Il Commissario Montalbano, non solo consensi ma anche critiche per la serie tv


Non solo consensi per il commissario Montalbano ma c'è anche chi critica il personaggio e il suo creatore


  Definita l’icona della nostra fiction a livello internazionale, la serie Il Commissario Montalbano con Luca Zingaretti è tornata su Rai1. Due nuovi episodi per quest’anno, intorno ai quali l’attesa è stata quasi spasmodica. Ma davvero tutti sono ansiosi di ritrovare il poliziotto di Vigata, i suoi aiutanti Fazio (Peppino Mazzotta) e Mimì Augello (Cesare Bocci) con il surreale Catarella (Angelo Russo)?  Davvero c’è consenso unanime intorno alla serie e al suo creatore Andrea Camilleri padre di Montalbano?

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 Lo abbiamo chiesto ad alcuni personaggi noti: Pippo Baudo, Lanzo Buzzanca, Anna Kanakis, Rino Barillari, Edoardo Raspelli, Alessandro Cecchi Paone, il nutrizionista Pietro Migliaccio presenza fissa a I fatti vostri su Rai2.

“Salvo Montalbano incarna lo spirito critico della terra siciliana, è un personaggio bonario, ironico, fuori dagli schemi che riesce a far breccia sui telespettatori con stile ed eleganza” sottolinea Pippo Baudo. “La serie ha proiettato, a livello turistico, la Sicilia nel mondo, contribuendo a far conoscere zone di suggestiva bellezza esaltate dalla sapiente regia di Alberto Sironi. Ed io da siciliano non posso che esserne fiero”.

Medesimo entusiasmo è riscontrabile in Lando Buzzanca che, pur non avendo seguito con assiduità, le indagini di Montalbano, gli riconosce una valenza positiva a livello di comunicazione.

Di tutt’altra opinione è Anna Kanakis. L’attrice e scrittrice trova lento lo svolgersi degli eventi raccontanti, privi di quel paths che invece è necessario per narrare storie di morte e di omicidi. “E dire che la Sicilia è la terra del pathos per eccellenza” incalza la Kanakis che a proposito del commissario Montalbano fa notare: “è un personaggio poco intrigante, distaccato dai fatti nei quali viene coinvolto. Manca completamente il thriller nelle varie storie”.

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Montalbano1

“Montalbano è immerso in un mondo fermo e statico che non si è adeguato al cambiamento della società. Personalmente credo che, dopo aver visto prodotti come Il Padrino e Romanzo criminale, tutto il resto sia prevedibile e scontato. E’ l’opinione di Rino Barillari, il Re dei paparazzi che dà l’affondo finale: “servono storie di oggi che fanno uso di nuove tecnologie per le indagini, mentre le vicende raccontate ne Il commissario Montalbano appaiono incastonate in una realtà vecchia e obsoleta”.

Edoardo Raspelli, critico gastronomico e conduttore del programma Melaverde su Canale 5, non guarda la serie. Il motivo lo spiega così: “non amo Andrea Camilleri, non amo la sua scrittura, quelle continue frasi dialettali. Io adoro i dialetti, li considero alla stregua di buoni piatti della cucina italiana che ne interpretano le varie tradizioni locali. Ma se si usa un dialetto è necessario farsi capire. Con Camilleri questo non accade”.

Critico anche Alessandro Cecchi Paone: “Montalbano non mi interessa, non mi ha mai fornito un motivo di attrazione dal punto di vista televisivo. Questo perchè, pur riconoscendo a Camilleri capacità di scrittura, non sono mai riuscito, personalmente, a leggere fino in fondo un suo romanzo. Eppure sono un accanito lettore. Ma trovo nelle pagine di Camilleri molto barocchismo, uno stile lontano da quello da me preferito ed espresso molto bene, in una determinata letteratura americana.

“E’ elegante, senza volgarità e ricostruisce perfettamente le atmosfere della Sicilia cara al pubblico e ai turisti che, proprio grazie alla serie televisiva, hanno riscoperto l’isola e le sue bellezze! afferma Pietro Migliaccio, nutrizionista de I Fatti vostri. Che conclude: “non ultimo motivo di successo, per la serie, è la sobria ma costante attenzione che presta al cibo e alle tradizioni gastronomiche locali, senza mai scadere nella grossolanità”



2 Replies to “Il Commissario Montalbano, non solo consensi ma anche critiche per la serie tv”

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    edoardo

    Ma perché non far interpretare Livia da Luisa Ranieri ,cosi tagliamo la testa al toro ,e resta tutto in famiglia.

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    Angelo Ponte

    Sempre ottima fiction, ambientazioni magiche. Oltre all’aspetto caricaturale di alcuni personaggi e decisamente troppo marcato in Catarella per le ragioni già da lei espresse, trovo sgradevoli le situazioni da “presupposto da film porno” nelle quali Montalbano si trova spesso con improbabili casalinghe discinte sempre disposte a dare/ricevere con la massima naturalezza un invito a pranzo (o cena romantica) dal funzionario che le interroga . . . . La critica non vuol essere uno slancio puritano , soltanto “quelle situazioni non c’azzeccano”

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