Spot in TV Jeep – La pubblicità con la neve in cui il bambino canta All by myself


Il controverso nuovo spot di Jeep, accusato di classismo, con il bambino che canta mentre il padre lo accompagna a scuola


Spot in TV Jeep. Se non fossimo nel bel mezzo di un cambiamento climatico epocale, gennaio sarebbe il mese giusto per lasciarsi sorprendere da una bella nevicata. Magari al risveglio, quando il manto bianco creerebbe qualche problema per la quotidianità, ma regalerebbe senz’altro uno stupore genuino. È in uno scenario simile che è ambientato l’ultimo spot tv di Jeep.

Spot in Tv Jeep il papà lascia il bambino davanti alla scuola

Spot in TV Jeep – La pubblicità sotto la neve in cui il bambino canta All by myself

La pubblicità è in rotazione massiccia sulle reti televisive da inizio anno e riesce ad essere particolarmente penetrante. Il segreto sta nella voce del bambino protagonista dello spot tv. Canta “All by myself” di Eric Carmen (reinterpretata con successo anche da Celine Dion) per tutti i trenta secondi della réclame. Col timbro acuto e stonato ma empaticamente irresistibile dei piccoli.

È un elemento marcato e centrale nell’economia dello spot, tanto che in molti hanno confessato di trovarlo fastidioso. Di certo, ha una sua efficacia.

Il bambino ha circa dieci anni ed inizia a cantare mentre viaggia con il padre su una Jeep Wrangler, nel tragitto verso la scuola. È mattina e la notte ha lasciato dietro di sé una copiosa nevicata ancora in corso, un manto bianco su cui la Jeep può esprimere al meglio le sue potenzialità.

In auto, l’atmosfera è serena e il bambino può godersi lo spettacolo dal finestrino mentre il padre guida sicuro e tranquillo. La sua espressione curiosa, però, tradisce anche la malinconia che lo porta ad intonare “All by myself”. Il perché di un brano che dice “non voglio restare da solo” lo raccontano le stesse immagini della pubblicità. Lungo la strada, decine di altri bambini giocano più felici che mai. Si lanciano palle di neve, scorrazzano con gli slittini, danno forma a dei pupazzi, si rincorrono.

Lui, invece, arriva in una scuola deserta dove trova l’aula completamente vuota. Il saluto amorevole e gioioso – ma evidentemente distratto – del padre, non basta a togliergli addosso la tristezza. A destarlo è l’arrivo di una compagna di classe, l’unica insieme a lui a poter raggiungere la scuola grazie alla Jeep Renegade del papà. Anche lei canta la stessa canzone, convinta di essere sola, ed entrambi sussultano stupiti nel ritrovarsi lì, quando ormai sembravano destinati alla solitudine.

Spot in Tv Jeep il bambino da solo in aula

Il messaggio e il significato della pubblicità Jeep con la neve e il bambino che canta

Il significato non potrebbe essere più chiaro, ma Jeep ha voluto fugare ogni dubbio, scrivendolo in sovrimpressione: “Non tutti i genitori guidano una Jeep”. Come a dire che quell’auto è di pochi e i bambini sono tristi perché i genitori dei loro compagni non hanno voluto o potuto comprare la stessa macchina.

Un messaggio a dir poco insidioso per più di un motivo. Jeep, in sostanza, subordina la felicità e i rapporti amicali dei bambini al possesso di un’auto da parte dei genitori. Colpevolizza indirettamente i bambini che non la possiedono e rafforza il tutto scegliendo come protagonista proprio un bambino. Così centra l’attenzione degli adulti, per prima cosa. Ma rischia anche di istruire i bambini su un metro alquanto discutibile da utilizzare per valutare le dinamiche dei rapporti umani.

La ciliegina sulla torta è l’allusione che fa capolino nell’incontro tra il bambino e la bambina. Nei pochi secondi in cui si vede la loro espressione, le immagini aprono ad una folgorazione tra i due. Ancora una volta, possibile grazie al possesso elitario dell’auto invece che ad uno spontaneo ed empatico avvicinamento affettivo ed umano.

Spot in Tv Jeep chi è la bambina che canta

Spot in TV Jeep – L’interpretazione della pubblicità

Al di là delle questioni complesse di natura etica – difficilmente ricomponibili in una visione tranchant – lo spot tv di Jeep lascia aperte le porte al ribaltamento rischioso della sua stessa interpretazione. Una lettura forse non immediata, ma possibile della pubblicità.

Il papà del bambino, per quanto irreprensibile possa apparire (è affettuoso, solare e porta il figlio a compiere il suo dovere) in realtà potrebbe essere visto come un genitore che non coglie la tristezza del bambino. Lo accompagna a scuola pure con la neve, certo, atto sublime di responsabilizzazione e di esaltazione dell’istruzione come impegno imprescindibile.

Eppure, sembra ignorare del tutto quei bambini che giocano insieme e lo sguardo pensieroso che ne deriva da parte del figlio. Trascura la sua tristezza, forse pensando che la felicità possa venirgli semplicemente dall’essere andato a scuola con la Jeep.

Il che neutralizza anche il saluto amorevole con cui lo lascia davanti la scuola e chiude lo spot con una tensione – certamente non voluta – tra le due interpretazioni.



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