Per amore del mio popolo- Don Diana, la recensione


Considerazioni sulla miniserie con Alessandro Preziosi


La prima puntata della fiction Il nome del mio popolo- Don Diana, in onda martedì 18 marzo su Rai1 ha suscitato questo interrogativo.  Non basta la mano sapiente della regia, firmata da Antonio Frazzi, a imprimere il marchio della credibilità all’ex conte Ristori di Elisa di Rivombrosa. Certo, ne è passato di tempo, i tentativi di “riciclaggio professionale” sono stati tanti, sia a teatro che sul piccolo schermo. Ma il risultato non è cambiato. E Alessandro Preziosi nel ruolo del protagonista di Per amore del mio popolo- Don Diana, non convince. Non convince in nulla: nella recitazione, nell’atteggiamento, nel comportamento, nella totale assenza di drammaticità sul suo volto. Preziosi sembra una nota stonata messa in uno spartito di grande musica che ne svilisce il contenuto.

Sappiamo benissimo che indossare l’abito talare è l’aspirazione di ogni attore. Non ha fatto eccezione neppure Gigi Proietti e, in tempi più lontani il grande Fernandel. Ma un prete anticamorra che vive e agisce in un contesto difficile, ha bisogno di arrivare al cuore i telespettatori. Tanto più che la storia raccontata è reale, appartiene al nostro più recente passato. Don Diana è stato ucciso 20 anni fa. Di Casal di Principe e delle limitrofe zone in cui gli eventi si sono svolti, si continua ancora oggi a discutere. Sono temi forti, delicati, che devono essere suffragati da una interpretazione potente e indiscutibile. Nessuno deve mai avere l’impressione che su quel contesto possa aleggiare l’ombra di una approssimazione visibile anche solo in un gesto.

Non si renderebbe un servigio alla storia, al messaggio che Don Diana ha lanciato a costo della sua vita e che oggi è più attuale che mai. Il rispetto per l’uomo, il sacerdote, il martire imponevano scelte differenti.

Ma non basta. Anche il contesto di attori che ruota intorno a Preziosi non convince. Troppe facce note. A cominciare da Massimiliano Gallo che interpreta Antonio Esposito. Gallo è stato presente ne Il clan dei camorristi, lo abbiamo ritrovato in Le mani dentro la città, due serie targate Mediaset. E adesso lo rivediamo in Don Diana. Accanto a Preziosi Adriano Pantaleo, l’ex piccolo interprete della serie Amico mio con Massimo Dapporto nel ruolo di un medico. Era il lontano 1993. Il bambino è cresciuto e si piazza come può, non rinunciando certo alla recitazione.

Un cast che poteva essere selezionato in maniera migliore. Ma anche una sceneggiatura che poteva aveva una valenza migliore senza scadere spesso nel solito dejà vu.

Da sottolineare che le riprese si sono svolte proprio nelle zone dove Don Diana è vissuto. Quindi, per una volta gli esterni sono più numersoi delle classiche ambientazioni ricostruite grossolanamente negli studi.



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