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Le indagini di Lolita Lobosco recensione della serie con Luisa Ranieri

Recensione della serie, analisi critica dei personaggi a partire da Luisa Ranieri e Lunetta Savino.

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Le indagini di Lolita Lobosco-Luisa Ranieri
Recensione della serie, analisi critica dei personaggi a partire da Luisa Ranieri e Lunetta Savino.
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La prima puntata della serie  Le indagini di Lolita Lobosco è andata in onda su Rai 1 e noi ve ne proponiamo la recensione. Nel ruolo della protagonista, vice questore del Commissariato di Bari, c’è Luisa Ranieri. Accanto a lei Lunetta Savino che interpreta la madre.

Le indagini di Lolita Lobosco recensione della serie con Luisa Ranieri

Lolita Lobosco è una poliziotta sui generis, tacchi a spillo e quinta di reggiseno. Arriva dalle pagine letterarie della scrittrice Gabriella Genisi. Pagine che sono state ampiamente rimaneggiate per la versione televisiva pur mantenendo le caratteristiche peculiari del personaggio dei romanzi. La Lobosco, con il volto della Ranieri non sempre appare credibile nella rappresentazione per il piccolo schermo. Anche la trama e la sceneggiatura della vicenda raccontata sono apparse alquanto flebili, prive di una consistenza solida e robusta che possa assicurare un interesse costante da parte del pubblico.

Intorno a lei la città di Bari in tutta la spettacolarità dei paesaggi e degli scorci della parte vecchia. Vera comprimaria e protagonista che ha supplito alle lacune presenti nello svolgersi degli eventi.

Ci sono stati alcuni flash back che sembravano svolgersi quasi in contemporanea con il racconto. La Lobosco guarda avanti e vede un gruppo di ragazzini: sembra una scena vera, invece è un ricordo della sua infanzia. E quella bimba che gioca è lei, nella Bari dei suoi primi anni. Un espediente narrativo non sempre riuscito. Una sorta di trucco televisivo per raccontare sprazzi del passato e legarli al presente.

Si evidenzia, molto bene, nella serie l’amore della protagonista per la sua città. E si nota lo sforzo fatto da tutto il cast per rendere al meglio la cadenza e l’inflessione del dialetto che varia di zona e zona e doveva essere prettamente barese.

Ma si nota anche una sensualità ed una certa libertà di costumi nella personalità della Lobosco che quasi li ostenta come segni distintivi del suo essere donna. Non si dimostra in modo così superficiale l’emancipazione femminile. Anzi a volte il comportamento della Lobosco è apparso come una provocazione aperta. La libertà della donna è tutt’altro: è soprattutto rispetto per se stessa e gli altri.

Analisi dei personaggi

Luisa Ranieri si sforza di rendere credibile la sua poliziotta. Ma spesso il risultato raggiunto è solo mediocre. Il personaggio, inoltre, non ha nulla da dividere con un improbabile Montalbano al femminile. La serie è solo il tentativo di unire la commedia alla linea giallo poliziesca. E si inserisce, sotto questo aspetto, in un solco narrativo già sperimentato, in maniera migliore, dalla fiction televisiva. Un genere che hanno provato tutti; ma uno dei pochi a distinguersi è stato Gigi Proietti ne Il maresciallo Rocca. Siamo, però, su un altro pianeta. E in un’altra fiction più attenta ai contenuti pensati, studiati, ideati e creati da una sceneggiatrice del calibro di Laura Toscano.

Anche Lunetta Savino nel ruolo della madre della Lobosco, è apparsa singolare e non sempre del tutto credibile. Attrice valente non sempre, però, è stata valorizzata. E’ mancata, infine, una recitazione corale perché tutto era incentrato esclusivamente sulla Ranieri alla quale sono state dedicate tutte, proprio tutte, le scene della serie.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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4 Comments

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  1. Barbara

    24 Febbraio 2021 at 9:40

    Mi aspettavo tanto da questo personaggio, purtroppo, almeno nel primo episodio, la trama mi è sembrata banale e scontata. Anche l’interpretazione dell’attrice era forzata. penso dovrà competere con una altro personaggio femminile delle forze dell’ordine che a me aveva fatto impazzire: Imma Tataranni

  2. Melissa

    14 Marzo 2021 at 12:27

    Mai vista una fiction così brutta ! Non è giusto che una città splendida come Bari sia associata a questa fiction così scadente.
    Spero che non abbiano il coraggio di proporre una seconda serie.
    👎

  3. Massimo M

    15 Marzo 2021 at 16:34

    Ho visto solo la primapuntata, neppure tutta. Ditemi quale madre (del sud, del nord, del pianeta) dice “la persona che ha deflorato mia figlia”. Ma che razza di dialoghi sono?

  4. Lucia F.

    8 Aprile 2021 at 8:12

    Il personaggio interpretato da Luisa Ranieri è altamente improbabile a partire dal nome per finire con i comportamenti assolutamenti non consoni al ruolo di vicequestore. Non è immaginabile che un vicequestore si comporti così, come dire ” se sei regina devi comportarti da regina”. L’emancipazione femminile sta già nella carica che rivesti, non c’è bisogno, anzi controproducenti, quei comportamenti che direi addirittura volgari.Serie bocciata senza indugio.

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