Il ritorno di Made in Sud, la recensione


Considerazioni sullo show di Rai2 con Gigi e Ross


 Innanzitutto bisogna sottolineare la capacità di innovazione del programma che ha inserito, nello schema già collaudato, alcune novità rispetto al passato. In particolare hanno esordito le parodie di MasterChef, del Grande Fratello, di Uomini e donne. Tra i nuovi “imitati”,  Kekko dei Modà e Mika il giudice della scorsa edizione di X Factor. Ogni personaggio ha una propria funzionalità e contribuisce all’economia dello show che non appare mai slegato, nonostante i vari segmenti abbiano una propria autonomia.

Abbiamo ritrovato personaggi come “il nonno moderno”, Mino Abacuccio il timido del gruppo con il suo peluche Titì, Gino Fastidio il cantautore con la chitarra, Gli Arteteca, il professor Fischietti che traduce il dialetto napoletano in italiano intellegibile al grande pubblico.  E new entry come I sequestratori, ad esempio.

Lo show ha proposto anche la parodia di Michelle Bonev, dai testi però alquanto semplicistici. Poteva essere più incisiva anche la rivisitazione delle sit com degli anni ’60 riviste alla luce dei cambiamenti della società. Tutto sommato, però, il prodotto finale non dispiace.

Tra le parodie meno riuscite, quella di MasterChef con Gigi e Ross nei ruoli di Carlo Cracco e Bruno Barbieri. La Gregoraci e la Trotta fingevano di essere aspiranti Chef. La parodia di Uomini e donne in versione anziani, è apparsa ripetitiva, mentre la rivisitazione del GF ha mostrato molti limiti perchè alquanto approssimata e dai contenuti non certo originali. Conoscendo il guizzo e l’inventiva dei comici, le aspettative erano maggiori.

Roberto Giacobbo, primo ospite della nuova edizione, accanto al professor Fischietti leggeva tweet e interveniiva sporadicamente:  Made in Sud gli ha dato la giusta dimensione.

Intanto c’è da notare che Made in Sud è tornato in video, mentre Zelig il contraltare  comico “Made in Nord” quest’anno non ha ancora ripreso il proprio posto nel palinsesto di Canale 5 dopo l’ultima brutta stagione caratterizzata da mancanza di contenuti e di ascolti. Un segnale di vitalità dello show partenopeo che ha reso possibile “sopportare” la presenza (inutile) di Elisabetta Gregoraci impegnata in sforzi terribili per inserirsi nel contesto comico. Ha rispolverato tutta la sua “calabresità” in performance il cui effetto è un incredibile umorismo involontario. Stesse sensazioni quando diventa “wonder woman”.

Abbiamo, inoltre, avuto l’impressione che la brava Fatima Trotta sia riuscita a conquistare più spazio rispetto all’ultima edizione. La sua è una presenza indispensabile e consapevole nello show, contrariamente alla “inconsapevolezza” della sua compagna, divenuta una sorta di “necessario” quarto incomodo.



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