto parlare delle loro passioni.

Enrico Mentana, quindi, ha raggiunto nuovamente il professore che ha sostituito per un punto della situazione. Mentana: “L’aspetto emotivo non si è molto palesato…”.

Enrico Mentana è rientrato in classe con il professore che, da un’altra stanza, ha visto e sentito tutto ciò che hanno detto e combinato i ragazzi.

Il giornalista e il professore hanno proceduto con la scelta di temi. Tra i temi scelti, abbiamo ascoltato quello di Shanti, ragazza appassionata di teatro, e quello di D’Anna, ragazzo appassionato di moda.

Anche in questo caso, Enrico Mentana è stato interrogato dal professore. Le domande hanno riguardato il Dopoguerra in Italia nel dettaglio.

Enrico Mentana, durante l’interrogazione, si è “vendicato”, ponendo articolati quesiti al professore.

Il compito a casa per i ragazzi è stato il seguente: inventarsi il titolo di una notizia che vorrebbero sentire.

Selfie-ricordo anche per il direttore del Tg La7.

La puntata è terminata qui.



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