Troppo affollato di talk show politici il lunedì sera. Su Raitre imperversa Fabio Fazio che, come in una sacrestia, gestisce Che tempo che fa, dispensando incenso a destra e a manca in egual maniera. Su Retequattro Paolo Del Debbio è il padrone di casa di Quinta colonna. E su La7, Gad Lerner è lo storico padrone di casa de L’Infedele.
No davvero, così proprio non va. Con la chiusura di Parliamone in famiglia, Rai2 sembra essere divenuta un contenitore per serie statunitensi, soprattutto nella fascia dell’immediato pomeriggio che si allunga fino al Tg2 delle 20,30. Con l’aggravante di aver inserito alle 14 un programma, Selz, che è la rivisitazione, in chiave autunnale, di tutte le repliche estive basate sull’amarcord.
Tradizionalmente Radio2 è l’emittente dedicata all’intrattenimento. In particolare, ha consacrato come trasmissioni cult appuntamenti oramai imperdibili come Il ruggito del coniglio condotto da Antonello Dose e Marco Presta che quest’anno è giunto al diciottesimo anno di programmazione. Subito dopo, è in onda la felice scelta di quest’anno: Chiambretti ore 10, nuovo rendez vous con l’enfant terriible della tv prestato con successo alla Radio. Infine, a completare la mattinata di intrattenimento, arriva SuperMax con Max Giusti padrone di casa.
I bambini sono sempre più protagonisti della tv dei grandi. Non bastavano trasmissioni in prima serata come Ti lascio una canzone, recentemente al centro di polemiche, per la severità della gara canora, adesso i principali programmi della tv generalista si sono lanciati, famelici e assetatati di audience, sulla vicenda del bambino di Cittadella prelevato dalla scuola dalle forze dell’ordine. Una storia che ha colpito in maniera drammatica tutti ma che purtroppo, è stata, ed è ancora, strumentalizzata ferocemente dai mass media.
Ho molto apprezzato l’esperimento realizzato, questa estate da Rai Gulp: il canale free del digitale terrestre, ha mandato in onda le repliche di Flight 29 down, serie ispirata a Lost, fiction cult a livello planetario. Utilizzando la stessa struttura narrativa di Lost, il serial si rivolge, però, ai giovanissimi, gli under 18. Più volte riproposta su Rai2 in passato, ma solo parzialmente, la fiction ha conquistato gli adolescenti americani in un periodo particolare: quando ancora non era andato in onda il finale definitivo di Lost.
L’access time di Rai1 e Canale 5 ha proposto, questa estate, due generi completamente differenti: Techetechetè, amarcord della tv del passato e Veline, casting itinerante per la scelta delle due nuove “assistenti” di Striscia la notizia. A me Techetechetè mette malinconia: pur rappresentando una tv ancora viva e di qualità, fatta da grandi professionisti, evoca l’album dei ricordi. Inevitabilmente, ci si rende conto che i personaggi (molti dei quali sono scomparsi) risultano incasellati in epoche del passato. Farli rividere tutte le sere, per tre mesi, alla fine diventa un appuntamento di mestizia dinanzi al quale si tenta la fuga. Certo il mini programma ha un suo pubblico, meno giovane, che ritrova molti dei propri ricordi proprio in quelle immagini datate. E ciò ne spiega il successo anche in termini d’audience. La platea di Rai1 è tradizionalmente più anzianta di quella di Canale 5 che con Veline propone un sogno giovanile.
La cronaca nera lo ha consacrato tra le eccellenze dell’Auditel per Retequattro. Scavando nell’attualità popolata di morti ammazzati con indagini ancora in corso, interpretando i nuovi desiderata del pubblico nazional- popolare, Salvo Sottile è divenuto un personaggio. O meglio il personaggio, esperto di delitti, di cadaveri che reclamano giustizia, di tribunali, di prove testimoniali. Si è circondato di inviati speciali che, sui luoghi del delitto, raccolgono notizie in esclusiva da comunicare, come scoop, in diretta.
Con questi ingredienti, Quarto grado si è rivelato subito un programma di grande appeal. Salvo Sottile è riuscito a captare la metamorfosi del pubblico di Retequattro che alla vecchia, obsoleta telenovela, sta sostituendo la curiosità, spesso morbosa, per la cronaca nera.
Sperimentare nuovi format, soprattutto nuove idee è un apprezzabile tentativo, soprattutto quando a esporsi è Rai1, la rete leader di viale Mazzini. Recentemente, però,la prima rete ha “testato” una serie di nuovi programmi che non hanno raccolto il gradimento del pubblico.
Da alcuni anni in Italia è esploso il fenomeno Belen Rodriguez. La ventisettenne argentina, nata dal mare dell’Isola dei famosi nel 2008, riesce a catalizzare l’attenzione dei mass media con furba e spregiudicata intelligenza. Come lei stessa ha più volte svelato, conosce perfettamente il meccanismo del mondo dello spettacolo e della comunicazione e ne fa un uso accorto. Riuscendo sempre a sorprenderci.
Esiste una “casta del piccolo schermo” che continua ad accumulare privilegi, a dispetto della crisi e dei sacrifici a cui sono chiamati gli italiani. Mentre gli stipendi diminuiscono, la disoccupazione miete vittime e una folla sempre più consistente di impiegati e pensionati non riesce ad arrivare a fine mese, loro, attori e sceneggiatori di fiction televisiva, guadagnano cifre imbarazzanti, nonostante i recenti ridimensionamenti.