InVolontario: conferenza stampa della webserie sul volontariato dal 17 settembre su MTV.it e non solo


InVolontario. La conferenza stampa della prima webserie sul volontariato girata all'Istituto Nazionale dei Tumori di Milano. Tutte le notizie sul prodotto le cui riprese si sono svolte in un vero ospedale


Milano, Fondazione Cariplo. Viene presentata oggi la prima webserie sul mondo del volontariato girata in un vero ospedale, l’Istituto Nazionale Tumori di Milano, dove Officine Buone realizza, da anni, l’iniziativa Special Stage, inserita nel plot.

Le puntate andranno in onda a partire dal 17 settembre su MTV.it, sui canali social e su corriere.it. Scopriamo di più dalle dichiarazioni degli ideatori e dei protagonisti.

Introduce il padrone di casa, il direttore generale di Fondazione Cariplo, Sergio Urbani: “questa per noi è un’occasione importantissima per raccontare le cose meravigliose ai giovani con un registro divertente. Ci rendiamo conto di essere preziosi per tutta la Lombardia in particolare, essendo il nostro territorio, ma non sempre ciò che facciamo è visibile, abbiamo voluto pensare a nuovi strumenti di comunicazione. Noi finanziamo anche nel campo della ricerca scientifica – di qui l’Istituto Tumori – e ovviamente non poteva mancare il tasto del volontariato. I soldi sono importanti, ma la vera felicità è la relazione con le persone. Questa webserie racconta questi valori”.

In anteprima, la webserie InVolontario sarà presentata a Fuoricinema e a tal proposito interviene l’ideatrice Cristiana Capotondi “siamo rimasti da subito molto colpiti dal lavoro che Ugo Vivone ci ha presentato. InVolontario ha una grande sintonia con noi, che ha scelto di sposare ogni anno una causa e quest’anno realizzerà una sala cinematografica nel carcere di Bollate. Ha una forma di racconto molto pop, leggera e trasmette come l’amore possa cambiare le persone, facendole diventare involontariamente dei volontari. Siamo molto contenti che questa webserie possa avere uno schermo gigante, forse il più grande di Milano”.

La parola passa alla persona grazie a cui è partito tutto, Ugo Vivone, presidente di Officine Buone: “InVolontario è una serie di cinque episodi, racconta la storia di Ettore un neolaureato, il quale come primo impiego porta le lettere in ospedale. Incontra una dottoressa e si spaccia per volontario per far colpo.

Il motivo che ci ha spinto a raccontare questa storia è perché in parte è vero che molto ragazzi si sono avvicinati al volontariato involontariamente. Come Officine Buone abbiamo inventato Special Stage, scimmiottando X Factor. Cerchiamo di realizzare dei format che permettano ai giovani di emergere col proprio talento mettendolo a servizio degli altri.
Continua: La serie è stata girata all’interno dell’Istituto Nazionale dei Tumori, dove siamo nati come associazione. Ci hanno dato un intero piano e all’interno del progetto ci sono anche dei pazienti che ci hanno chiesto di essere presenti nella webserie”.
Melissa Greta Marchetto, coordinatrice della conferenza, evidenzia anche il contributo di housing sociale e chiede a Enzo Lucchini, presidente dell’Istituto Nazionale dei Tumori, quali sono stati i cambiamenti concreti del volontariato in ospedale.
“Tutto ciò che viene messo in onda è esattamente quello che abbiamo cercato di fare diventare il nostro ospedale: la scienza avanzata trasferendola al letto del paziente. Quest’anno celebriamo il 90esimo anniversario della nostra nascita, ma oltre ad avere quest’età abbiamo mantenuto anche l’avanguardia. Siamo convinti che la presa in carico globale del paziente è vincente e questo ragionamento vale ancor più per gli adolescenti, i quali sono una categoria specialissima in cui il fermento della vita è molto forte. Stiamo facendo di tutto, anche grazie ai volontari, per rendere la parentesi ospedaliera più accettabile. I volontari sono straordinari, hanno imparato a mettere in campo la professionalità. Tutti seguono corsi, presidiano un tema importante, sono professionali e solidali.
Officine Buone in piena sintonia con quella che è la nostra radice identitaria, cioè l’eccellenza, ha fatto progettare il palco di Special Stage dal politecnico”.
Un’altra componente fondamentale di questo progetto è la piattaforma. MTV Italia rispecchia in tal senso il linguaggio.
Interviene AD Viacom Media Networks Italia, Medio Oriente e Turchia Andrea Castellari:cinque milioni seguono il nostro sito e circa quattro i nostri social. MTV non racconta solo la musica, è un forte brand e un riferimento in quest’epoca di cambiamenti. In tanti anni ci siamo occupati di campagne sociali, si ha sempre l’impressione che i giovani siano disinteressati rispetto alla popolazione, invece è esattamente il contrario, sono super partecipativi. Per noi, mandare in onda una serie come InVolontario è un’opportunità per rimanere vicini al nostro target”.
Sergio Spaccavento, curatore del soggetto e della sceneggiatura: “questo è un brand content. Per riuscire a comunicare un progetto, l’unica maniera è farlo tramite qualcosa che può attrarre. Se lo si trasmette con uno storytelling, situazioni fuori dai canoni rispetto alla modalità con cui si tratta certi argomenti, allora funziona”.
Pier Mauro Tamburini (de La Buoncostume), regista: “non è stato semplice lavorare in ospedale, ma rispetto a un set classico, ci ha uniti in una maniera diversa dal solito.

È presente un’ironia sincera, non cinica e questo tono è stato fondamentale. Spero possa arrivare ai giovani e a quante più persone possibili”.

Partono le domande

Potete parlarci della collaborazione con Siae?
È un nostro partner per Special Stage, in cui si dà voce a giovani autori, cercando di dar spazio a brani inediti.
A Eleonora Giovanardi: puoi parlarci del progetto di volontariato?
Il bello di questa serie è che siamo tutti volontari, attraverso una storia inventata parliamo di qualcosa di reale. Ho conosciuto Ugo e Melissa al Magna Graecia Film Festival e lì ho iniziato a saperne di più anche perché non mi sentivo all’altezza di fare volontariato. Attraverso Special Stage e un’altra iniziativa in cui noi attori leggiamo le fiabe nel reparto di pediatria è come se mi fossi avvicinata tramite i miei strumenti. Pian piano si è creata sempre più rete.
Le fa eco Marco Maccarini:sono capitato nel mondo di Officine Buone anch’io. È un progetto bellissimo e spero che sia il primo di una serie di situazioni“.
Ad Andrea Castellari: pensate di espanderla anche in Medio Oriente e Turchia?
È una serie molto italiana, però è sicuramente valida come idea e sarebbe bello esportarla.

Vivone ci tiene a evidenziare cometutti i cantautori che hanno partecipato a Special Stage hanno donato un brano per la colonna sonora. Tra l’altro, la protagonista, Giulia Penna, realizzerà il suo primo concerto (24 novembre a Napoli), trovando in ospedale i musicisti per mettere in piedi il gruppo in ospedale“.

Interviene proprio l’artista:mi è sempre piaciuto, sul web, intrattenere le persone, farle stare bene ed è stato bello portare tutto ciò all’interno dell’ospedale. Inizialmente non sapevo come avrei reagito e poi ho notato come stessi bene io in primis“.
Mentre c’è un Elvis che è la spalla del co-protagonista, nello Special Stage, c’è un tecnico che lo ‘bullizza’ ma in realtà lo supporta, in particolare nelle ultime due puntate“, aggiunge Loris Fabiani.
Perché solo cinque puntate?
In ospedale abbiamo girato per due settimane consecutive e non ci sembrava il caso di occuparlo oltre.
La conferenza stampa si conclude qui. Ricordiamo l’appuntamento con l’anteprima a Fuoricinema domenica 16 settembre e da lunedì 17 su mtv.it



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