Giass, la recensione


Riflessioni sull'esordio del programma di Antonio Ricci


 Tutto questo è Giass, il nuovo programma di Antonio Ricci condotto dalle ex iene Luca Bizzarri e Paolo Kessisoglu. La prima puntata è andata in onda domenica 16 marzo su Canale 5 in prima serata.

Diciamo subito che le idee ci sono, sono quelle dell’umorismo e della satira non banale che regnano nel tg satirico di Canale 5. Ma vivono in una puntata che si dilunga troppo e rischia di svilire la vis comica. Inoltre, sono miscelate, come in un frullatore, per creare un nuovo prodotto dai connotati e dal sapore differenti. Questo passaggio ancora non è riuscito.
 Le atmosfere arboriane di Indietro tutta ma anche del programma cult “L’altra domenica” sono evidenti nella allegra confusione dello studio, nei costumi estremamente vivaci  e quasi kitch (fa eccezione solo il look sobrio di Luca e Paolo), nella suddivisione dell’Italia in tre macro-regioni Nord, Centro e Sud (Arbore proponeva Miss Sud e Miss Nord), nella presenza di un più maturo Andy Luotto che questa volta, pronuncia qualche parola pur essendo ufficialmente sordo-muto.

Cristiano Militello a Giass

Supervisore un Pino Caruso che, nonostante l’età, mantiene la battuta sagace e si fa portavoce di una comicità siciliana che travalica i confini dell’isola per coinvolgere tutto lo Stivale.  Ma in Giass ci sono anche reminiscenze di Lucignolo nei servizi sull’indifferenza della gente dinanzi a situazioni “ritenute pericolose”. E si intravede lo stile de Le iene da cui Luca e Paolo provengono. I due conduttori esprimono il meglio in contesti sarcastici e dissacranti. In Giass non hanno evidenziato pienamente la propria vis ironica, soffocati dal contesto del programma nel quale convivono troppe anime. La parte migliore, Luca e Paolo, l’hanno evidenziata nel segmento con Fiorello che, per una volta, ha fatto da spalla ai suoi colleghi. Peccato che il linguaggio sia stato infarcito da parolacce che potevano essere evitate. Al passato radiofonico di Fiorello era chiaramente ispirata la comicità di un duo calabro “adotta un calabrese”: evocava la gag “chi vuol essere calabrese” presentata dallo show man nel suo programma Viva Radio2.

Abbiamo assitito anche all’esibizione di alcuni comici esordienti, non tutti di grandi capacità. Lo Zelig off di Giass deve migliorare. Superflua la presenza, all’inizio del programma di Alessandro Cecchi Paone, ben inserita quella di Cristiano Militello, un po’ noiosa la verifica delle reazioni delle tre macroregioni dinanzi a particolari situazioni: una pista battuta da Lucignolo come già detto. Buona, come al solito, la performance di Virginia Raffaele nella parodia di Francesca Pascale. Meriterebbe più spazio, magari in una collocazione diversa, verso l’inizio del programma.

Di estremo interesse, infine, la presentazione di una lista di giornalisti televisivi e direttori vari che sono figli di o parenti di: sono stati elencati circa venti personaggi che attualmente occupano le principali poltrone in Rai, Mediaset e a La7. Il servizio aveva per titolo “la grande famiglia tv”. Da Bianca Berlinguez a Natalia Augias, da Liliana Pintozzi figlia di Angela Buttiglione a Donata Scalfari. Ma la lista è ancora lunga.



0 Replies to “Giass, la recensione”

Lascia un commento

Riempi tutti i campi per lasciare un tuo commento. Il tuo indirizzo non verrà pubblicato

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>
*