Si intitola Portobello ed è la prima serie tv originale italiana ad andare in onda su HBO Max. Il titolo, presentato in anteprima nella giornata del 10 febbraio, debutterà sulla piattaforma il 20 febbraio.
Portobello, la storia di Enzo Tortora
Portobello, serie lanciata durante la Mostra del Cinema di Venezia, è realizzata dalla Our Films, società del gruppo Mediawan, e KAVAC FILM, in coproduzione con ARTE France ed in collaborazione con Rai Fiction e The Apartment Pictures.
La regia è di Marco Bellocchio, che ha curato anche la sceneggiatura insieme a Stefano Bises, Giordana Mari e Peppe Fiore. Al centro di Portobello c’è la storia di Enzo Tortora. Il conduttore, nel ’77, è all’apice del successo: guida il format Portobello, seguito da 28 milioni di telespettatori in prima serata, ed il Presidente della Repubblica Sandro Pertini lo nomina Commendatore della Repubblica.
Nell’83, però, tutto cambia. Giovanni Pandico, uomo di fiducia del boss mafioso Raffaele Cutolo e spettatore assiduo di Portobello dalla sua cella, decide di diventare un pentito. Interrogato dai giudici, fa un nome inatteso: quello di Enzo Tortora. Per lui è l’inizio di una odissea.
“La disgrazia di Tortora era la sua antipatia, ma mi ha colpito il suo stupore”
Marco Bellocchio, come riporta l’agenzia ItalPress, durante la conferenza stampa di presentazione del 10 febbraio ha detto: “Sono sempre le prime immagini a colpirmi. Per “Esterno Notte” mi aveva sollecitato un’immagine di Aldo Moro, qui è stata l’immagine di un uomo che, in modo stupito, esce in manette dalla caserma dei carabinieri. Si chiede perché ci siano tanti giornalisti e fotografi. In realtà c’era già una regia, un capitano dei carabinieri gli aveva mentito dicendogli: “Nessuno ti vedrà”. In poche ore la regia di quella grande messa in scena stava già funzionando. Il suo stupore mi ha colpito, si domandava “perché sono qua?” e non sapeva rispondere. Era un incubo diventato terribile perché non c’era risveglio“.
Il regista continua: “Ciò che era evidente non lo era per i giudici e quello che riempì di indignazione, rabbia e odio fu che i giudici non potevano tornare sulla loro decisione perché non potevano sbagliare. La disgrazia di Tortora è che era antipatico, a me era un po’ indifferente, non lo capivo, non capivo quell’uomo che non sbagliava mai una parola, un aristocratico che aveva un pubblico di 28 milioni di italiani piccoli che facevano domande comiche“.
Portobello, cosa ha detto l’attore protagonista Fabrizio Gifuni
A commentare l’arrivo di Portobello è anche Fabrizio Gifuni, che presta il volto di Enzo Tortora. L’attore ha ammesso: “Tortora era una persona fiera, orgogliosa, che non ammiccava al pubblico. Non voleva cambiare, voleva continuare a parlare un italiano inappuntabile e avere modi da signore con un’attrazione verso l’Inghilterra. Approfondendo la sua storia abbiamo visto che era un uomo che si batteva dall’interno dell’unica azienda televisiva di Stato per la fine del monopolio dell’emittenza. Abbiamo cercato di capire il prima e il dopo della sua vicenda e il dopo è quello stupore che si trasforma in furia. Una furia interna perché non perde mai la calma ma si sente tradito e questo lo accomuna un po’ ad Aldo Moro. Sente il tradimento del Paese e si sente abbandonato“.
Lino Musella, invece, è Antonio Pandico: “L’invidia che lui prova diventa una forza maligna: voglio che tu subisca il mio male. Vuole portare Tortora in carcere e questo è un argomento attuale visto che oggi sembra che, per esistere, bisogna infangare“. Nel cast anche Romana Maggiora Vergano, che presta il volto a Francesca Scopelliti, compagna di Tortora: “Per lui era una luce, è riuscita ad esserci senza esserci. Credo sia una delle poche figure con cui Tortora si è potuto mostrare vulnerabile, visto che con le figlie si mostrava sempre come un leone pronto a lottare“.


