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Fuoco amico- TF45 Eroe per amore, la fine di una serie inverosimile

Il bilancio finale della serie interpretata da Rauol Bova e Megan Montaner che non ha convinto e non ha avuto ascolti positivi

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Il bilancio finale della serie interpretata da Rauol Bova e Megan Montaner che non ha convinto e non ha avuto ascolti positivi
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Qui il protagonista Enea De Santis (Raoul Bova), impegnato in una missione militare, diventa lui stesso vittima di una serie di disavventure perchè coinvolto dai servizi segreti italiani per i quali, ad un certo punto, diventa addirittura un traditore. La vicenda è incentrata sulla caccia ad un potentissimo virus da utilizzare in una feroce guerra batteriologica alla quale sono interessate varie potenze mondiali.

Del tutto impossibile seguire la storia per la frammentarietà della sceneggiatura e la sovrapposizione dei vari segmenti che si alternavano l’uno dopo l’altro in maniera persino nevrotica, tanta era la velocità con cui si cambiava registro narrativo. Insomma per chi non aveva seguito fin dall’inizio l’avventura, c’erano serie difficoltà di potersi orientare e comprendere il significato di quanto stava accadendo in video.

 Regnava una totale confusione organizzativa e scenica incredibile da riscontrarsi in un prodotto pure caratterizzato da una grande dispendio economico. Infatti sono stati molti gli esterni utilizzati che hanno richiesto spostamenti del cast e uso di notevoli mezzi tecnologici.

Al centro di ogni ricerca ed indagine c’era soltanto un uso costante e quasi ossessivo dei più moderni mezzi di comunicazione e di indagine, dai cellulari di ultimissima generazione, ai droni che forse sono stati i veri protagonisti di tutte le puntate. Insomma l’ossessione per la iper tecnologia ha avuto la sua maggiore materializzazione nella serie assolutamente dimenticabile di Canale 5.

Raoul Bova, sul quale pesava la totale struttura della fiction, deve averci messo tutto il proprio impegno nel tentare di rendere almeno lontanamente credibile qualche frammento della incredibile, e spesso persino avveniristica, vicenda. Ma gli sforzi sono stati vani perchè il risultato finale, dal punto di vista recitativo, è stato abbastanza modesto.

Ha fatto sicuramente meglio della nostra star della fiction, la ex Pepa de Il Segreto. E’ stata leggermente più credibile Megan Montaner nel ruolo di Samira la giovane afgana di cui De Santis si innamora, nella sua difficile situazione di figlia di un terrorista e madre alla quale è stata sottratta la figlia per essere sottoposta a esperimenti medici e batteriologici.

Modesto l’intero cast interpretativo nel quale, salvo qualche rara eccezione, non ha brillato davvero nessuno. Scontato anche il finale, con i protagonisti che si sono ricongiunti con i propri partner tra baci e abbracci da telenovela. Purtroppo, quando tutto sembrava finito, con un colpo di scena finale, ricompare il padre di Enea De Santis ritenuto da tutti morto. E lo stesso De Santis, mentre è al mare con la compagna e la figlia, appare sotto la mira di un misterioso personaggio che si accinge a sparargli. Questo lascia pensare che Canale 5 riteneva di poter realizzare una seconda stagione. I disastrosi risultati di ascolto ottenuti dalla serie, bloccati tra il 10 e l’11% di share, dovrebbero, a questo punto, distogliere dal proposito.

Insomma una fiction da archiviare. Mediaset deve capire che è arrivato il momento di dare più vita al racconto televisivo. Basta con vicende irreali, incredibili, basta con misteri, segreti, passioni da soap opera.


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Giornalista, esperta di spettacoli, in particolare di televisione. È stata per dieci anni critico televisivo de Il Giornale d’Italia con la direzione di Luigi D’Amato. Dal 1997 si occupa per il quotidiano Il Tempo di spettacoli, soprattutto di tv. Si occupa di cultura per il sito di Panorama. Ha collaborato in passato con le maggiori testate nazionali, tra cui Il Sole 24 ore, Il Mattino, Il Giornale. Ha ricoperto il ruolo di docente di Teorie e tecniche della critica televisiva nel master per laureati in Scienze della Comunicazione, organizzato dall’Università La Sapienza di Roma. Ha vinto il dattero d’argento al Salone Internazionale dell’umorismo di Bordighera. É stata titolare per tre anni della rubrica “Dietro le quinte” su Il Giornale d’Italia, analizzando, ogni settimana, un evento di cronaca, di politica o di spettacolo sotto la lente dell’umorismo.

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