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Pechino Express 2020 recensione adventure reality Rai 2

Analisi e riflessioni critiche sulla nuova edizione dell'adventure reality Pechino Express condotto da Costantino della Gherardesca.

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Pechino Express 2020 recensione
Analisi e riflessioni critiche sulla nuova edizione dell'adventure reality Pechino Express condotto da Costantino della Gherardesca.
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È andata in onda martedì 11 febbraio su Rai 2 l’edizione 2020 di Pechino Express di cui vi proponiamo la recensione. L’appuntamento in 10 puntate è condotto ancora una volta da Costantino della Gherardesca con nuove 10 coppie in gara.

Come è già accaduto in passato, è proprio il cast a decretare il maggiore o minore successo di ogni edizione. In quella attuale la maggior parte dei partecipanti proviene già da precedenti esperienze di reality.

Pechino Express 2020 recensione le top

Pechino Express 2020 recensione dell’ottava edizione

La prima puntata dell’ottava edizione si è aperta su paesaggi affascinanti e scorci di grande suggestione. Questa è una delle caratteristiche di Pechino Express che, tradizionalmente, punta sul fascino delle location attraversate. Sono state soprattutto le prime immagini di paesaggi incontaminati, dalle atmosfere quasi bucoliche, a catturare l’attenzione.

Il viaggio, partito dalla Thailandia, ha puntato su cultura e consuetudini locali. Senza trascurare le tradizioni religiose basate soprattutto sul buddismo.

Il telespettatore si è illuso che, in questa edizione 2020, Pechino Express potesse rinunciare alla consueta scurrilità di linguaggio. Una costante del passato. Una abitudine imposta dagli autori che non eliminano dalle riprese le parolacce pronunciate dai viaggiatori. Ricordiamo infatti che l’adventure reality è registrato e basa il proprio gradimento soprattutto sull’impatto del montaggio.

Al di là delle differenti reazioni dei vari partecipanti, a colpire il telespettatore è soprattutto il linguaggio intercalato da troppe parolacce, molte di un impatto scurrile davvero inaspettato. La regia dovrebbe bippare, ovvero coprire, almeno le più forti espressioni. Invece si tratta di una scelta ben specifica finalizzata a catturare audience. Una trappola nella quale, anno dopo anno, cade Pechino Express nel tentativo di convincere anche l’ultimo telespettatore.

Nell’edizione 2020, da una parte è valorizzato al massimo l’ambiente circostante. Ma dall’altra non si rinuncia ad una volgarità insita non soltanto nel linguaggio ma anche nelle inquadrature dei protagonisti, in particolare delle protagoniste.

Le prime immagini ginecologiche, infatti, hanno iniziato a riempire lo schermo con frequenza costante. Ma questa volta c’è una propensione anche a possibili ed eventuali nudi maschili. Il primo lo ha offerto Marco Berry esponendo in bella vista il suo lato B.

Pechino Express 2020 recensione linguaggio scurrile

Personaggi nuovi, stesso copione

Il cast di questa edizione è composto da molti personaggi alla loro prima esperienza di reality. Si pensi ad esempio a Max Giusti, Marco Mazzocchi, Marco Berry, Enzo Miccio e alla stessa Asia Argento. Figure del mondo dello spettacolo e dell’informazione che stridono fortemente con l’ambiente in cui si svolge Pechino Express. Ma oramai il reality ci ha abituato a tali sorprendenti situazioni.

Da segnalare inoltre la discutibilità delle espressioni utilizzate tra padre e figlia nella coppia Marco e Ludovica Berry. Un esempio assolutamente negativo, da evitare in una società in cui le relazioni padre/figli è già inquinata da troppi problemi.

Il ruolo di Costantino della Gherardesca si ripete inalterato negli anni. L’ironia con la quale racconta e guida i partecipanti, pure accettabile, dopo sette edizioni avrebbe bisogno di una nuova invenzione, di un quid che conferisca l’impronta di una originalità rispetto a quanto già visto in precedenza.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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