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Spot in tv: Gigi e la Cremeria

Uno spot che da un lato lancia il prodotto, ma dall'altro si autocelebra. Per la campagna 2018 infatti, la Cremeria Motta cita il suo noto slogan degli anni '90.

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Uno spot che da un lato lancia il prodotto, ma dall'altro si autocelebra. Per la campagna 2018 infatti, la Cremeria Motta cita il suo noto slogan degli anni '90.
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Mentre in passato i protagonisti erano un gruppo di amici che citofonavano a casa di Gigi, stavolta l’attenzione è concentrata sulla famiglia.
Ancora una volta però, come avveniva nelle vecchie campagne promozionali, il gelato diviene motivo di aggregazione: il collante che permette ai golosi di stare insieme. Nello specifico, il pretesto attraverso cui una mamma convince i figli adolescenti a rimanere a tavola: un escamotage per comunicare, davanti a due ragazzi visibilmente seccati all’ idea di stare insieme ai genitori.
Così, appena i due si alzano, la mamma li blocca: la scusa è quella di un gioco, cioè assaggiare il gelato della Cremeria Motta e andare per libera associazione. Quali emozioni vengono in mente?
La mamma dispone sul tavolo diverse vaschette, ciascuna corrispondente a un gusto diverso. La figlia, visibilmente seccata dalla richiesta materna, assaggia comunque. L’espressione scettica, sparisce presto: quando chiude gli occhi, si ritrova immersa in un casolare di campagna insieme ai genitori e al fratello. Un sogno a occhi aperti, in cui l’esperienza sensoriale è quella che richiama il sapore di un latte di casa. “Latte!” è allora la sua risposta. Anzi, “il latte di Antonio”: a sottolineare la familiarità, dunque la genuinità, di quel sapore.


il gelato della Cremeria diviene in questo modo una sorta di Madeleine proustiana, che consente di rivivere ricordi del passato.
Naturalmente lo spot promuove il prodotto proprio puntando sulla qualità delle materie prime, selezionate in modo da garantire un “gusto autentico”.
Riuscita a coinvolgere i figli, la coppia si guarda soddisfatta. L’atmosfera è completamente cambiata: adesso c’è complicità.
È a questo punto che si inserisce l’ autocelebrazione: suona il campanello, e vediamo il volto di un bambino che chiede se c’è Gigi. L’immagine è in bianco e nero, proprio per mettere in evidenza il richiamo al passato. Il legame viene spiegato dal papà, quando la mamma chiede chi sia: l’uomo spiega che “mangiavamo sempre il gelato da lui”, sancendo la continuità del racconto.


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Marchigiana, sarda per metà e romana d’adozione, si laurea in comunicazione alla Sapienza con una tesi triennale sulla satira televisiva e la chiusura del Decameron di Luttazzi. La tesi specialistica è ancora sulla televisione, stavolta sul ruolo di Al-Jazeera nella “primavera araba”. Collabora con alcune testate giornalistiche e siti web, è stata analista televisiva del programma di RaiTre TvTalk, condotto da Massimo Bernardini. La partecipazione ad una serie di trasmissioni televisive, le ha consentito di conoscere a fondo tutto quello che ruota intorno al mondo del piccolo schermo. Ama scrivere e disegnare, soprattutto fumetti.

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