Spot in tv | Pan di Stelle, un sogno chiamato cacao


Spot in tv | Pan di Stelle, un sogno chiamato cacao. Lo spot di Mulino Bianco che sensibilizza sulla necessità di garantire piantagioni sostenibili in Africa e pubblicizza il suo impegno per le popolazioni locali. L'analisi della pubblicità


I Pan di Stelle sono un sogno per molti palati, biscotti di cacao punteggiati da stelline di zucchero che si sciolgono in bocca dal lontano 1983.

Ma Mulino Bianco ha deciso di rivederne la filiera produttiva per assicurarsi della sua sostenibilità, in particolare per quanto riguarda la coltivazione del cacao. Per l’occasione, ha realizzato uno spot tv celebrativo del proprio impegno in Africa, al fianco delle popolazioni locali e della Fondazione Cocoa Horizons.

Troppo spesso, infatti, i biscotti che noi mangiamo con tanto godimento rischiano di essere un problema per i lavoratori nelle piantagioni di cacao.

Donne e uomini che vivono di quel lavoro, soprattutto in Africa, sono sottopagati e costretti a condizioni indegne, e insieme a loro tanti bambini gravati da lavoro minorile.

La Fondazione Cocoa Horizons opera in Africa – tra Ghana e Costa d’Avorio – per migliorare la vita di questi lavoratori, assicurandogli condizioni dignitose, orari sostenibili, un salario e combattendo il lavoro minorile.

Inoltre, promuove progetti collaterali come programmi per l’istruzione dei minori e la realizzazione di pozzi per garantire acqua potabile nei villaggi.

Mulino Bianco ha deciso di sposare la causa della Cocoa Horizons sia acquistando cacao di alta qualità da Barry Callebaut – multinazionale impegnata con le cooperative intressate dal progetto – sia finanziando la costruzione di un pozzo nel paese di Djangobo, in Costa d’Avorio.

Lo spot tv che analizziamo ha a che fare proprio con quest’ultima iniziativa e dura circa 40 secondi.
Nyma è una bambina di Djangobo e nella sequenza iniziale – in animazione digitale – percorre il lungo tragitto quotidiano verso il pozzo più vicino al suo paese. Lo fa in un paesaggio arido e sotto uno splendido cielo stellato. Il quadro è sottolineato dalla canzone “Makoun Oumou” di Fatoumata Diawara, cantante ivoriana.

È un’attività che impegna ogni giorno gli abitanti, compresi i bambini: si incamminano con una giara sul capo, arrivano al pozzo e prelevano l’acqua potabile da riportare al paese che ne è sprovvisto.
Oltre a segnare i bambini per lo sforzo in sé, la mansione compromette le altre attività quotidiane, come andare a scuola o semplicemente dedicarsi a compiti più propriamente infantili, funzionali al loro sviluppo.
La voce soave di Nyma e le immagini raccontano di un suo sogno, quello che l’acqua possa arrivare più facilmente e in abbondanza per lei, per gli altri 3mila bambini e i circa 4mila adulti di Djangobo.

Magari grazie alla trasformazione in acqua dei frammenti di stelle contemplati nelle notti particolarmente buie della Costa d’Avorio.

La bimba si appisola sul bordo della giara, per riposare durante la camminata, e sogna tutto ciò.
La pubblicità si conclude con le immagini realissime del sogno realizzato da Pan di Stelle a Djangobo. Mulino Bianco e Cocoa Horizons hanno collaborato alla realizzazione di un pozzo che fornisce acqua potabile agli abitanti. Acqua pulita che previene malattie legate alla sua contaminazione e libera le persone dall’incombenza di doversela procurare. I bambini, ad esempio, possono andare finalmente a scuola.
Di questo spot in tv si è parlato molto. Si sono fatti sentire dapprima i razzisti – le cui invettive, però, anche in un periodo storico in cui la cattiveria è stata sdoganata, sono del tutto risibili – e poi coloro che hanno puntato il dito contro l’ipocrisia delle multinazionali, ree di fare profitti in certi contesti per poi darsi un’immagine bonaria con iniziative simili.

Quest’ultima invettiva può avere senso, se non fosse che – rimanendo al caso specifico – il progetto della Fondazione Cocoa Horizons, per quel che sappiamo finora, appare nel complesso virtuoso, anche se di per sé insufficiente.
Come lo stesso impegno di Mulino Bianco, quantomeno votata a rendere i consumatori più consapevoli delle dinamiche (spesso oscure) che ci sono dietro la produzione di ciò che mangiamo.

Per chi volesse approfondire la storia, Mulino Bianco e Pan di Stelle hanno dedicato un sito apposito al progetto.



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