Sanremo 2019 | 5 febbraio | la recensione della prima serata


Sanremo 2019 | 5 febbraio | la recensione della prima serata. Riflessioni e osservazioni critiche sull'esordio dell 69esima edizione della kermesse canora


Il debutto era attesissimo, come il ritorno di Claudio Baglioni segnato da polemiche anche politiche che, nel corso della puntata, Claudio Bisio ha voluto stemperare alla sua maniera: da comico. Purtroppo il tentativo non è riuscito e il suo monologo è da inquadrare esclusivamente nel contesto di un comic show come Zelig, non nel mega spettacolo sanremese.

Bisio si è preso la briga di difendere Baglioni dalle polemiche suscitate dalle sue dichiarazioni sui migranti. Ha cercato una maniera singolare intravedendo nei versi delle canzoni del direttore artistico riferimenti sovversivi e rivoluzionari. Ma la comicità non ha retto e si è miseramente infranta contro il muro della banalità più scontata. Con in più l’aggravante di pregare i giornalisti (quelli d’inchiesta!) di abbandonare ulteriori polemiche. E raggiungere il mondo dell’armonia “predicato” dal direttore artistico.

Niente comici, aveva anticipato il direttore artistico Claudio Baglioni, ce ne sono già due sul palcoscenico. Si riferiva anche a Virginia Raffaele che affianca Bisio nella faticosa impresa di condurre Sanremo 2019. La scelta, che alla vigilia sembrava perfetta, ha invece deluso. Innanzitutto si è capito subito che tra i due signori del palcoscenico non c’era intesa professionale. I momenti di imbarazzo, peggio, di vera e propria stasi, erano evidenti e nessuno dei due è stato in grado di camuffarli.

La serata si è rivelata troppo lunga: 24 artisti in una solo puntata sono troppi per il telespettatore comune che non ha il tempo di assimilare il mood dei brani. Per evitare le lungaggini è cominciata, fin dalle prime battute, una “corsa verso la fine” che è arrivata oltre l’una dopo la mezzanotte. Insomma un espediente per conquistare ascolti, degno di un reality trash, non di uno spettacolo prestigioso. Uno show come Sanremo deve anche avere rispetto per il pubblico che l’indomani ha impegni lavorativi.

Quando è tornato sul palcoscenico Pierfrancesco Favino si è intuito subito il diverso spessore comunicativo rispetto a Bisio. Certo, ogni anno Sanremo deve pagare un tributo a Mediaset. Ma davvero al peggio non c’è mai fine. Infatti, finora Bisio non si è rivelato all’altezza della conduzione sanremese.Dal punto di vista comico è solo un’ottima spalla, non un protagonista solitario.

Medesimo discorso per Virginia Raffaele che davvero, dopo lo 0.6% conquistato sul canale NOVE con il suo programma Come quando fuori piove, deve letteralmente ricominciare da “zero”. Aver puntato su di lei come conduttrice pura è stato un azzardo. Il suo forte sono le parodie. Vi si aggiunga la sua incredibile gaffe “salutiamo i Casamonica” precipitata all’improvviso sull’Ariston per avere un’idea, solo parziale, della mediocrità di questa edizione del festival.

Ancora: gli inconvenienti tecnici hanno raggiunto il massimo dell’imbarazzo con la coppia Patty Pravo- Briga. L’ex ragazza del Piper si è indispettita quando l’orchestra non era pronta per accompagnare l’esibizione. Ed ha detto ironicamente: ma son venuta qui per una passeggiata o per cantare?

Da show di periferia, con tutto il rispetto per questo genere spettacolare.

Tutto il resto? Solo noia.



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