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Il cantante mascherato recensione del nuovo show di Milly Carlucci

Analisi del nuovo programma di Rai 1 condotto da Milly Carlucci all'esordio il 10 gennaio

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Il Cantante Mascherato recensione Milly Carlucci
Analisi del nuovo programma di Rai 1 condotto da Milly Carlucci all'esordio il 10 gennaio
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Venerdì 10 gennaio è andata in onda la prima puntata dello show Il cantante mascherato e ve ne proponiamo la recensione. Il programma è stato preceduto da un battage pubblicitario senza precedenti. Rai 1 ha dedicato alla promozione persino delle finestre in onda in varie fasce orarie, dal day time alla seconda serata.

Milly Carlucci, la padrona di casa, è stata ospite delle sette chiese televisive. E’ andata persino a Soliti ignoti poco prima che iniziasse la prima puntata de Il cantante mascherato. Guillermo Mariotto ha partecipato a Un giorno da pecora su Radio 1. In un turbinio di anticipazioni finalizzate a incuriosire il pubblico ed a catturarne l’interesse, finalmente lo show è arrivato su Rai 1.

Il cantante mascherato recensione

Il cantante mascherato recensione 

Le atmosfere in cui si muove lo show hanno la pretesa di apparire a metà strada tra il bucolico ed il fiabesco. Ma ci sono richiami anche all’universo dei fumetti. Vi contribuiscono le ambientazioni in cui si raccontano gli otto cantanti mascherati ed i pomposi abiti con la maschera che ne nasconde l’identità.

Gli otto cantanti mascherati si sono esibiti con voce parzialmente camuffata, in modo da non renderla comprensibile. Ma le atmosfere da fiaba che tendono a catturare un pubblico trasversale fatto anche di bambini, a lungo andare stancano. Non riescono a catturare l’attenzione del telespettatore che si trova dinanzi ad uno show quasi ripetitivo. La curiosità e l’attesa di conoscere i veri volti degli artisti mascherati, si scontra con lungaggini e con uno schema che si ripete all’infinito.

Accanto alle esibizioni delle otto maschere, un balletto consono al personaggio ed al motivo. Ma neppure questo ingrediente spettacolare riesce a rianimare uno show che mostra pochissima vitalità.

Si nota una pretenziosità quasi esasperata nella elaborazione delle performance.  Ed il mix di fantasia e spettacolo non ha appeal sufficiente per assicurare la permanenza su Rai1. Inoltre è stato subito chiaro che lo sforzo economico di viale Mazzini è stato davvero elevato

Il cantante mascherato il ruolo della giuria

Il ruolo della giuria non è andato molto al di là di una discussione sulle identità che si nascondono sotto l’apparato pomposo delle maschere e dei costumi.

Flavio Insinna, Patty Pravo, Francesco Facchinetti, Ilenia Pastorelli, Giullermo Mariotto, hanno tentato di incuriosire il pubblico e di alimentare il mistero.  Ma tutto è apparso illusorio come le maschere e virtuale come i ragionamenti. Qualche battuta da parte di Insinna ha cercato di ravvivare lo schema. La serietà di Patty Pravo, la malizia di Mariotto, il solito Facchinetti che si è aggiunto agli altri: niente riesce a dare il soffio vitale allo spettacolo.

Milly Carlucci ha alimentato la curiosità e l’attesa della scoperta. Consapevole dell’importanza della sfida che arriva a circa due mesi di distanza dall’esordio di Ballando con le stelle 2020. Ed ha dato tutto il possibile per la resa dello show.

La conduttrice ha riempito di significati e di risvolti psicologici la presenza delle maschere. Cercando di dare una nuova dignità al format coreano che ha spopolato negli USA. Ma forse da noi, in Italia, la collocazione non è proprio sul piccolo schermo. Piuttosto in un gioco di società.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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