Sanremo 2019 | tutto ciò che non ha funzionato nelle cinque serate

Sanremo 2019 | tutto ciò che non ha funzionato nelle cinque serate. Analisi critica della kermesse canora che si è conclusa con la vittoria di Mahmood


Il primo limite è stato spiccatamente visibile fin dalla prima puntata: l’accostamento sbagliato dei due partner accanto al direttore artistico Claudio Baglioni. Due personaggi che non sono conduttori di professione ed hanno mostrato immediatamente le proprie carenze. Virginia Raffaele è una attrice e comica che, solo nella serata finale, si è ricordata del suo mestiere e lo ha messo in pratica esibendosi in imitazioni in voce di artisti come Ornella Vanoni, tra l’altro uno dei suoi cavalli di battaglia.Ed ha avuto modo di riscattare, in pochi minuti, le debolezze evidenziate in tutte le serate precedenti. Ha offerto un segmento spettacolare godibile che poteva essere proposto fin dall’inizio, diluendo “le voci” serata dopo serata.

Claudio Bisio non è un conduttore, è un’ottima spalla comica come ha dimostrato in Zelig ed è un buon giudice in Italia’s got talent. Ma affidargli la conduzione del più prestioso programma Rai è stato un azzardo. Con due comici sul palcoscenico a Sanremo 2019, la comicità è stata merce rara, introvabile. Bisio, nella serata conclusiva ha fatto un ultimo tentativo. Ad un certo punto ha preteso di interpretare in chiave umoristica, i ringraziamenti che gli artisti rivolgono sempre alla fine del programma a cui hanno partecipato. Lui stesso deve essersi accorto, ad un certo punto, della banalità del testo.

Analogo risultato negativo per i monologhi interpretati nei giorni precedenti, in particolare quello sulla paternità.

Nessuna ironia, nessuna goliardia. Proprio per questo motivo l’intervento del duo Pio e Amedeo è sembrato risvegliare all’improvviso uno show sonnacchioso, stentato, persino malinconico in qualche passaggio. Risultato: i comici di Emigratis, ripuliti fisicamente del rozzo abbigliamento ostentato su Italia 1, hanno indossato un abitino elegante e sono arrivati all’Ariston per un intervento, abbastanza banale ma che ha fatto gridare al miracolo. Finalmente la comicità. Finalmente uno spiraglio di satira politica hanno strillato dalle Alpi agli Appennini, da Bolzano a Caltanissetta. Monoculi in terra caecorum.

Gli inconvenienti hanno avuto un ruolo imbarazzante. A cominciare dalla prima esibizione di Patty Pravo e Briga che tardava perchè il pianista aveva avuto un impellente bisogno corporale. E, nella serata conclusiva Anna Tatangelo è stata interrotta.

Infine il direttore artistico trasformato in dirottatore artistico e persino in affrescatore artistico.Era impensabile che la seconda edizione del festival targato Claudio Baglioni eguagliasse i risultati d’audience della prima. Nel 2018 il cantore di “quella sua maglietta fina” aveva esaurito la sua verve, dando fondo a tutte le risorse a sua disposizione provenienti da una lunga carriera.

Aveva cantato tutto il proprio repertorio da cima a fondo, aveva riportato la musica al centro dell’interesse, aveva persino indovinato la coppia dei suoi due partner che, con il senno del poi, oggi appaiono veri mostri di bravura: La Hunziker e Favino.

Per tentare di sopravvivere si è dovuto inventare un festival giovane riempendolo di ex amici della De Filippi. E, fatto ancor più drammatico e discutibile, ha dovuto chinare il capo dinanzi alla presenza di Mago Forest, uno degli esponenti più banali dell’universo della comicità.



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