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RomaFictionFest 2016 la presentazione della serie Di padre in figlia

Arriva “Di padre in figlia”, la fiction n 4 puntate di Rai Uno presentata in anteprima al Fiction Fest di Roma.
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Arriva “Di padre in figlia”, la fiction n 4 puntate di Rai Uno presentata in anteprima al Fiction Fest di Roma.
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Perché la rivoluzione epocale evocata da Francesca Calenda, affiancata da Francesca Marciano e Valla Santella? Perché “Di padre in figlia” racconta la storia di una famiglia di imprenditori veneti dagli anni ’50 agli Ottanta passata gradualmente dallo scettro di un padre-padrone, Giovanni Franza, a quello delle tre figlie femmine, nonostante appunto il patriarca che produce grappa e ha spicci modi per affermarsi, abbia puntato tutto sul figlio maschio, Antonio, nato con una gemella all’ultima gravidanza della rassegnata moglie, che si adatta a un matrimonio per lei senza slanci. Insomma, una fiction sull’imprenditoria al femminile, che peraltro fa pensare a un modello reale, quello della famiglia Nonino, che produce grappa in Friuli, è ottimamente gestito dalle tre figlie, ancorché da una madre entusiasta e da un padre di magnanime idee, a differenza del personaggio televisivo.

di padre in figlia cavallin capotondi

                                            Francesca Cavallin e Cristiana Capotondi

Al Fiction Fest il cast ha calcato felicemente il red carpet, ha avuto l’ovazione del pubblico, è salito sul palco con il produttore, preceduto da un gasatissimo Pippo Baudo che ha presentato il Premio Carlo Bixio, indirizzato a giovani soggettisti e sceneggiatori.

Poi sul grande schermo è passata la prima delle quattro puntate, cento minuti di spettacolo nel quale abbiamo visto Giovanni Franza esultare per la nascita dell’atteso figlio maschio, la moglie sempre più scontenta per le frequenti escursioni del marito nella casa di tolleranza, la primogenita Maria Teresa, sensibile e intelligente, soffrire del disinteresse che le mostra il padre, il socio di Franza inventare un metodo di invecchiamento che fa della sua grappa la migliore sul mercato.

Passano dieci anni, siamo nel ruggente Sessantotto, i mangiadischi rilanciato le canzoni di Patty Pravo e dei Rokes, e le più grandi delle ragazze Franza mordono la vita, rincorrono modelli che il padre non riesce a ingoiare: una, sessualmente emancipata (l’esuberante Matilde Gioli) si fa mettere incinta, l’altra, dopo l’ottima maturità, chiede di frequentare la facoltà di Chimica all’università di Padova, nonostante il capofamiglia ritenga che la cosa migliore per lei, donna, sia fare la maestra.

di padre in figlia

Ambientazione a Bassano del Grappa, colonna sonora, taglio registico sono azzeccati, con ritmi piani che strizzano l’occhio alla buona narrativa.

Il cast regala un’ottima prova. Giganteggia il Giovanni di Alessio Boni, impareggiabile mentre schiocca la lingua per assaggiare la sua acquavite allo stesso modo col quale, a letto, in maglia della salute, va all’assalto alternativamente della prostituta prediletta o della moglie.

Stefania Rocca è una madre irreprensibile, che ha i suoi fremiti segreti quando riceve dal parroco una lettera dal Brasile, scritta da un suo amore giovanile che non ha mai dimenticato. Asseconda, la misurata signora, le inclinazioni delle figlie maggiori, anche quando si tratta di consigliare quella incinta di tenersi il figlio ma di non sposarsi.

Cristiana Capotondi è una delicata e insieme tesa Maria Teresa, primogenita tanto riflessiva quanto intellettualmente profonda.

Dove però “Di padre in figlia”, almeno nella prima puntata, non convince è in certi snodi della sceneggiatura, poco credibili, nello stile soap opera. Ne soffre soprattutto la figura della prostituta, una pur intensa Francesca Cavallin: ha chiesto un prestito a Giovanni per comprarsi una macchina da cucire grazie alla quale abbandona il “mestiere” e diventa sarta raffinata, con atelier sotto i portici di Bassano.

Legge i poemi omerici, la signorina. Diventa complice a amica della moglie di Franza, che supera l’irritazione per gli amplessi del marito nel bordello e addirittura chiede alla redenta di insegnarle a leggere e scrivere, soprattutto per rispondere alla lettera del vagheggiato uomo emigrato trent’anni prima in Brasile…

Sono ingenuità che forse servono a far progredire il plot, a suggerire altri accostamenti, come la battaglia della veneta Merlin per l’abolizione delle case chiuse. Però inficiano in parte un’operazione che potrebbe soddisfare di più il pubblico del piccolo schermo.


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Lidia Lombardi, free lance dopo essere stata per 35 anni nella redazione del quotidiano "Il Tempo" dove ha ricoperto il ruolo di responsabile del servizio Cultura e Spettacoli dal 2001 al 2013. La sua più ferma convinzione professionale: il giornalismo non è per solipsisti, ma un lavoro d'equipe.

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La stagione della caccia su Rai 4 – trama, cast, finale

Tutte le curiosità sul tv movie di Camilleri. Notizie su cast, regista, location, episodi inediti inerenti la lavorazione del tv movie
Biagio Esposito

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La stagione della caccia
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Si chiama La stagione della caccia il secondo tv movie della serie C’era una volta Vigata in onda oggi, in replica, su Rai 4.

Il tv movie è tratto dall’omonimo romanzo di Andrea Camilleri pubblicato nel 1992 dall’editore Sellerio che avrebbe editato successivamente tutti i libri dello scrittore siciliano.

Noi vi abbiamo già anticipato le principali notizie sulla pellicola. Adesso vi sveliamo tutte le curiosità sulla trama e sulla realizzazione delle riprese.

Innanzitutto La stagione della caccia è la prima opera di Camilleri ed ebbe un successo immediato e clamoroso sia di pubblico che di critica.

La stagione della caccia – dove è stato girato

Le riprese sono state effettuate in Sicilia, in particolare a Scicli. Una delle location è stata il Palazzo Mormino-Màssari che si trova proprio sulla piazza principale di Scicli. Si tratta di un edificio nobiliare molto bello e sontuoso che è stato utilizzato come il Palazzo Peluso. I Peluso sono la famiglia nobile protagonista della vicenda raccontata da Camilleri.

La piazza è quella di Ispica, il porto è quello di Marzamemi, la piazza dove vediamo il marchese anziano è la piazza di Scicli, Piazza Busacca, mentre la Basilica è sempre ad Ispica.

La stagione della caccia attori

Chi è il regista?

Il regista è Roan Johnson ha già firmato la serie di Sky I delitti del BarLume. Nato a Londra da padre inglese e mamma materana, ha trascorso la sua infanzia e adolescenza a Pisa e poi a Roma. Johnson ha studiato al centro sperimentale di cinematografia dove come docente di sceneggiatura ha avuto Francesco Bruni, che firma la sceneggiatura della Stagione della caccia con Camilleri e Leonardo Marini.

Il regista ha svelato che per girare il tv movie ha ascoltato, tra i tanti consigli che gli erano stati dati, uno in particolare: “Pensa come se i Peluso fossero i Sopranos del diciannovesimo secolo e tu fossi il James Gandolfini di Vigata”. 

Sul suo incontro con Camilleri svela: “Per me è stato come andare da un veggente, varcando la soglia del suo salotto traboccante di libri mi è sembrato di entrare nell’antro della Sibilla. Sembrava un rituale pagano, ognuno sulla sedia assegnata dallo scrittore, che mi sembrava uno sciamano”.

Camilleri, però, ha imposto il suo pensiero sul tv movie. Ha solo accettato qualche semplificazione sul testo, ricco di intrecci e personaggi. Ma è stato inflessibile per un finale diverso, contenente la speranza di un nuovo amore e quindi più a lieto fine. Johnson e Bruni lo avevano proposto ma lo scrittore scrittore non ha voluto saperne.

La stagione della caccia finale

La stagione della caccia – I Peluso e la trama

I nobili Peluso da Torre Venerina, signori di Vigata, sono guidati dal patriarca, il marchese Filippo Pelluso (Tommaso Ragno). Un giorno arriva in paese il fascinoso farmacista Alfonso “Fofò” La Matina interpretato da Francesco Scianna. E’ figlio di un contadino esperto in erbe medicamentose. Appena giunto a Vigata, i componenti della famiglia Peluso cominciano misteriosamente a morire, uno dopo l’altro, come ne I dieci piccoli indiani di Agatha Christie. Chi morso da una vipera, chi di crepacuore, chi avvelenato.

Gli attori

Francesco Scianna, il protagonista, ha raccontato di essere rimasto colpito sin da subito dal romanzo e di essersi ispirato a Charlie Chaplin per interpretare Alfonso Fofò La Matina, con l’intento di dare al personaggio quella vis comica, che è la cifra vincente della scrittura di Andrea Camilleri.

Donatella Finocchiaro ha spiegato: «Finalmente sono una donna di Camilleri. Questo libro è un capolavoro di scrittura magistralmente adattato, diretto e anche ben interpretato dai burattini che siamo noi, ma i personaggi erano cesellati alla perfezione. Nel film c’è l’emozione, il dramma, la morte e anche tanta comicità. Con Tommaso Ragno non mi sono trattenuta dalla risate, anche noi attori siamo rimasti ‘vittime’ di questa storia!».


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Io non mi arrendo con Beppe Fiorello su Rai 1 – trama, cast, finale

Sintesi della fiction Io non mi arrendo con Beppe Fiorello. Tratta dalla storia del poliziotto Roberto Mancini
Sveva Loriano

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Questa sera Rai 1 replica la miniserie tv Io non mi arrendo con Beppe Fiorello. La storia racconta le vicende del poliziotto Roberto Mancini (Marco Giordano nella fiction), impegnato a combattere l’ecomafia della terra dei fuochi.

Io non mi arrendo film attori

Io non mi arrendo – regia, protagonisti, dove è girato

La regia è di Enzo Monteleone. Protagonisti sono Beppe Fiorello e Massimo Popolizio che interpretano rispettivamente i ruoli dell’ispettore Marco Giordano e dell’avvocato Gaetano Russo. Nel cast anche Maddalena Crippa che dà il volto al personaggio del vice-questore Giordana Valente.

Le riprese si sono svolte in Italia, in particolare in Puglia nelle città di Bari e Brindisi. La produzione è della Picomedia in collaborazione con Iblafilm per Rai Fiction.

Io non mi arrendo film dove è girato

Io non mi arrendo – trama

La storia inizia a Fondi (LT) con Marco Giordano alle prese con Fusillo. Un cittadino finito nella mani di usurai che rischia di diventare un prestanome per dimezzare il suo debito. Durante un suo interrogatorio, l’ispettore conosce Maria Kaminski (Elena Tchepeleva) e per avvicinarla finge di essere l’addetto al rinnovo dei permessi di soggiorno.

L’avvocato Gaetano Russo (Massimo Popolizio) è una delle figure al centro di questa indagine di usura e lo vediamo inizialmente acquisire una terra in Campania per una cifra di tre milioni. I suoi intenti non sono assolutamente benevoli: vuole usare quel terreno per creare discariche di rifiuti tossici. La squadra ferma un camion convinto di sequestrare droga; quando invece trovano immondizia, non capiscono il reale intento del criminale.

Intanto continuano le intercettazioni telefoniche e le indagini svolte sul territorio campano mostrano un collegamento tra Russo e i rifiuti tossici. Seguendo un camion, Giordano e Mastropalo scoprono una discarica illegale a cielo aperto e inoltre incontrano Vincenzino, un ragazzo malato che li porta a scoprire altri luoghi dove in passato sono avvenuti gli stessi fatti.

La storia d’amore tra Marco e Maria prosegue a gonfie, prima con un romantico matrimonio all’interno di una grotta in Polonia e poi con l’arrivo di Martina, la loro primogenita. Impegnato in un faccia a faccia con Russo, però l’ispettore non riesce ad aiutare la moglie.

Le intercettazioni continuano e mettono in evidenza come l’avvocato Russo abbia delle coperture importanti nella pubblica amministrazione, nella politica e anche nella magistratura. L’omicidio di Ercolani, un complice non più gradito del legale, però complica un po’ il compito dei poliziotti che trovano un valido alleato in Vincenzino.

Spoiler finale prima puntata

Il Dottor Bonocore svela a Giordano come molti bambini nella cittadina siano affetti da tumore. Tutti sanno ma nessuno denuncia. Durante un incontro tra l’avvocato Russo e altri malviventi, per allargare il giro d’affari anche all’estero, a sorpresa si presenta anche il superiore dell’ispettore, la Dottoressa Valente. Questa scoperta è condivisa solo con la squadra; ecco svelato il motivo per cui la donna aveva proposto a Giordano una promozione ai servizi segreti.

Per riuscire ad ampliare il giro d’affari l’avvocato Russo chiede aiuto al boss della camorra Don Antonio. In un letto d’ospedale, dopo un incontro con Marco Giordano, Vincenzino muore, terminando così la sua agonia. Nell’ultima scena l’avvocato Russo e l’ispettore si “”sfidano” a parole in un tavolo di ristorante.

Io non mi arrendo film finale

Io non mi arrendo – cast completo

  • Giuseppe Fiorello: isp. Marco Giordano
  • Massimo Popolizio: avvocato Gaetano Russo
  • Elena Tchepeleva: Maria Kaminksi
  • Alessandro Riceci: Rino Mastropalo
  • Salvio Simeoli: Lucio Papa
  • Stefano Alessandroni: Alessio Bonfiglio
  • Mario Sgueglia: Michele Leone
  • Paolo Briguglia: PM Giovanni Cattaneo
  • Maddalena Crippa: vice-questore Giordana Valente
  • Antonio Milo: Sebastiano Ajello
  • Vincenzo Pirrotta: Antonio Pomarico
  • Giulia Salerno: Martina Giordano
  • Luigi D’Oriano: Vincenzino Abate
  • Bianca Maria D’Amato: madre di Vincenzino

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Alice Nevers 13 episodi A briglie sciolte e Chut su Giallo – trama, cast, finale

Altri due casi estremamente complicati per la serie in onda su Giallo e interpretata da un giudice istruttore donna.
Beatrice Martini

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Alice Nevers A briglie sciolte Giallo
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Giallo propone oggi gli episodi A briglie sciolte e Chut che fanno parte del ciclo Alice Nevers 13. L’appuntamento è in prima serata sul canale 38 del digitale terrestre.

La serie è una produzione francese le cui atmosfere oscillano tra il giallo e il poliziesco. È stata trasmessa sulla principale rete francese TF1 e la regia di tutti gli episodi della stagione in corso è affidata a Renée Manzor.

Tutte le puntate hanno come protagonisti casi giudiziari affrontati dal giudice istruttore Alice Nevers che opera in uno dei più importanti commissariati di Parigi. Accanto alla protagonista Alice Nevers a cui dà il volto l’attrice Marine Delterme c’è il fidato assistente Fred Marquand interpretato dall’attore Jean Michel Tinivelli.

Giallo propone settimanalmente due episodi della serie, ognuno della durata di 50 minuti. Ecco le anticipazioni sui due episodi conclusivi.

Alice Nevers A briglie sciolte trama

Alice Nevers 13 A briglie sciolte – trama

La trama raccontata nel primo episodio ha come protagonista Hervé Carpentier proprietario di una piccola stalla per cavalli. L’uomo improvvisamente viene ucciso nel centro di Parigi, colpito a morte da un dardo ipodermico.

Intanto nella piccola fattoria per cavalli ne è scomparso uno. Si tratta di Otello, l’animale preferito da sua figlia Cissy. Alice Nevers e la sua squadra arrivano sul posto per cercare di indagare e rendersi conto delle condizioni in cui si trova il cadavere dopo la morte.

La giudice si rende conto, dopo una serie di indagini, che la chiave per risolvere il caso sia proprio nella scomparsa di Otello. Allo stesso tempo Alice Nevers fa delle domande a suo padre chiedendogli una spiegazione sul cadavere che ha portato alla luce.

Alice Nevers 13 Chut trama

Episodio Chut – trama

La trama raccontata ruota intorno a Florence Rafin, una segretaria che lavorava presso uno studio medico. La donna è stata strangolata e poi gettata da un ponte su una chiatta di ghiaia. Alice Nevers e il suo assistente Marquand scoprono che la vittima era una seguace di Chut, una setta dedicata alla infedeltà coniugale.

Durante la loro indagine Alice e Marquand trovano in questo caso molte somiglianze con altri accaduti in passato.

Per quanto riguarda la vita privata Alice Nevers si avvicina al dottor Chahine, dopo aver scoperto che Marquand ha ospitato nella sua casa Leah, una poliziotta molto graziosa. Ma arriva un evento a turbare tutto. Il vice-sceriffo Marquand è stato appena ucciso. O almeno così sembra…

Alice Nevers 13 Chut attori

Alice Nevers 13 – il cast completo

Di seguito il cast della serie Alice Nevers 13 e i rispettivi personaggi interpretati dagli attori

  • Marine Delterme – Alice Nevers
  • Jean-Michel Tinivelli – Fred Marquand
  • Grégori Baquet – Ludo
  • Alexandre Varga – Mathieu Brémond
  • Georges Claisse – Anton Avenberg
  • Vincent Solignac – François Avenberg
  • Jean Dell – Lemonnier
  • Anne-Charlotte Pontabry – Laurence
  • Sandy Lobry – Betty
  • Sylvie Audcoeur – Christelle Avenberg
  • Arielle Sémenoff – Hélène Kimoff
  • Laurent Olmedo – Marco Bianchi

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