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Skianto Sanremo 67 recensione nuovo show con Filippo Timi

Analisi e riflessioni critiche sul nuovo show in onda su Rai 3 e condotto da Filippo Timi.

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Skianto Sanremo 67 recensione
Analisi e riflessioni critiche sul nuovo show in onda su Rai 3 e condotto da Filippo Timi.
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È andata in onda la prima puntata del nuovo show Skianto dal sottotitolo Sanremo 67 di cui vi proponiamo la recensione. Lo show in due puntate, è in onda su Rai 3 in prime time nella serata del giovedì. Al timone c’è Filippo Timi  I telespettatori lo hanno conosciuto come il protagonista della serie I delitti del Barlume andata in onda su Sky.

Skianto Sanremo 67 recensione – analisi dello show

Filippo Timi ha voluto chiaramente omaggiare il Festival di Sanremo che ha da poco chiuso i battenti. Ma è tornato indietro di 53 anni e, in una sorta di Sliding Doors, ha voluto cambiare il corso degli eventi. Luigi Tenco, che in quell’anno aveva partecipato con Ciao amore ciao, era stato eliminato dalla gara e la notte stessa si era suicidato.

Timi gli ha invece assegnato la vittoria celebrandolo alla fine dello show con un medley dei suoi principali brani. Skianto Sanremo 67 è stato virtualmente ambientato nel Casinò di Sanremo evocato proprio dalla scenografia. Il conduttore ha rivelato molta versatilità nel raccontare, nel proporre alcuni travestimenti e nel collegare insieme tutte le fasi spettacolari della prima puntata.

L’atmosfera del Sanremo 67 è stata solo in parte riproposta. L’attenzione era anche puntata sui temi caratteristici della kermesse canora. In primis i fiori con i quali Filippo Timi ed alcuni dei suoi ospiti hanno ironicamente giocato.

Ci sono stati alcuni ingredienti dello show gradevoli e credibili come ad esempio il mix di ironia, musica, suggestione e ricordi. Il programma però è apparso in una chiave alquanto sofisticata e chiaramente riservata ad una élite televisiva. A stemperare la pretenziosità della realizzazione, la presenza di Pippo Baudo considerato il Re del Festival di Sanremo. Sempre godibili i ricordi del conduttore che, con i suoi 13 Festival, ha attraversato gli anni più significativi della storia del costume e della musica italiana.

Non è bastato però per conferire un maggiore appeal ad uno show che, tra l’altro, ha risentito anche della messa in onda non in diretta.

Skianto Sanremo 67 recensione Filippo Timi

Filippo Timi e i brani interpretati

Filippo Timi ha ironizzato anche sulla sua balbuzie, in maniera semplice e coinvolgente. I brani interpretati, che hanno rappresentato il contraltare della parte recitata, sono stati proposti quasi tutti in una versione jazz. Questo grazie alla direzione artistica dello show affidata a Raphael Gualazzi.

Gradevoli anche altri ingredienti come l’ironica rappresentazione del bravo conduttore sanremese fatta da Filippo Timi. La maschera che il padrone di casa indossava nell’annuncio di ogni brano, è una sorta di benevola dissacrazione della liturgia sanremese. Timi ha mostrato di avere una grande padronanza del palcoscenico teatrale. Ed è proprio da una sua precedente pièce teatrale che è tratto lo show Skianto.

Infine apprezzabile l’omaggio a Luigi Tenco. Del brano Ciao amore ciao si sono ascoltati soltanto i primi versi. Poi un colpo di pistola ha bloccato il video e sullo schermo è apparsa la scritta “le trasmissioni saranno riprese il più presto possibile“.

Ricordiamo ai nostri lettori che la Rai non era in possesso della interpretazione di Luigi Tenco a Sanremo 67. Quando sono stati celebrati i 50 anni della morte dell’artista, ha chiesto le immagini alla tv bulgara.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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1 Commento

1 Commento

  1. Paola

    20 Febbraio 2020 at 23:24

    É uno show stupendo!
    Pura classe, esempio di grande televisione e grandi performances teatrali.

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