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Spot in tv: Alex Zanardi per la guida sicura senza smatphone

Un messaggio sociale, supportato da un'azienda automobilistica e un campione che, a bordo della auto, è diventato un campione dello sport.

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Un messaggio sociale, supportato da un'azienda automobilistica e un campione che, a bordo della auto, è diventato un campione dello sport.
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Zanardi si rivolge direttamente allo spettatore, parlando mentre guarda la camera. Volto noto sia come sportivo che per il ruolo di conduttore in alcuni programmi televisivi, l’ automobilista e paraciclista, usa un tono confidenziale. E il messaggio vuole essere un consiglio, più che un ammonimento o il rimprovero per un comportamento errato.
Zanardi parla di un tema che gli sta a cuore: “Oggi i telefonini sono diventati una dipendenza. Perciò, prima di mettermi al volante, tolgo la cover al mio smartphone e la uso per coprire lo schermo. Una piccola attenzione per evitare di distrarmi”.
Siamo dunque davanti a uno spot che non solo vuole mettere in guardia sulla pericolosità di un’abitudine potenzialmente mortale, quanto proporre un’escamotage che può rivelarsi efficace per evitare distrazioni.
Il protagonista inoltre, non si pone al di sopra del suo pubblico: in apertura dello spot, infatti ammette come gli smartphone siano diventati una dipendenza. Persino per lui che, da pilota, sa benissimo quanto sia fondamentale rimanere concentrati mentre s è al volante.
La soluzione è molto semplice, eppure non scontata: per scongiurare potenziali distrazioni, basta coprire lo smartphone con la cover. Non vedere che arriva un messaggio, diviene così un modo per non prestare attenzione al telefono. Insomma, una messa in pratica del detto popolare “occhio non vede, cuore non duole”.
A supporto della campagna, la Polizia di Stato. Nel primo semestre del 2017 la mortalità su strada ha avuto un aumento del 7%, dopo anni in cui invece il trend era negativo. Tra le cause, al primo posto proprio la distrazione: una tecnologia sempre più pervasiva, ma soprattutto l’abitudine di controllare continuamente i propri profili social, contribuiscono in maniera determinante.

Lo scopo dello spot è quello di far capire quanto sia rischioso guardare lo smartphone quando si guida. Ma l’utilizzo dello smartphone è qui un dato di fatto: appurato che la maggior parte della gente lo usa in maniera massiccia, si fornisce un suggerimento su come disinnescare la dipendenza per un po’ .
L’approccio non è paternalistico, ma risolutivo: applicare in modo concreto una soluzione, piccola ma comunque efficace.


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Marchigiana, sarda per metà e romana d’adozione, si laurea in comunicazione alla Sapienza con una tesi triennale sulla satira televisiva e la chiusura del Decameron di Luttazzi. La tesi specialistica è ancora sulla televisione, stavolta sul ruolo di Al-Jazeera nella “primavera araba”. Collabora con alcune testate giornalistiche e siti web, è stata analista televisiva del programma di RaiTre TvTalk, condotto da Massimo Bernardini. La partecipazione ad una serie di trasmissioni televisive, le ha consentito di conoscere a fondo tutto quello che ruota intorno al mondo del piccolo schermo. Ama scrivere e disegnare, soprattutto fumetti.

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