JuniorMasterChef, la recensione


Riflessioni sul talent show per mini aspiranti cuochi


 L’esordio del cooking show per under 13 su Sky Uno, ha mostrato l’altra faccia della realtà televisiva: quella che ha individuato un trend vincente e lo sfrutta indecorosamente. Il fatto che la cucina sia diventato l’ambiente televisivo più ricercato e inseguito, non significa che tutto diventi lecito e che l’ingresso sia consentito a chiunque.

Innanzitutto i bambini aspiranti Chef visti nella puntata d’esordio  suscitavano una tenerezza incredibile in quanto sono stati inseriti in un contesto più grande di loro. A quesll’età ancora dovrebbero giocare con le cucine- giocattolo, invece, probabilmente spinti dalla voglia di video dei genitori, si ritrovano a sfilettare pesci e a spadellare con pentole vere.

  Colpivano, in particolare, l’innocenza con cui si sono lasciati andare ad alcuni commenti, e la cura con cui hanno realizzato la propria performance. Uno di loro ha addirittura detto, appena aver saputo di essere stato eliminato: “peccato, adesso devo tornare ai monotoni ritmi di prima”. Un’altra mini- aspirante chef ha affermato che le piace essere perfetta con una espressione rara in una bimba di soli 9 anni. Un altro piccolo concorrente che aveva passato il turno ha dichiarato di essere felice per il padre che “ci teneva tanto”.

Questi mini cuochi avevano tutta l’aria di essersi preparati, o meglio di essere stati preparati dai rispettivi genitori, sia nella confezione di piatti e ricette, sia nel modo con cui si presentavano e persino in alcune espressioni. Sotto quest’ottica Junior MasterChef è da considerarsi alla stessa stregua del tanto chiacchierato Ti lascio una canzone: bambini che si calano in ruoli più grandi della loro età.

I tre giudici di gara hanno sfoggiato tutti i sorrisi e le frasi di circostanza di cui sono stati capaci. Soprattutto Bruno Barbieri, che ci aveva abituati al volto truce e severo e ai commenti cattivi sui piatti dei concorrenti adulti, adesso sfoggia sorrisi che arrivano alle orecchie e si trasforma in una sorta di baby sitter per i mini chef. Lidia Bastianich, bravissima nel suo settore, inserita nel mini- talent fa pensare ad una sorta di Tata Lucia e Alessandro Borghese si propone come un’entità nuova: “il fanciullino della cucina”. E che il vero “fanciullino” ci perdoni…



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