Domenica In il ritorno di Baudo – la recensione


È tornato in una televisione radicalmente cambiata dall'ultima volta di cui ne era stato protagonista. Ma Pippo Baudo, nonostante l'evidente emozione dell'esordio, ha cercato di imprimere alla sua Domenica In il marchio dell'intrattenimento sobrio ed elegante.


È tornato in una televisione radicalmente cambiata dall’ultima volta di cui ne era stato protagonista. Ma Pippo Baudo, nonostante l’evidente emozione dell’esordio, ha cercato di imprimere alla sua Domenica In il marchio dell’intrattenimento sobrio ed elegante.

A lui dobbiamo sicuramente dare atto di aver proposto, almeno nella prima puntata, uno show nel quale la chiacchiera da salotto si è unita alla musica, al varietà che ha cercato di rivisitare in maniera più moderna ed attuale. 

Per un singolare caso la Domenica Live proposta da Canale 5 e da Barbara D’Urso ha fatto a meno nella parte iniziale del talk dedicato alla politica ed alla attualità. Certamente la conduttrice sente il fiato sul collo e sa che Pippo Baudo non è un concorrente da poco. Per questo ha fatto in modo da imprimere alla puntata un ritmo molto più veloce che ha concesso molto di più a quella che la D’Urso ha chiamato la tv del sorriso. domenica in baudo

Ci piace credere che questa sterzata sia dovuta al buon esempio di Pippo Baudo più che alla celebrazione degli 80 anni di Silvio Berlusconi. Baudo come al solito si è mostrato padrone del palcoscenico, elegante e composto. Ha dato alla sua Domenica In l’impronta della familiarità, della persona di famiglia che entra con discrezione nelle case degli italiani e cerca di dare il massimo della sua ultra cinquantennale professionalità. 

Certo ci sono ancora parecchi vuoti da colmare ed alcune sbavature da correggere. Ma sostanzialmente il pubblico di Rai1, quello cioè meno giovane, ha ritrovato in quella fascia oraria una proposta adatta alle proprie esigenze ed ai propri gusti televisivi.

Un discorso a parte meritano le due compagne di viaggio che lo accompagnano: Chiara Francini e Manuela Zero.domenica in mannoia

La prima, dallo spiccato accento fiorentino messo più volte in evidenza, è apparsa come una sorta di Jessica Rabbit all’italiana. Strideva nel contesto sobrio e familiare del programma la sua espressione straniante e meravigliata. A volte dava persino la sensazione di trovarsi in un mondo che non le apparteneva e nel quale neanche lei sapeva come ci fosse arrivata. Probabilmente accanto a Baudo era necessaria una presenza più consona al suo modo di essere in televisione. La Francini come ha già mostrato nelle fiction da lei interpretate, è apparsa costantemente sopra le righe. Imbarazzanti anche i suoi tentativi di inserirsi nelle discussioni con i vari ospiti che si sono avvicendati nella prima puntata, da Eleonora Giorgi a Fiorella Mannoia. Insomma un bel quadretto fiorito in una stagione nella quale le foglie cominciano a cadere. {module Pubblicità dentro articolo}

Giudizio sicuramente più positivo per Manuela Zero che ha dato prova di sapersi muovere sul palcoscenico con disinvoltura ed una certa professionalità. Il suo inserimento nelle varie fasi del contenitore è stato garbato e mai pressante. La parte finale con Fiorella Mannoia è stata sicuramente una delle migliori.



One Reply to “Domenica In il ritorno di Baudo – la recensione”

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    Cate

    In effetti Chiara Francini appare spesso fuori posto con la sua voce, sembra come se cerchi di farsi sentire ed essere considerata, intervenendo anche a sproposito. La trasmissione nell’insieme piacevole e Pippo eccezionale, come sempre.

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