Don Matteo 12 recensione della serie con Terence Hill


Analisi e riflessioni critiche sulla dodicesima stagione della serie interpretata da Terence Hill.


Don Matteo 12 ha esordito giovedì 9 gennaio su Rai 1: noi vi proponiamo la recensione. Terence Hill nel ruolo del prete in bicicletta ha ripreso il suo posto nel palinsesto della prima rete, confermando uno schema collaudato da 20 anni di presenza in video.

Ad uno sguardo superficiale le novità della dodicesima stagione sembrano inesistenti dinanzi al classico schema che ha sempre caratterizzato la fiction di Rai 1.

Don Matteo 12 recensione – più commedia e spettacolo nella nuova stagione

Infatti la dodicesima stagione contiene un numero maggiore di elementi spettacolari. A cominciare dalle guest star protagoniste di puntata. Ha esordito Fabio Rovazzi nel ruolo di un documentarista che, con i propri esperimenti sulle reazioni delle persone dinanzi a specifiche situazioni, ha gettato Spoleto nello scompiglio.

Certo già in passato c’erano state guest star puntata. Ma questa volta si insiste maggiormente e Rovazzi ha avuto un ruolo determinante. Non c’è caso di cronaca nera che il prete in bicicletta non riesca a districare. Ma il poliziesco è sempre più unito alla commedia e ad una sorta di ironia finalizzata ad alleggerire la scoperta della verità.

Don Matteo rappresenta per il pubblico di Rai 1 un’oasi di serenità. È la risposta positiva ai numerosissimi cold case puntualmente irrisolti nel nostro vivere quotidiano. La capacità recitativa del prete in bicicletta non eccelle. Ma il pubblico guarda Don Matteo come ad un personaggio fidato che riesce sempre a far luce sui misteri apparentemente più complicati.

Don Matteo parla al prossimo con la legge del Vangelo: una caratteristica che è andata crescendo nel corso dei due decenni di presenza in video. Un valore molto difficile da trovare oggi nella quotidianità che ci circonda.

Don Matteo 12 recensione Fabio Rovazzi

Don Matteo 12 – Spoleto deserta come Vigata per Montalbano

Tutti gli ingredienti finalizzati a catturare le emozioni dei telespettatori sono stati sapientemente inseriti nella serie. La sofferenza dei bambini e quella degli adulti non è mai fine a sé stessa, accende sempre una luce si speranza. Altra novità di questa stagione è il tentativo di uccidere Don Matteo. Ma tutto si è risolto in meno di 10 minuti.

Il prete in bicicletta è riuscito a salvarsi in maniera quasi miracolosa. Ed ha ripreso il suo posto in una Spoleto che, in questa nuova serie, somiglia molto, almeno nelle inquadrature, alla Vigata di Montalbano. Infatti abbiamo notato che molto spesso la città è deserta. Spoleto appare frequentata soltanto dei protagonisti ed evoca l’immaginaria Vigata percorsa in solitudine da Salvo Montalbano e dai suoi uomini.

Infine la nuova serie sembra quasi ridimensionare lo stesso Don Matteo. Anche lui ha sbagliato in passato e quelle ombre sono ritornate materializzandosi proprio nel personaggio di Rovazzi che ha tentato di uccidere il prete in chiesa.

Infine da notare una sorta di comicità involontaria in molti personaggi, ad iniziare dal maresciallo Cecchini fino a Natalina. A proposito della Guetta: dovrebbe dimenticare di aver fatto parte del cast di Ballando con le stelle e concentrarsi maggiormente nel ruolo della perpetua.



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