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Rita Levi Montalcini film tv la recensione

Le nostre osservazioni sul film Tv interpretato da Elena Sofia Ricci nel ruolo della scienziata Premio Nobel

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Rita Levi Montalcini film tv la recensione
Le nostre osservazioni sul film Tv interpretato da Elena Sofia Ricci nel ruolo della scienziata Premio Nobel
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Vi proponiamo la recensione del film tv Rita Levi Montalcini trasmesso da Rai 1 giovedì 26 novembre in prima serata. Nel ruolo della protagonista, Elena Sofia Ricci sapientemente invecchiata.

Rita Levi Montalcini Recensione Rai 1

Rita Levi Montalcini film tv la recensione

La pellicola nasce come omaggio alla grande neurologa e scienziata che ha scoperto il fattore di crescita neurologia Ngf per il quale ha vinto il Premio Nobel nel 1986. Ed è proprio dal 1986 che inizia il racconto infarcito, però, di flash back per documentare, sommariamente, la vita e la professione della Montalcini. La sceneggiatura propone un percorso non sempre semplice e lineare. Il ritorno al passato appare spesso poco comprensibile. Ed avviene come ricordo della protagonista nei momenti principali della sceneggiatura. Tra questi la vicinanza alla giovane Elena Campiotti, violinista che rischia di restare cieca per una degenerazione di alcuni nervi ottici.

E’ il pretesto narrativo su cui si fonda la fiction per spiegare al pubblico l’importanza della scoperta medica. Un evento emozionale, grondante commozione che alla fine si stempera nella perfetta guarigione di Cecilia. Tutto grazie alla sintetizzazione della scoperta della Montalcini in un collirio che viene somministrato alla piccola.

E’ il solito espediente della fiction italiana che ricorre alla commozione, spesso retorica, e ad appropriati trucchi strappa audience. Intorno alla professoressa Montalcini un tourbillon di personaggi, tutti calati in atmosfere sapientemente studiate a tavolino. Anche la scrittura, pur sobria, rischia però troppo spesso di cadere nella trappola della retorica.

Quanto viene raccontato è soltanto un segmento della lunga vita della Montalcini, morta a 103 anni. I telespettatori naturalmente la vedono già nella fase della vecchiaia, salvo i flash back all’epoca degli studi universitari.

Tutto però è circondato da una atmosfera di pretenzioso omaggio alla personalità della scienziata trattata come una regina. Soltanto verso la seconda parte della pellicola si scende lentamente dalle alte vette della sceneggiatura e si conosce, finalmente, una Montalcini più accessibile al grande pubblico. Un personaggio più vivo e popolare, se ci possiamo permettere l’aggettivo comune. Perché nella vita reale la Montalcini non aveva proprio nulla di comune. Era una donna assolutamente straordinaria.

Analisi dei personaggi

Elena Sofia Ricci fa tutto il possibile per rendere al meglio la personalità della neurologa e scienziata. Il lavoro di trucco e parrucco ha tentato di invecchiarla sapientemente. Ma non sempre il tentativo è riuscito. La Ricci è apparsa più schematica nella prima parte della fiction. Quasi ingabbiata nel personaggio che sentiva molto al di sopra di sè.

Anche il linguaggio e l’espressività risentono di un aulico compiacimento che, come già detto, si stempera solo nella seconda parte. Accanto a lei, però, gli altri interpreti danno una valida prova recitativa che, in qualche modo, salva la dignità della fiction.

Positiva la prova d’attrice della giovane interprete di Cecilia Campiotti. Meno credibili i suoi due genitori. Da sottolineare, infine, la carenza di esterni nella registrazione della serie, tutta ingabbiata in interni.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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3 Comments

più commenti

  1. Maria Cecilia Cassanmagnago

    27 Novembre 2020 at 9:57

    Concordo con la recensione. Aggiungo che mi sarei aspettata di “imparare” qualcosa di più dal film sulla vita e l’attività della scienziata.

  2. stefania

    5 Dicembre 2020 at 15:24

    concordo riduttiva superficiale mi sarei aspettata di conoscere qualcosa di più sulla vita della scienziata, mah

  3. Enzo

    7 Dicembre 2020 at 22:11

    Deluso è dir poco. Mi aspettavo un film più completo, dove si doveva mettere in risalto le varie fasi della vita di Rita, il suo rapporto col.padre, i suoi studi, le peripezie essendo ebrea, le sue ricerche, la sua vita in America, il.suo ritorno, il suo pensiero politico…
    Invece il film gira solo sul fatto della piccola violinista, su alcuni flash back… Troppo, troppo poco.

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